ESENTI DAI DAZI, NON DALLE TOSSINE

basmati Gold Star
In questo periodo si fa un gran parlare della liberalizzazione delle importazioni di riso come conseguenza dei numerosi accordi che l’UE sta portando avanti con diverse nazioni del mondo. Non sono chiare quali potranno essere le conseguenze sul settore del riso a seguito di questi accordi. Tuttavia esiste un settore nel quale la liberalizzazione delle importazioni è in vigore da anni. Si tratta delle importazioni di riso Basmati che, da molto tempo, godono di una completa esenzione dei dazi alle importazioni. Quindi possiamo verificare in modo concreto che cosa ha significato per il settore questa liberalizzazione.

IL BASMATI: FRAGRANZA E GUSTO DELICATO

Ma che cosa si intende per Basmati? Secondo Wikipedia per Basmati si intende: «una varietà di riso a grano lungo, famosa per la sua fragranza e il gusto delicato». Nel 2000 l’azienda Statunitense RiceTec, sussidiaria della RiceTec AG del Liechtenstein, tentò di brevettare tre linee create come ibridi del riso Basmati. Al tempo stesso tentarono di registrare il nome “Basmati”. Il governo indiano intervenne e il tentativo venne vanificato. La stessa cosa successe in Italia quando si tentò la coltivazione del riso aromatico Gange con caratteristiche simili alle varietà Basmati. Nel settembre 2023 la Commissione Europea ha ricevuto dall’India una richiesta di IGP per proteggere il riso Basmati a cui non è ancora stato dato seguito.

Il riso Basmati viene coltivato in India, in Pakistan e, in piccola parte, in Kenya e negli Stati Uniti. Pare che la varietà Dehra Dun sia la più pregiata di tutte, mentre Patna è il nome del riso Basmati coltivato nella regione indiana del Bengala. Esistono circa 86 varietà diverse riconducibili al tipo Basmati ma solamente 18 hanno caratteristiche inconfondibili. Quindi Basmati non è una varietà di riso, ma una “denominazione di vendita”.

Secondo i dati forniti dall’Ente Nazionale Risi le importazioni di riso Basmati sono state, nella campagna 2024-2025 pari a 260.015 tonnellate, equamente ripartite tra importazioni dal Pakistan e dell’India. Ma che qualità presenta il riso che viene importato?

Fonte: Ente Nazionale Risi

RISO BASMATI E RISO SEMIGREGGIO

In un recente convegno sui controlli qualitativi sul riso in Italia organizzato dall’Ente Nazionale Risi, Chiara Natale del Laboratorio Chimico di Genova, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha dichiarato che: «la classificazione doganale del riso Basmati che arriva in Italia come riso semigreggio deve sottostare a specifiche normative e standard internazionali presentava nel 2023 il 6% dei campioni analizzati non conformi; nel 2024 il 4% e nel 2025, ad oggi, il 3% presenta irregolarità» LEGGI QUI (1).

Recentemente anche il portale online GreenMe ha evidenziato un’analisi condotta da Altroconsumo, il famoso giornale dei consumatori, realizzato proprio sul riso Basmati in commercio in Italia LEGGI QUI (2). Le analisi sono condotte su 8 tipi diversi di Basmati in commercio nei vari supermercati. Secondo quanto riportato dal giornale: «Le analisi di laboratorio hanno evidenziato la presenza di aflatossine in 5 campioni su 8. In particolare micotossine come le aflatossine B1, B2, G1, G2, l’ocratossina A e il DON».

EFFETTI DELLE TOSSINE SULLA SALUTE

Queste tossine sono prodotte da muffe che si sviluppano in condizioni di umidità e calore, che si creano per cattiva conservazione o climi molto caldi e umidi. Risulta quindi possibile che il lungo viaggio per mare del prodotto dall’oriente non garantisca, in alcuni casi, buone condizioni di conservazione del riso.

