Secondo l’Ente Risi, che dedica all’argomento un articolo di Enrico Losi su Il Risicoltore di luglio, le importazioni di riso indica extraeuropeo hanno avuto un impatto dimostrabile, come mostra il grafico apparso sul giornale: sono più che raddoppiate dal 2010 e in parallelo la superficie investita in quelle tipologie in Europa è calata progressivamente fino al 28% del 2023/2024.
IMPORT A DAZIO ZERO
«Sicuramente il calo dipende anche dalle avversità patite dal 2020 al 2023 (siccità e piogge eccessive), ma in misura minore rispetto agli effetti prodotti dall’aumento spropositato delle importazioni, in particolare quelle a dazio zero. Le importazioni riguardano, soprattutto, il riso di tipo Indica: infatti, la superficie investita a riso nell’Unione europea per questa tipologia è passata dai 171.000 ettari del 2010 ai 66.000 ettari del 2023, facendo registrare un calo del 61%. Nel 2024 la disponibilità idrica è risultata soddisfacente e la superficie è aumentata di 20.000 ettari rispetto al 2023; tuttavia risulta ancora un calo del 50% rispetto al 2010. L’incremento delle importazioni, invece, non ha determinato alcun effetto significativo sulla superficie investita a riso di tipo Japonica nell’Ue (circa 310.000 ettari)».
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