CENTINAIO: PROMOZIONE E ORGANIZZAZIONE

Il ministro a Vercelli e a Novara ascolta i risicoltori e indica la sua strategia per il settore

Il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio, ha incontrato  i maggiori rappresentanti del mondo risicolo stamattina a Vercelli, alle 9.30, e a Novara, alle 12.30, per festeggiare l’ufficialità della Clausola di salvaguardia (leggi articolo) e iniziare insieme a programmare gli obbiettivi futuri del nostro settore. L’incontro vercellese si è tenuto presso la sala conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, all’attenzione di una platea composta dai presidenti di sindacati, consorzi irrigui, associazioni di risicoltori, industriali, ecc.

Apre Carrà

Ad aprire il dibattito è stato Paolo Carrà, Presidente dell’Ente Risi. Prima di lui sono intervenuti Fernando Lombardi, Presidente della fondazione CRT – il quale ha precisato che «bisognerà continuare il lavoro, non ci si deve fermare al primo traguardo e su questo l’attenzione di tutta la comunità vercellese sarà alta» – e l’onorevole Paolo Tiramani (Lega) che ha sottolineato la natura “tecnica” dell’incontro.

La storia della clausola

E’ stato poi Carrà a ripercorrere la storia della clausola: «A Bruxelles ci siamo sentiti dire che le nostre considerazioni non erano basate su dati reali, per cui abbiamo lavorato per dimostrare l’esistenza dei danni al nostro settore, resi poi lampanti dal notevole calo dei prezzi. Questo vittoria è la dimostrazione che anche gli Italiani sanno fare squadra, la nostra filiera ha lavorato unitamente e sul posto per far valere i propri diritti, ottenendo la clausola. Il lavoro chiaramente non è finito, non dobbiamo trovarci tra tre anni nella stessa situazione: la Commissione Europea ci sta chiedendo di rifornire il mercato continentale e per farlo dobbiamo organizzarci meglio. Semine organizzate e maggiore dialogo devono diventare realtà, non solo grazie al lavoro degli imprenditori, ma con il supporto delle associazioni e degli industriali. Altro punto su cui lavorare prossimamente è la modifica del regolamento 978, che regola le concessioni a dazio zero e che rende difficoltoso dimostrare i danni ai produttori».

Campagne di divulgazione

Carrà ha insistito sulla necessità di connotare il riso Italiano e differenziarlo dagli altri risi richiamando l’importanza campagne di divulgazione, «un lavoro che avevamo iniziato nel 2016 con ICE, attuando due azioni promozionali (in Germania e in Francia) e che poi si è fermato». Il presidente dell’Ente Risi ha sollevato anche il problema della prossima PAC, incerta anche a causa della Brexit, dicendo che «dovremmo puntare su finanziamenti legati alla peculiarità della coltivazione e, infine, il tema sensibilità del prodotto riso, che non viene tutelata in Europa come dimostrano le recenti concessioni fatte al Vietnam».

Perinotti: e tra tre anni?

Ha preso quindi la parola Giovanni Perinotti, Presidente di Confagricoltura Vercelli, che ha portato, anch’egli, l’attenzione verso le prospettive future, nate in seguito all’approvazione della clausola: «Non voglio ritrovarmi tra tre anni nuovamente nella situazione di incertezza che abbiamo vissuto, dobbiamo organizzare necessariamente questa filiera e per farlo ci serve un coordinatore. Io credo che non vi sia ente più autorevole del ministero, che deve prendere in mano la situazione come ha fatto recentemente per la filiera della pasta, radunare chi di dovere ad un tavolo e organizzare il futuro. Mi fa piacere che già oggi ci sia stato questo intento e non la voglia di organizzare eccessive manifestazioni di piazza, spero si continui su questa strada». 

