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I PREZZI POSSONO CRESCERE ANCORA

da | 15 Gen 2022 | NEWS

Prezzi riso

Prezzi riso: buone prospettive. Borsa merci aperta a Mortara per la prima volta dall’inizio dell’anno. Tuttavia, la prima apertura avviene senza l’emissione del bollettino ufficiale per poco personale presente (causa Covid-19).

I TONDI SEMPRE SUPER

Gli operatori presenti fanno sapere che a farla da padrone nelle valutazioni è il gruppo dei tondi. Selenio a 700 €/tonnellata e Terra CL 550 €/tonnellata (prezzi ivati). Bene anche i risi tipo Loto e Ribe, male invece risi interni da esportazione come Barone CL e Cammeo (500 €/tonnellata). Questo a causa di quanto accaduto martedì nelle altre sale di contrattazione: difficoltà di commercio con la Turchia in seguito a surplus produttivi nella scorsa campagna.  Influenze anche sul gruppo Arborio (550 €/tonnellata). La tendenza è già stata raccolta da Riso Italiano.

ACCUMULI E NOLI DI TRASPORTO ELEVANO I PREZZI DEL RISO

I produttori si dimostrano prudenti nella chiusura dei contratti, spinti dal credere in possibili rincari futuri. Questi sembrano probabili agli occhi di molti, tuttavia due incognite capaci di bloccare la cavalcata recente dei prezzi sono all’orizzonte. Prima incognita è la quantità di prodotto nei magazzini delle riserie e, seconda, il raggiungimento di un livello di prezzo tale da assorbire la crescita dei noli di trasporto (quadruplicati rispetto ai livelli pre-Covid). Infatti, la carenza di merce nei magazzini dei produttori quando siamo al 47,5% del prodotto ufficialmente trasferito (dato aggiornato all’11 gennaio) e al 70% del prodotto realmente venduto, non significa necessariamente carenza di prodotto.

PREZZI RISO POSSO PORTARE “INVASIONE” DALL’ ESTERO

Lo spiega il mediatore milanese Stefano Pezzoni. «La situazione è problematica, gli ultimi aumenti nel comparto dei tondi hanno creato un blocco nel mercato. C’è difficoltà nel reperire la materia prima internamente ed impossibilità nel effettuare previsioni a breve e lungo periodo. Forse prossimamente si ricomincerà a rifornirsi all’estero. Le disponibilità nei paesi extra Ue sono elevate, se i noli di trasporto diminuissero di poco saremmo invasi da questa scorta. Altra possibilità è che il prezzo di vendita raggiunga un livello tale da assorbire il costo dei noli, anche in questo caso saremmo inondati di merce estera. La situazione è delicata, i risicoltori pensano di ottenere prezzi più elevati in futuro e per questo trattengono il loro prodotto. Tuttavia, devono considerare questo fattore e la quantità di prodotto immagazzinato dall’industria.»

CONTRATTI POCHI, DISCUSSIONI TANTE

‹‹I prezzi del riso sempre in rialzo, si riscontra un’ottima richiesta ma poca offerta – aggiunge Giovanni Migliavacca, mediatore milanese che opera alla Borsa Merci di Mortara. Nella sala di contrattazione questa mattina giravano pochi campioni. I produttori non hanno molta voglia di vendere in un contesto in cui si sviluppano molte discussioni, ma si concludono pochi contratti. I prezzi proposti parlano di un tondo alle stelle seguito dai gruppi Loto e Ribe, rispettivamente a 550 €/tonnellata e 500 €/tonnellata.››

SUI TONDI INCIDE LA MINOR PRODUZIONE

Claudio Melano, risicoltore novarese, sposta il focus sul mercato della sua città in previsione dell’apertura di lunedì ed approfondisce. ‹‹Dopo un primo lunedì di mercato nel 2022 abbastanza tranquillo, mi aspetto che la prossima settimana si cominci davvero a fare sul serio. Le tendenze che si sono manifestate sono di un forte interessamento per i tondi, in linea con quanto accaduto nelle altre sale di contrattazione. I prezzi che si riscontrano per questo gruppo merceologico sono sorprendenti (anche se con scadenze più lunghe dei canonici 60/90 giorni). Si tratta di un’anomalia in un’annata dove parlare di normalità sembra utopico. In questa campagna, inoltre, abbiamo meno disponibilità di prodotto, essendo partiti senza scorte. Si sono avuti raccolti meno abbondanti rispetto al passato. Proprio nel comparto dei tondi si sono riscontrati dei cali produttivi (causati dall’andamento dell’annata) su alcune varietà.

CAMMEO E BARONE IN DISCESA

Altro andamento  anomalo dei prezzi riso nel verso opposto, soprattutto se paragonato a quello dei tondi, c’è per varietà come Cammeo e Barone CL. Sono varietà deprezzate dalle difficoltà di commercio con la Turchia e, soprattutto, dall’eccessivo investimento di superficie effettuato nella scorsa campagna. Quest’ultimo elemento si riscontra anche nel gruppo Arborio-Volano, in seguito all’eccessiva produzione di CL388. Riguardo a Carnaroli e Carnaroli Classico siamo tra i 600 e 650 €/tonnellata. Sono ottimi andamenti ma anch’essi sorprendenti in negativo se paragonati ai 700 €/tonnellata di Selenio. Pensare che l’anno scorso questa varietà veniva pagata 350 €/tonnellata, la metà esatta, rende l’idea di quanto sia difficile programmare per un risicoltore. Quando si hanno entrate così volatili ed uscite che lo sono altrettanto, la programmazione è difficile. Ad oggi, nessuno è pessimista, con un mercato a questi livelli. Tuttavia, i conti dovremo farli a fine anno quando avremo toccato con mano anche l’effettivo aumento nei costi dei mezzi di produzione. Anche il dato sui trasferimenti e sul venduto testimoniano la difficoltà di avere una programmazione di lungo periodo. Ad oggi il prodotto disponibile dai produttori è davvero poco per il periodo in cui siamo.

TRE FATTORI PER MOTIVARE L’AUMENTO DEI PREZZI DEL RISO

Gli elementi che hanno portato a questa situazione di prezzo e disponibilità sono diversi. Il primo è la crescita nei costi di trasporto in seguito alla pandemia. Il secondo è la crescita nella domanda a livello Ue, causata da cambiamenti nelle scelte di consumo e dalla crescente immigrazioni di popolazioni che mangiano riso. Terzo elemento è il calo produttivo a livello nazionale e, soprattutto, nell’Ue. Basti pensare che si è passati da 470 mila ha a riso a  410 mila in poco tempo. Questo calo è soprattutto legato al gruppo dei lunghi B, da 150 mila ha a 90 mila ha a causa della crescita nelle importazioni a dazio 0 avuta negli anni passati. Questo crollo non è rientrato neanche con il reinserimento dei dazi, anche perché spesso questo comparto si è dimostrato il più penalizzato. Anche nell’ultimo periodo la voce “Lungo B” ha proposto valori inferiori rispetto ad altre varietà, ma gli operatori suggeriscono che nel prossimo futuro potrà esserci un allineamento con le altre quotazioni. Servono, però, incentivi più solidi per una crescita della produttività, vista anche l’importanza di avere una solida produzioni interna in contesti instabili come quello di pandemia.›› Autore Ezio Bosso.

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