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BOOM DEI PESTICIDI IN ASIA

da | 28 Nov 2017 | Internazionale

In questi ultimi anni si è registrato un aumento esponenziale delle importazioni di pesticidi in Asia. E’ triplicato da Indonesia, Vietnam, Tailandia e India dal 2000 al 2010 (fonte FAOSTAT). La maggior parte di queste sostanze viene utilizzato nella risicoltura per combattere gli insetti che infestano le risaie e ne abbattono la produttività. In particolare, Giava e Indonesia registrano i tassi di applicazione più alti del continente. L’aumento del loro impiego è spesso correlato con i cambiamenti climatici: l’abuso di sostanze chimiche è motivato a volte dalla necessità di ripiantare intere risaie distrutte dalle sempre più frequenti tempeste tropicali. La convivenza di campi con diversi gradi di sviluppo porta ad impiegare a dismisura i pesticidi, i cui prezzi sono spesso calmierati dagli Stati,  per arrivare ad ottenere una accettabile produzione finale. Naturalmente – sottolinea l’Irri di Manila – questo comporta un prezzo in termini di salute, con l’incremento di irritazioni agli occhi e di difficoltà respiratorie. Se questi costi sanitari fossero conteggiati, si ridurrebbe considerevolmente il margine di guadagno derivante dal loro utilizzo. Il mercato dei pesticidi dell’Asia-Pacifico è stato stimato in 15,4 miliardi di dollari per il 2017. Il mercato dei biopesticidi nella stessa regione è invece stimato in 1,26 miliardi di dollari per il 2016. La maggior parte degli investimenti per introdurre geni resistenti nelle varietà di riso più pregiate proviene dal finanziamento pubblico, peraltro ben lontano dai numeri per i biopesticidi, per non parlare dei pesticidi chimici. Una risposta a questa problematica è stata proposta con gli studi dell’Irri sulla gestione integrata dei pesticidi (IPM, Integrated Pest Management), che dimostrano come il mantenimento di una vegetazione differenziata ai bordi delle risaie consenta di conservare l’habitat dei nemici naturali degli insetti nocivi. Quando gli agricoltori si rendono conto di questa situazione, diminuiscono spontamentamente le quantità di pesticidi impiegate.