Le aflatossine sono spesso legate all’insorgenza di tumori e in generale nocive per la salute se ingerite oltre certi limiti. Il giornale riporta inoltre che:«Oltre alle micotossine, le analisi hanno individuato residui di pesticidi in quasi la metà dei risi testati. Tutti rispettano formalmente i limiti di legge, ma in diversi casi si tratta di principi attivi vietati in Europa, tuttora utilizzati nei paesi di origine del Basmati. Alcuni dei pesticidi rilevati sono classificati come interferenti endocrini dall’Anses, Agenzia francese per la sicurezza alimentare, o come sostanze CMR, cioè cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione dall’Unione Europea.

DIVERSI CASI DI RISO IMPORTATO CONTAMINATO

Altroconsumo ricorda inoltre che nei primi sei mesi del 2025, il Sistema di Allerta Rapido Europeo -RASFF- ha segnalato ben 66 casi di contaminazione di riso Basmati importato nell’UE, in gran parte proveniente da India e Pakistan. Le cause più frequenti? Proprio pesticidi vietati e aflatossine oltre i limiti.

Sempre GreeMe anche anche nel 2024:«su 191 allerte di scarsa salubrità emesse per l’importazione di riso, il 60% riguardava proprio spedizioni provenienti da questi due Paesi, con irregolarità legate principalmente a sostanze vietate nell’Unione Europea» LEGGI QUI (3).  In media, una partita di Basmati viene bloccata o ritirata ogni tre giorni ai confini europei. Un ritmo che fotografa un problema abbastanza strutturale e che l’Ente Nazionale Risi ha definito “intollerabile”, chiedendo regole reciproche più severe per chi esporta in Europa.

PERCHE’ NON IMPORTA LA QUALITA DEI PRODOTTI IMPORTATI?

Viene quindi da chiedersi come l’Unione Europea, così attenta alla qualità dei prodotti alimentari coltivati da noi, si preoccupi così poco di quelli importati. In conclusione possiamo verificare che la concessione da parte della UE di agevolazioni all’importazione di riso Basmati ha avuto diverse conseguenze.

  • 1 minor estensione delle coltivazioni europee di risi con pari caratteristiche come Apollo, Fragrance, Iarim, Brezza, Elettra, Gange ecc. che non vengono percepiti come tali dai consumatori.
  • 2 immissione sul mercato europeo di prodotto di scarsa qualità venduto come “salutare” pur, spesso, non essendolo.
  • 3 erosione di quote di mercato ad altri tipi di riso con caratteristiche alimentari uguali o superiori ai tipi Basmati. Per esempio il Carnaroli ha un indice glicemico comparabile.
  • 4 aumento delle emissioni di gas serra come la CO2 in quanto, oltre alle emissioni dovute alla coltivazione, è necessario un lungo e inquinante trasporto, spesso via mare.
  • 5  incertezza degli approvvigionamenti. In caso di interruzione delle catene logistiche, come è avvenuto per il Covid e sta avvenendo per le numerose guerre, le consegne sono a rischio.
  • 6 rischio di mal conservazione durante il trasporto.

PROSSIMA UN INVASIONE DI RISO ASIATICO?

E’ chiaro che nel caso in esame si tratta di un tipo di riso molto particolare, in gran parte consumato da cittadini europei di origine asiatica. Riso che tuttavia sta aumentando significativamente i suoi spazi di consumo pur non avendo, in alcuni casi, la qualità degli altri tipi di riso prodotti da noi.

Possiamo quindi aspettarci, se la liberalizzazione sarà applicata anche in altri settori, che le tavole dei consumatori europei vengano invasi da risi poco salubri ma a basso prezzo? Inevitabilmente questo provocherebbe un danno sia ai consumatori che potrebbero contare su alimenti di minore qualità, che ai produttori che sarebbero costretti a subire prezzi di mercato troppo bassi. Il caso del riso Basmati sembrerebbe indicare proprio questo. Autore: Franco Sciorati

(1) – https://www.enterisi.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=41371&LinkFotoChiara

(2) – https://www.greenme.it/lifestyle/sai-cosa-compri/pesticidi-e-micotossine-nel-riso-basmati-non-si-salva-nessuna-marca-tra-le-8-testate-da-altroconsumo-e-una-supera-i-limiti-di-leg

(3) – https://www.greenme.it/lifestyle/sai-cosa-compri/riso-basmati-ti-spiego-perche-non-si-coltiva-in-italia-e-quali-varieta-nostrane-puoi-comprare-in-alternativa/

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