FAVA: MARCIATE DIVISI MA COLPITE UNITI

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailUn impegno a tutto campo, basato su proposte concrete da portare all’ UE per arginare le “importazioni selvagge” dai cosidetti Paesi EBA (Cambogia e Myanmar in primis) che rischiano...

fava-300x224Un impegno a tutto campo, basato su proposte concrete da portare all’ UE per arginare le “importazioni selvagge” dai cosidetti Paesi EBA (Cambogia e Myanmar in primis) che rischiano di mettere in ginocchio la filiera risicola italiana. Questo il messaggio lanciato dall’ assessore all’ agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava che oggi ha incontrato una rappresentanza di produttori agricoli ed industriali del settore a Robbio. Al meeting, che si è svolto nell’ azienda agricola di Giovanni Daghetta, presidente regionale della Cia, erano presenti tra gli altri il direttore generale dell’ Ente Risi Roberto Magnaghi, i vertici della Cia di Pavia e Novara, coi presidenti Calvi e Brustia ed i vice Bandi e Premoli, i vertici di Confagricoltura Novara, con la presidente Battioli ed i vice Avanza e Negri, rappresentanti dei mediatori, delle strutture associative dei produttori come Servizio Vendita Risone, CVR e Cerealicola San Gaudenzio e in rappresentanza dell’ industria Mario Francese, ad di Curtiriso, e Riccardo Preve, ad di Riso Gallo, a testimoniare l’unità di intenti tra coltivatori e trasformatori. Da Fava è venuto un impegno a battersi a tutela di una filiera strategica e di altissima qualità, unitamente all’ invito a tutti i soggetti del settore a lavorare ad una proposta operativa che possa essere presentata a Bruxelles per risolvere un problema che è si settoriale, ma decisivo per la sopravvivenza di tutto quel settore. Fava ha confermato la presentazione della richiesta di adozione della clausola di salvaguardia da parte del governo nazionale e ha annunciato che il 16 luglio vedrà la Commissione europea a Milano invitando tutti a fare fronte comune per convincere l’Ue a difendere il proprio riso. «Non attribuisco particolare importanza al percorso operativo che ciascuno vuol fare – ha detto, riferendosi alle diverse posizioni assunte dalle sigle sindacali agricole – ciò che conta è il risultato finale». Insomma, che i risicoltori marcino pure divisi, ma colpiscano uniti. Il risultato dev’essere comunque quello di limitare l’ import senza regole, che lo stesso Fava riconosce non essere facile da raggiungere in un’Europa che non sempre appare conscia dell’importanza della sicurezza alimentare. «Il rischio, senza interventi correttivi, è che anche nel caso del riso accada qualcosa di simile a quanto accaduto nel settore dello zucchero. Per il quale trent’ anni fa la UE aveva un tasso di autoapprovvigionamento del 90% e che oggi si è ridotto al 12%. Un declino decisamente amaro che dovrebbe far riflettere» è stato il commento, al termine dell’incontro, di Flavio Barozzi, agronomo e risicoltore di Confienza. (17.07.14)

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Risicoltura
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