La settimana si chiude senza variazioni per il mercato del risone. I listini di Milano e Mortara restano immobili e i pochi scambi continuano a realizzarsi spesso su valori al ribasso. Le riserie, oltre ad acquistare poco, procedono a rilento nei ritiri interni mentre sono in crescita le importazioni.
MORTARA INVARIATA, MILANO NOMINALE
I mediatori riferiscono come sia sempre più difficile definire un prezzo reale di scambio, sulla falsa riga di quanto avvenuto ad inizio settimana (LEGGI). Sono, infatti, pochissimi gli affari fatti e pressoché solo relativi agli ancora disponibilissimi medi e lunghi A in griglia Ribe. Sunrose resta il simbolo di questa crisi: nonostante venerdì in Lomellina non si confermi ufficialmente il ribasso di martedì a Vercelli, gli operatori confermano che il riferimento allo scambio restano 30 €/q lordi. Diva e CL 007 sono stabili tra i 35 ed i 37 €/q lordi, con pareri discordanti tra quotazione ufficiale a Mortara (Diva 37, CL 007 35) e prezzi diffusi dagli operatori (CL 007 37, Diva 35)
Diversa la situazione di Milano, dove il listino, ancora una volta, risulta puramente nominale. L’assenza di novità sulle quotazioni ufficiali del risone in essere da diverse settimane rende alcuni prezzi proposti nel capoluogo lombardo ormai distanti da quelli presenti nelle pur rare contrattazioni reali. Resta la correlazione con il listino all’ingrosso del riso lavorato, privo di diciture ma anch’esso invariato, come accaduto in tutte le sedute recenti in cui è stato emesso un listino nominale per il prodotto grezzo.
UN CONTESTO DI MERCATO ESASPERANTE
Pur considerando la difficoltà nel definirli per assenza di compravendite, restano invariati i riferimenti allo scambio per gli altri comparti non ancora citati: Arborio 65-70 €/q lordi, Baldo 60-65, Roma 65, Carnaroli 90, Similari 75-80, Omega 55, Selenio 70, Centauro/CL 18/Sinfonia 60, lunghi B 52. Si registrano continui tentativi delle riserie di acquistare a prezzi ancor più bassi in quasi tutti i segmenti. Questo porta molti risicoltori a rimandare la vendita, anche se le difficoltà ed i costi maggiori rendono spesso questa scelta impossibile.
Il malessere dei produttori è emerso con forza anche durante la conferenza stampa di Confagricoltura e Cia di Vercelli e Novara, tenutasi venerdì mattina a Vercelli. In quell’occasione è stato ribadito come prezzi inferiori ai 50 €/q lordi rappresentino una condizione insostenibile per i produttori, portando inevitabilmente a vendite in perdita. A breve verranno pubblicati i dettagli completi di quanto emerso dalla conferenza, ma il messaggio è chiaro: il settore rischia seriamente di perdere pezzi se il contesto di mercato attuale dovesse prolungarsi.
RITIRI A RILENTO MA PIÙ IMPORTAZIONI
Oltre agli acquisti continuano a procedere a rilento anche i ritiri, mentre cresce il ritmo delle importazioni. L’ultima rilevazione di Ente Risi (VEDI), riporta che nei 7 giorni precedenti l’8 luglio sono state trasferite dai magazzini dei risicoltori 19.037 tonnellate. Se sommiamo le 17.918 tonnellate della settimana precedente arriviamo a 36.955 tonnellate di risone trasferito tra il 25 giugno e l’ 8 luglio. Considerando una resa media del 57% (dato stimato) sono circa 21.00 tonnellate di riso lavorato. Nello stesso periodo sempre Ente Risi riporta che sono state importate in Italia 10.567 tonnellate di riso semigreggio, semilavorato e lavorato. Nel periodo 25 giugno 8 luglio si è passati infatti da 149.391 tonnellate importate, +17% rispetto al 2024 a pari data, a 159.958 tonnellate, +21%. Numeri che palesano come, mentre si è rallentato nei ritiri interni, sono accelerate le importazioni di riso non confezionato. Autore: Ezio Bosso

Puoi seguirci anche sui social: siamo su facebook, e linkedin. Vuoi essere informato delle novità? Compila il modulo newsletter e whatsapp presente in home page. Se vuoi leggere ricette trovi tutto su http://www.risotto.us. Se coltivi anche grano leggi www.granoitaliano.eu.


