Antonio Finassi, Tonino come erano tutti abituati a chiamarlo, è stato senza dubbio uno dei protagonisti della moderna risicoltura. Nato a Balzola nel 1931, fin da subito comprese che la sua strada era quella di studioso e ricercatore in ambito agricolo. Al termine degli studi universitari a Torino, contribuisce a fondare l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Vercelli con la tessera numero 1.
La sua carriera di ricercatore inizia con l’assunzione al Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1959 e viene subito distaccato alla sezione di meccanica agraria del C.N.R. presso la Stazione Sperimentale di Risicoltura di Vercelli, oggi C.R.E.A. Vercelli. Dopo pochi anni grazie alla serietà e alla sua caparbietà viene nominato ricercatore capo e responsabile della sezione di meccanica. Oltre all’esperienza nazionale, Finassi matura esperienze, collaborazioni e riconoscimenti anche a livello internazionale sia in ambito F.A.O. che di Università straniere.
Numerose sono le sue partecipazioni come relatore a convegni internazionali sia in Italia che all’estero, tra cui quello tenutosi in occasione del IX Convegno Internazionale sul Riso a Vercelli. 102 le pubblicazioni scientifiche. Le prove sperimentali in campo agronomico presso le aziende agricole, le numerose missioni all’estero per trasmettere alle popolazioni del terzo mondo la tecnica per migliorare le coltivazioni in quei luoghi così difficili, gli hanno consentito di acquisire un bagaglio di esperienze e nozioni uniche. I riconoscimenti in qualità di socio della Società Italiana di Agronomia, accademico dell’Accademia di Agricoltura di Torino, socio dell’American Society of Agricultural Engineering, accademico corrispondente dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, Presidente della Federazione Italiana Dottori Agronomi e Forestali di Vercelli, testimoniano la profonda stima e riconoscenza nei suoi confronti.
SENZA GIRI DI PAROLE
Finassi era stimato per il suo modo di fare, schietto senza giri di parole, il suo fare deciso non lasciava spazio a perdite di tempo. Amava trasmettere ai giovani le proprie conoscenze e pur non avendo voluto intraprendere la carriera universitaria, ha aiutato generazioni di laureandi in scienze agrarie. Anche al termine della sua vita professionale, ha sempre continuato a partecipare ai convegni scientifici dove portava la sua esperienza e le sue proposte. Instancabile, curioso, generoso. Lascia la moglie Rina con la quale ha condiviso tutta una vita, la figlia Michela il genero Alberto Parolo, i nipoti Leonardo e Francesco. Autore: Paolo Carrà (Nella foto, Finassi mentre interviene al convegno di Confagricoltura Vercelli) Tutte le notizie su Antonio Finassi e i funerali qui


