Ricerca Avanzata





Data inizio:

Data fine:

«CAROFERTILIZZANTI FINO A MAGGIO»

da | 25 Nov 2021 | NEWS

Concludiamo il nostro reportage nel mondo dei fertilizzanti intervistando il Consorzio Agrario delle Provincie (Cap) del nord-ovest: «Le indicazione che abbiamo dal mercato non fanno presagire cali anche nel 2022, almeno fino a maggio – ci spiega Massimo Peano, responsabile del settore commerciale prodotti per l’agricoltura del Cap -. Ciò avviene per molteplici situazioni, ad esempio l’Egitto ha comunicato una diminuzione delle esportazioni di urea per protegger il mercato locale, altro elemento che intensifica la crescita del prezzo di questo prodotto. È ben noto infatti come sia Yara, in quanto unico produttore italiano, a dettare l’andamento del prezzo dell’urea ma le importazioni internazionali (principalmente da Russia ed Egitto) rivestono un ruolo importante nell’andamento dell’offerta, per questo riescono a influenzare i prezzi. Questa dinamica si manifesta ancor di più se la ditta italiana, a causa di costi troppo elevati, dovesse continuare a limitare i quantitativi prodotti anche nei momenti di elevata necessità, scenario che potrebbe manifestarsi prossimamente. Altra scelta che si prospetta all’orizzonte per Yara sarà se prediligere le vendite su territorio nazionale o l’esportazione, dal momento che i contratti di fornitura internazionale sono molto più stringenti e i prezzi ad oggi più vantaggiosi. La disponibilità di merce nei magazzini, inoltre, è minima in questo momento, poiché importatori e commercianti non sono in grado di esporsi ai rischi elevati scaturiti da un mercato a questi livelli. Questo comportamento creerà in un prossimo futuro importanti problemi logistici, dovendo fronteggiare una probabile esplosione delle richieste in una situazione complessa anche sul fronte trasporti. 

Parlando di fertilizzanti composti, fondamentali in risicoltura, l’aumento (in linea con quello registrato per l’urea) è imputabile anche a movimenti speculativi a mio modo di vedere. La spinta rialzista causata dal prodotto di origine petrolifera ha legittimato questi movimenti, che chiaramente non si fanno attendere in queste circostanze, vista anche la natura oligopolistica del mercato dei prodotti di origine mineraria. In fin dei conti tutto il mercato è su livelli molto elevati e in continua evoluzione, il listino varia di settimana in settimana. Unico elemento rimasto invariato è il costo delle tecnologie di lenta cessione, capaci di creare un sovrapprezzo nella merce di 4/5 €/q come di consueto. Per questo motivo ritengo che la loro adozione nella prossima campagna sia ancor più vantaggiosa rispetto al passato, essendo di molto calata l’incidenza sul prezzo e migliori le performance nutritive di un prodotto capace di fornire apporti costanti e minori sprechi. (Intanto si avvicinano le scelte decisive...)

Calciocianammide si fa attendere

«Riguardo ai concimi che si stanno utilizzando in questo periodo va sottolineata la situazione della calciocianammide, le cui consegne per un ordine pervenuto oggi necessitano minimo di 4/5 mesi. La fonte principale di approvvigionamento di questo prodotto è l’industria tedesca, per questo i costi logistici e di trasporto non sono aumentati molto, se non in virtù della crescita del carburante, rendendo l’aumento di questo prodotto quello più contenuto, dai 55-56 €/q dello scorso anno ai 70-72 €/q odierni. Parlando di pellettati organici  siamo di fronte ad una doppia beffa: crescita nei prezzi e calo nella titolazione (dai 12-13 punti di N degli anni scorsi agli 8-10 odierni), quest’ultima causata dal crollo nella reperibilità di scarti della lavorazione del cuoio, principale fonte di N in questi composti, sostituito da altre materie prime a minor contenuto di azoto. In conclusione voglio dare un consiglio ai risicoltori: gli scenari che si prospettano sono complessi  riguardo all’approvvigionamento e non sembra che i prezzi siano destinati a calare nei prossimi mesi, per questo iniziare a programmare il fabbisogno per la prossima campagna, cercando di acquistare almeno un 30-40% del necessario, ritengo possa essere una scelta intelligente». Autore: Ezio Bosso

Iscriviti alla nostra Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter e al servizio Whatsapp!

Informativa sulla Privacy

* Campo obbligatorio