Brustia: più tutela nel mondo

L’intervento di Manrico Brustia, Presidente di Cia Novara Vercelli e Vco, si è focalizzato sulla tutela del riso nel mercato globalizzato e sugli accordi commerciali che lo riguardano passando per poi parlare di valorizzazione e identità del nostro riso: «Stiamo lavorando per la nascita del marchio IGP “Riso della Valle del Po” e attendiamo l’approvazione del Ministero per poter arrivare a questo risultato. Mi unisco a Perinotti circa la necessità di una maggiore organizzazione della filiera e mi auspico, relativamente alla nuova PAC, che i probabili cali di finanziamenti dovuti ai titoli storici siano compensati, ad esempio con aiuti accoppiati diversi o con l’inserimento di OCM simili a quelle del vino. Abbiamo costi di gestione maggiori e ciò non deve essere dimenticato».

Dellarole: un tavolo di confronto

Il presidente di Coldiretti Vercelli e Biella, Paolo Dellarole, ha chiesto un tavolo di confronto per la nascita di una organizzazione di filiera, ad oggi ancora lungi dall’essere in atto e sul tema di un marchio del riso italiano Dellarole si è detto favorevole, ricordando la campagna della confederazione sull’etichettatura e sottolineando che «il consumatore cerca sempre più informazioni sui prodotti che consuma, differenziarci e renderlo consapevole del nostro lavoro, diverso e più attento rispetto ad altri posti nel mondo, credo sia importantissimo per tutelare i nostri redditi».

Francese: obiettivo Cina

È stato quindi il turno di Mario Francese, Presidente di AIRI: «Il 2018 è stato caratterizzato da un aumento dei consumi di riso italiano, ciò in linea con le previsioni e con gli andamenti precedenti, a causa dell’immagine del riso, visto come alimento sano e digeribile. Vi è stato anche un aumento dei prezzi della materia prima e una crescita dell’accoppiato riso che ha portato ai produttori 11 milioni di euro, fatti importanti che è giusto ricordare. Nel 2019 i consumi probabilmente aumenteranno e per poter soddisfare la domanda, oltre ad aumentare e perfezionare le nostre produzioni, la politica deve continuare ad esserci vicina, raggiungendo nuovi traguardi come la firma dell’accordo con la Cina. Questo ci permetterebbe di esportare il nostro riso da risotto nel paese orientale, dando la spinta definitiva alla nostra filiera per investire in modo importante nel futuro. Il 2019 potrà essere, dunque, l’anno dell’espansione del nostro comparto produttivo, chiedo agli agricoltori di dare il segnale, con le prossime semine, di un aumento di superficie investita e di una maggiore organizzazione, se avremo più prodotto raggiungeremo gli obbiettivi che desideriamo, nel rispetto del reddito agricolo».

Mezza: il caso della Rilevata Dora

Successivamente è stato il turno di Ottavio Mezza, Presidente di Ovest Sesia: «Prima di tutto dobbiamo riuscire a seminarlo questo benedetto riso – ha detto – e per farlo abbiamo bisogno dell’acqua, che purtroppo scarseggia sulle nostre montagne. Legato a ciò, è da tempo che aspettiamo il finanziamento relativo alla Rilevata Dora, un sovrappasso della Dora Baltea attivo da 150 anni; lo avevamo ottenuto ma, in seguito al crollo del ponte Morandi, la pratica si è arenata, a causa del timore che serpeggia tra chi di dovere nel firmare i progetti di grandi opere come la nostra (34 milioni di euro). Mi auspico che la situazione si possa sbloccare essendo un impianto di monte nella distribuzione delle acque, che condiziona molti areali». Anche Alessandro Iacopino, Direttore del Consorzio Baraggia, ha portato una richiesta al ministro, relativa al progetto di un invaso bloccato, pare, dalla Regione.  Ha preso infine il microfono Luca Brondelli Di Brondello, auspicando la nascita di un vero piano di crescita dell’agroalimentare, capace di rilanciare definitivamente il settore produttivo fiore all’occhiello d’Italia.

