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FRANCESE: PRONTI A INVESTIRE

da | 17 Mar 2020 | NEWS

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Giovedì 6 febbraio l’VIII Commissione permanente – Agricoltura, montagna, foreste e parchi – del Consiglio regionale lombardo ha indetto un’audizione avente ad oggetto “Nuova PAC. Il punto di vista delle associazioni di settore”. Quella che segue è la sintesi dell’audizione del presidente dell’Associazione delle industrie risiere Mario Francese. «Grazie innanzitutto dell’invito, che permette in questa sede di conoscere l’opinione dell’associazione che rappresento ,innanzitutto per quanto mi riguarda sul momento di mercato che vive il settore. Io non ho che da ricordarvi che le sorti del settore dipendono innanzitutto dall’approccio del consumatore verso il riso e quindi dal mercato ed è bene ricordarvi che i consumi di riso, sia nel nostro Paese che nell’Unione Europea, sono decisamente in aumento. Il 36 per cento dei consumi nell’Unione Europea sono di riso italiano e questo non deve essere un traguardo ma un punto di partenza. In questo ambito c’è, come già hanno ricordato anche altri, una zona d’ombra che è la potenziale hard Brexit che potrebbe condizionare fortemente una parte di quelle che sono le esportazioni di riso italiano in questo Paese. Certo che il mercato, quindi la tendenza in aumento dei consumi, potrà essere mantenuto e auspicabilmente aumentato se anche altre componenti che regolano il mercato saranno puntualmente presidiate.

Mi riferisco particolarmente alla regolazione delle importazioni o con quote o con dazi. Credo che sia indispensabile che anche Regione Lombardia si affianchi costantemente su questo potenziale rischio, perché non è assolutamente pensabile che si possa aumentare i flussi di importazione attualmente, che già rappresentano per quanto riguarda l’indica il 70 per cento dei consumi dell’Unione Europea. Penso che sia un obbligo morale di chiedere dei dazi adeguati all’importazione se vogliamo sostenere il settore, che oggi ha degli obblighi per mantenere una forte sicurezza alimentare ed un forte sostegno a quello che è il rispetto dell’ambiente.

È ovvio che il mercato potrà essere mantenuto anche se per quanto riguarda la PAC ci sarà la conferma nella prossima PAC – che da quanto so io sarà una PAC però dal 2022 in poi – delle risorse attualmente destinate al settore del riso. È chiaro che in presenza di una riduzione di quelle che sono le risorse destinate al settore si potrebbero creare dei presupposti per degli aumenti di mercato che non so fino a che punto i consumatori potranno accettare. (Durante l’intervento, il presidente Francese ha presentato anche un documento in cui chiede che la nuova Pac mantenga un aiuto accoppiato, esenti il riso dalle condizionalità, come la rotazione, riduca per il riso gli effetti della convergenza interna che allineerebbe tutti gli aiuti, riconosca il ruolo ambientale della risicoltura e adottimisure omogenee nelle diverse Regioni in cui il riso si coltiva – scarica osservazioni airi 6.2.2020).

Infine due parole su un obiettivo strategico dell’Unione e mi riferisco all’european green deal. L’obiettivo di azzerare le emissioni nel 2050, transitando per un meno 55 per cento entro il 2030, è un obiettivo molto ambizioso. È un obiettivo ambizioso che significa, per quanto riguarda l’industria, trasformare la propria produzione da lineare a circolare. Significa in sostanza grandi investimenti, grandi investimenti che l’industria è pronta a fare però ha bisogno al proprio fianco di uno Stato non assistenziale ma uno Stato pronto a sostenere l’industria con dei regimi fiscali adeguati e in questo contesto, visto che le più grandi industrie del riso sono in Lombardia, è opportuno avere al fianco anche la Regione Lombardia. È una trasformazione epocale che noi pensiamo possa dare del valore aggiunto con le nostre produzioni, però gli investimenti saranno veramente importanti e quindi dovremmo tutti insieme fare team, essere insieme. Quindi al riguardo direi è opportuno che ci sia una forte attenzione anche da parte delle istituzioni».

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