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CHE FINE HA FATTO IL TAVOLO SUL VIETNAM?

da | 28 Lug 2020 | NEWS

Il ministro Bellanova

Il 10 luglio è stato pubblicato il Regolamento di Esecuzione 991/2020 (SCARICA IL R991 2020 contingenti tariffari import riso Vietnam) che disciplina l’apertura e le modalità di gestione dei contingenti tariffari per l’importazione di riso originario del Vietnam nel quadro del relativo accordo di libero scambio reso noto con la decisione (UE) 2020/753 del 12 giugno scorso e che diverrà operativo a partire dal prossimo 1º agosto. Su base annua l’accordo consentirà l’importazione di 80.000 tonnellate a dazio zero, divise in una quota di semigreggio, una di lavorato generica e una di lavorato di varietà profumate, come specificato nella tabella con i relativi periodi di assegnazione. (AVVISO)

Per l’anno 2020, il Regolamento prevede che il volume del contingente tariffario sia calcolato scontando il volume corrispondente al periodo compreso tra il 1° gennaio e la data di entrata in vigore dell’accordo (1° agosto).  Ciò significa che il Vietnam potrà esportare i 5/12 di 80.000 t suddivisi nelle seguenti quote:

equivalente semigreggio: 8.333t

equivalente lavorato: 12.500 t

equivalente lavorato delle varietà profumate: 12.500 t

L’accordo risale al 2015 quando era già in corso il forte aumento delle importazioni da Cambogia e Myanmar Grazie alle pressioni della filiera, tra qui quella di AIRI, il quantitativo concesso fu inferiore a quanto inizialmente prospettato e, nell’intento di ridurre l’impatto concorrenziale con il prodotto comunitario, la Commissione optò per 30 mila tonnellate di riso profumato. (GLI ALTRI PROBLEMI DEI RISICOLTORI…)

Airi fa sapere che «ritiene necessaria una maggiore attenzione preventiva dei negoziati che possono determinare nuove concessioni e a questo fine, nel forum della filiera dell’8 ottobre 2019 ha chiesto di istituire un tavolo di lavoro coordinato dal Ministero degli Esteri. Alla proposta di Airi il Mipaaf aveva promesso che avrebbero proposto un tavolo allargato agli altri Paesi produttori per valutare in anticipo il rischio di nuove concessioni ed evitare quanto più volte avvenuto in passato di dover chiedere un ridimensionamento di offerte già messe sul tavolo dei negoziati dalla Commissione. Ad oggi quel tavolo non è ancora stato costituito». (Fonte: Airi)

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