La risposta del ministro

Si è passati dunque alle risposte di Centinaio, il quale ha esordito così: «Avrei potuto organizzare una manifestazione di piazza, con risottata e vino offerto magari, forse più utile politicamente, ma ho preferito fare un incontro più tecnico, per avere la possibilità di dirci quello che dobbiamo dirci ed organizzare il futuro, nel rispetto della mia volontà di fare più che festeggiare. Il nostro è stato un grande risultato di squadra, che ha dimostrato che se collaboriamo portiamo a casa vittorie, non per me ma per tutti i partecipanti a questo progetto ben riuscito, a 360°. Questo è il nostro punto di partenza, da qui dobbiamo iniziare a lavorare in modo serio, a mio parere in due direzioni: un’azione promozionale, nel nostro paese e all’estero, per il quale vogliamo mettere a disposizione dei fondi ed organizzare un piano serio di promozione, e un’azione organizzatrice, basata su di un tavolo di filiera. Ho in mente di organizzare qualcosa di simile rispetto a ciò che è stato fatto con la pasta, invitare tutti gli attori della filiera, dal produttore del seme alle associazioni dei consumatori, cercando un dialogo concreto, che porti ad un piano risicolo nazionale. il riso è uno dei nostri prodotti principale e ci serve un piano che lo definisca a medio lungo termine, non imposto ma condiviso da tutti gli attori. Il 2018 è stato l’anno delle emergenze, ora è il momento del rilancio, nel 2019 dobbiamo creare un visone dell’agricoltura nel medio lungo termine, dando opportunità a tutti. I giovani devono poter guardare al futuro, sentire lo stato vicino ed essere ottimisti. Riguardo alla PAC vorrei confermare l’accoppiato e lavorare affinché venga creato un aiuto adatto. Ritengo sia importantissimo, inoltre, guardare a nuovi mercati ed espanderli, per l’appunto domani sarò in Cina, non ancora a firmare circa il riso, ahimè, ma vi assicuro che verranno fatti passi avanti, in quanto la Cina riconosce la qualità del nostro prodotto. Anche sul mercato informatico stiamo lavorando per aprire nuovi canali, ad esempio con il colosso Alibaba. Penso che il 2019 possa essere l’anno della svolta per il comparto risicolo, che possa darci fiducia nel guardare al futuro e nell’investire. Io continuerò per la mia strada basata su: parlare poco, ascoltare tanto e lavorare ancora di più, non mi piacciono i fenomeni, a me piace lavorare e portare a casa i risultati e cercherò di lasciare qualcosa di importante all’agricoltura italiana, dare un nuovo lustro a questo ministero. Vi ringrazio per la pazienza che avete avuto negli scorsi mesi, ci sono stati dei momenti in cui ho pensato che no ce l’avremmo mai fatta ad ottenere i voti necessari, ma abbiamo ottenuto un risultato positivo e non scontato».

L’invito alla Fiera in campo

L’incontro si è chiuso con i ringraziamenti di Lella Bassignana, docente dell’istituto agrario di Vercelli, e del presidente dell’ANGA, Giorgi Greppi, che ha invitato Centinaio alla Fiera in Campo. Centinaio ha confermato che ci sarà il 22. Natalia Bobba, presidente di Donne e Riso, ha posto invece l’accento sull’importanza del rapporto tra agricoltura e turismo: «I risicoltori sono i protettori di un territorio unico, così come molti agricoltori diversi in giro per l’Italia. Il nostro è un paese meraviglioso anche grazie al lavoro di queste persone e ciò non viene mai riconosciuto, abbiamo un paese di gioielli grazie all’agricoltura, non dimenticatelo». Repentina la risposta di Centinaio: «Bisogna dirlo a Franceschini e Martina, che sostenevano che l’abbinamento turismo agricoltura fosse fuori luogo. Condivido il suo pensiero e penso che sia un modo diverso di vedere il turismo, legato anche al buon cibo, al buon vino e ai paesaggi di campagna spettacolari, e non solo alle grandi opere d’arte di alcune città italiane, che dovrebbe essere più pubblicizzato e sfruttato». Infine, è intervenuto Piero Actis, presidente del movimento “Il dazio è tratto” che ha ricordato la voglia di fare dei risicoltori italiani. Poco dopo, replay a Novara, presso l’Est Sesia, con interventi di Paolo Carrà, Paola Battioli (Confagricoltura), Manrico Brustia (Cia) e Sara Baudo (Coldiretti) e conclusioni di Centinaio. Autore: Ezio Bosso

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Risicoltura
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