NUTRE DI PIU’ SE E’ BIO

bio

Annalisa Givonetti, del Pushpak Rameshwar Ghate, e Maria Cavaletto, dell’Università del Piemonte Orientale hanno indagato le proprietà biochimiche del riso Rosa Marchetti coltivato con tre metodi contrastanti: biologico, agroforestale e convenzionale scoprendo che ci sono delle differenze. Questa notizia è tratta dal materiale diffuso all’incontro inaugurale di Eu-Rice, (leggi l’articolo).

CONTENUTO PROTEICO

Le frazioni proteiche di riserva del seme – albumine, globuline, prolammine e gluteline – sono state estratte dalle ricercatrici e i campioni biologici e agroforestali hanno mostrato concentrazioni proteiche notevolmente più elevate in tutte le frazioni rispetto ai campioni convenzionali. E’ emersa anche una distribuzione più ampia del peso molecolare nei campioni biologici e agroforestali e un’attività antiossidante significativamente più elevata nelle frazioni globuliniche del riso biologico e agroforestale. «Questo studio sottolinea la forte influenza del metodo di coltivazione sulla qualità proteomica e funzionale del riso Rosa Marchetti. L’uso di sistemi biologici e agroforestali non solo migliora il profilo nutrizionale del chicco, ma può anche supportare obiettivi più ampi nella produzione alimentare orientata alla salute e nello sviluppo di colture sostenibili» hanno comunicato le ricercatrici.

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