LA PRECISIONE ARRIVA DAL CIELO

Presentato alla Grangia di Montarucco un innovativo drone ibrido
Il drone PBK005

Presso la Grangia Montarucco, Tenuta di Trino Vercellese gestita da Andrea Vecco e base secondaria ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), si è tenuta ieri la presentazione del drone ibrido PBK005, progettato e costruito dalla PBKsrl dell’Incubatore i3P del Politecnico di Torino. Si tratta di un drone multiruolo dedicato all‘Agricoltura 4.0, una tecnologia versatile e attenta all’impatto ambientale che, nell’ultima versione da 2,2 metri, ha anche le eliche ripiegabili. Il progetto è stato messo a punto dalla startup PBK, nata a Torino con gli ingegneri Antonio Carlin e Roberto Grassi,  con una collaborazione tecnica della TECPOOL di Casale Monferrato. Pbkopter è stato testato in una dimostrazione organizzata insieme all’ Aeroclub Vercelli, ed ha fatto vedere di essere un concentrato di tecnologia pronta all’impiego. Il drone PBK005, modello certificato dall’ENAC, pesa 16 chili (24 a pieno carico), può arrivare a trattare fino a 12 ettari al giorno. La macchina ha 8 eliche e 2 serbatoi di spandimento, che possono contenere due prodotti diversi, da 4 l ciascuno. In 30 minuti di volo tratta un ettaro. È costruito in fibra di carbonio e alluminio. L’erogazione può avvenire a goccia o con un nebulizzatore.  

I protagonisti del progetto

A capo del progetto ci sono Antonio Carlin, professore di Impianti Industriali al Politecnico di Torino, che ricopre il ruolo di general manager, Roberto Grassi, alessandrino, ex ricercatore a contratto al Politecnico di Torino nel campo dell’automazione industriale e dei sistemi di bordo aeronautici, docente e consulente per la scuola di formazione di Bosch Italia, che riveste il ruolo di direttore tecnico, e la dottoressa Anna Eccettuato Burke, casalese, che è l’advisor. Non c’è stato alcun finanziatore, ma sono state utilizzate le risorse ottenute da alcune consulenze in campo aerospaziale e un minimo contributo della Regione Piemonte. I materiali per costruire il drone sono stati acquistati in Italia e alcune parti sono state realizzate con la stampante 3D nella sede della PBK.

Cosa fa il drone?

Questo drone permette di attuare agricoltura di precisione, consentendo di distribuire il principio attivo solo dove è richiesto. Inoltre, controllando la quantità di trattamento sulla base delle indicazioni degli agronomi si distribuisce la giusta dose di prodotto secondo il reale bisogno delle colture. Ora, per essere utilizzato in modo efficace, bisogna passare dalla fase sperimentale a quella operativa ed è necessario un impegno delle imprese, per fare il salto di qualità. Il Pbkopter può lavorare in svariati contesti, compresi i pioppi e le vigne, oltre ad essere un valido strumento nella lotta alle zanzare e alla cimice asiatica.  «Il primo obbiettivo della dimostrazione di oggi è stato  convincere il legislatore dell’attuabilità di questo progetto.- ci spiega Andrea Vecco, organizzatore dell’evento alla Grangia Montarucco- In particolare dobbiamo rapportarci con la Regione Piemonte e, in minor parte, con il Ministero della Salute, per dimostrargli come questi trattamenti aerei non siano come quelli che sono stati vietati anni fa, molto dispersivi ed invasivi per l’ecosistema, ma abbiano l’obbiettivo esattamente opposto, ossia lo sviluppo di un’agricoltura maggiormente precisa e sostenibile. Altro settore da informare circa le caratteristiche di questi mezzi è quello dei prodotti fitosanitari e dei concimi, in rappresentanza dei quali vi sono stati tecnici e commerciali delle principali aziende di settore. Queste devono conoscere le necessità pratiche dei droni, in particolare riguardo al dosaggio dei principi attivi, da rapportare alle differenti dimensioni dei serbatoi».

L’interesse della Regione Piemonte

Marco Protopapa, Assessore regionale all’agricoltura della Regione Piemonte, ha parlato di «massimo interesse per il progetto» e ha confermato «l’intenzione di sostenere la sperimentazione» perché «è una tecnologia da applicare».  L’innovazione regna su tutto, anche nel campo delle collaborazioni che sono state avviate sul territorio. Una di queste è con la società Nova Stark, altra startup dell’incubatore i3P del Politecnico di Torino, e mira a mettere a punto un sistema innovativo per la previsione dell’insorgenza del fenomeno zanzare basato su un monitoraggio tramite sensori. La Nova Stark ha infatti già messo a punto soluzioni innovative per il monitoraggio ambientale nel settore agritech, con un primo focus nel settore vitivinicolo. Grazie alla tecnologia proprietaria e agli algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning è in grado di garantire ai produttori un servizio accessibile per consentire di ottimizzare e aumentare l’efficienza produttiva. Il drone Pbkopter è quindi capace di eseguire il trattamento solo dove è strettamente necessario (con una precisione ulteriormente migliorata grazie allo sviluppo di questi sensori innovativi), spalancando così uno scenario che supera ogni tipo di applicazione rispetto ai normali elicotteri. Ottenere gli interessi degli attori della filiera agricola, in ogni caso, non è affatto scontato ed è risultato di fondamentale importanza affidarsi a due esperti piloti che hanno saputo presentare il velivolo al meglio, ossia Matteo Deambrogio e Sebastiano Gabutti, con i quali abbiamo parlato in un’intervista che vi mostreremo prossimamente. Autore: Ezio Bosso

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Risicoltura
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