Torniamo ad occuparci dell’evento del 3 Novembre. Nell’Aula Magna dell’Università di Pavia, Coldiretti Pavia ha organizzato un convegno su “il futuro del riso inizia dall’acqua” che ha affrontato il tema climatico in modo approfondito, che l’intervento di Andrea Giuliacci, noto meteorologo. Ha detto questo: «non è vero che negli ultimi anni le piogge sul nord Italia sono diminuite, sono solo distribuite in periodi molto più ristretti e hanno una maggiore intensità. Risulterà quindi di sempre maggiore importanza il poterle accumulare e distribuire nel tempo».
GHIACCIAI SPACCIATI
Giuliacci ha anche ribadito che è ormai scientificamente certo che i ghiacciai alpini nei prossimi anni spariranno, limitando ancora di più le riserve idriche per il periodo estivo. Subito dopo, il direttore generale di Anbi Massimo Gargano ha commentato: «Occorre provvedere alla realizzazione di bacini di accumulo delle acque per renderle disponibili quando servono», ha affermato: «il modello di sviluppo basato sulla cementificazione non è più sostenibile». Quindi, ha fornito informazioni su quello che ha definito “il piano laghetti” riferendosi ai piccoli invasi diffusi sul territorio da tempo in progetto: «Stiamo lavorando sul progetto e speriamo presto di poter fornire buone notizie».
Da ultimo ha relazionato sui lavori che si stanno portando avanti sul “minimo deflusso vitale” dei fiumi: «Lo studio europeo è stato fatto sul fiume Reno e non sul Po, che ha più caratteristiche di torrente più che fiume. Non è possibile traslare semplicemente i risultati. Come possiamo pensare di costituire una fascia di 15 km per lato del fiume interamente allagata, non è possibile, dobbiamo ridiscutere la sua applicazione».

RICARICARE LA FALDA CON L’IRRIGAZIONE
Particolarmente interessante l’intervento di Alessandro Rota, presidente del consorzio Est Ticino -Villoresi. Dopo aver illustrato le caratteristiche del suo consorzio si è chiesto: «la falda freatica, fondamentale per l’approvvigionamento idrico della nostra zona, come può essere ricaricata se non con l’acqua di irrigazione?»
Ha poi chiesto al “Consorzio del Ticino” che, come risaputo, gestisce la diga della Miorina che regola il lago Maggiore, di proseguire la sperimentazione già avviata per valutare quale sia il livello massimo del lago raggiungibile senza rischi. Da ultimo ha informato di un caso accaduto nel suo consorzio in riferimento al fiume Adda:« alcuni anni or sono per diluire le sostanze chimiche rilevate sino ai parametri di legge siamo stati costretti a rilasciare più acqua nel fiume rispetto a quella utilizzata per l’irrigazione. Non è possibile contenere le sostanze chimiche nelle acque solo “diluendole”».
Sul tema irriguo era molto atteso l’intervento di Ettore Fanfani, commissario Est Sesia, il quale ha dichiarato che, secondo il suo parere, l’utilizzo irriguo dell’acqua deve avere la precedenza su ogni altro e che l’utilizzo della stessa per l’irrigazione consente già di suo di preservare il paesaggio. «E’ necessario allungare la distribuzione dell’acqua evitando i picchi di richiesta in modo da poter migliorare la distribuzione», ha concluso Fanfani.
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