FESTE COL PATEMA

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Natale di ansia e preoccupazioni a Belgioioso, dove la soluzione del caso Riso Principe è ancora eppesa al filo dei buoni propositi. Sul piano finanziario, la decisione della proprietà di chiudere lo stabilimento e affidare la produzione al gruppo Scotti non fa una grinza, se la si interpreta come una manovra di sganciamento in vista della vendita del marchio lomellino al gruppo di Pavia. Prospettiva che al momento la proprietà non conferma. Sul piano occupazionale, invece, la scelta compiuta dal vertice aziendale porta dritto al licenziamento degli otto dipendenti addetti alla produzione. Secondo le notizie diffuse nei giorni scorsi, non è stato risolutivo neppure l’intervento delle istituzioni: un incontro svoltosi in municipio tra la proprietà della Riso Principe, Comune, Confindustria e sindacati – ha scritto ad esempio la Provincia Pavese – «si è concluso con la promessa, da parte dell’azienda, di valutare la possibilità della cassa in deroga, prevista da un decreto regionale dello scorso 16 dicembre. Un provvedimento recente che va studiato con attenzione, spiega Fabrizio Raina, dell’Ufficio sindacale di Confindustria. Ma che presuppone anche una revoca dei licenziamenti, atto su cui, per il momento, non sembra esserci un’apertura da parte della proprietà, nonostante si sia riservata di approfondire ulteriormente la questione». Il sindaco Francesca Rogato parla di «disponibilità della Riso Principe di verificare una proposta che potrebbe essere un’opportunità per i dipendenti«. Ma nulla di più. La cassa in deroga sarebbe di cinque mesi. Più “strategico” il tavolo che il Comune vuole aprire «con chi si dovrebbe occupare della produzione».

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