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ALLEANZA ANTI METANO

da | 25 Set 2021 | Internazionale

L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno annunciato il Global Methane Pledge, un’iniziativa per ridurre le emissioni globali di metano che sarà lanciata alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop 26) a novembre a Glasgow. Il presidente Biden e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno esortato i paesi del Major Economies Forum on Energy and Climate (Mef) guidato dagli Stati Uniti ad aderire al Pledge e hanno dato il benvenuto a quelli che hanno già segnalato il loro sostegno.

Il metano è un potente gas serra e, secondo l’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, è responsabile di circa la metà dell’aumento netto di 1,0 gradi Celsius della temperatura media globale dall’era preindustriale. La rapida riduzione delle emissioni di metano è complementare all’azione sull’anidride carbonica e altri gas serra, ed è considerata la strategia più efficace per ridurre il riscaldamento globale nel breve termine e mantenere l’obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5 gradi Celsius alla portata.

Obiettivi del Global Methane Pledge

I paesi che aderiscono al Global Methane Pledge si impegnano ad un obiettivo collettivo di riduzione delle emissioni globali di metano di almeno il 30 per cento dai livelli del 2020 entro il 2030 e si muovono verso l’uso delle migliori metodologie di inventario disponibili per quantificare le emissioni di metano, con particolare attenzione alle fonti di emissioni elevate. Il rispetto dell’impegno ridurrebbe il riscaldamento di almeno 0,2 gradi Celsius entro il 2050. I paesi hanno profili di emissioni di metano e un potenziale di riduzione molto diversi, ma tutti possono contribuire a raggiungere l’obiettivo globale collettivo attraverso un’ulteriore riduzione del metano a livello nazionale e azioni di cooperazione internazionale. Le principali fonti di emissioni di metano includono petrolio e gas, carbone, agricoltura e discariche. La risicoltura italiana sta lavorando da anni per monitorare e ridurre tali emissioni.

I settori anzidetti, del resto, hanno diversi punti di partenza e un potenziale variabile per l’abbattimento del metano a breve termine, con il maggior potenziale di mitigazione mirata entro il 2030 nel settore energetico. L’abbattimento del metano offre altri importanti benefici, tra cui il miglioramento della salute pubblica e della produttività agricola.  Secondo il Global Methane Assessment della Climate and Clean Air Coalition (Ccac) e del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (Unep), raggiungere l’obiettivo del 2030 può prevenire oltre 200.000 morti premature, centinaia di migliaia di visite al pronto soccorso legate all’asma e oltre 20 milioni di tonnellate di perdite di raccolto all’anno, riducendo l’inquinamento da ozono a livello del suolo causato in parte dal metano.

I provvedimenti dell’UE

L’Unione europea e otto paesi hanno già indicato il loro sostegno al Global Methane Pledge. Questi paesi includono sei dei primi 15 emettitori di metano a livello globale e insieme rappresentano oltre un quinto delle emissioni globali di metano e quasi la metà dell’economia globale.

L’Unione europea ha preso provvedimenti per ridurre le sue emissioni di metano per quasi tre decenni. La strategia della Commissione adottata nel 1996 ha contribuito a ridurre le emissioni di metano dalle discariche di quasi la metà. Nell’ambito del Green Deal europeo, e per sostenere l’impegno dell’Unione europea per la neutralità climatica entro il 2050, l’Unione europea ha adottato nell’ottobre 2020 una strategia per ridurre le emissioni di metano in tutti i settori chiave che comprendono l’energia, l’agricoltura e i rifiuti. La riduzione delle emissioni di metano nel decennio in corso è una parte importante dell’ambizione dell’Unione europea di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030. Le risaie, secondo alcuni studi internazionali, sono responsabili del 18% di tutte le emissioni di metano antropogeniche.

Quest’anno, la Commissione europea proporrà una legislazione per misurare, segnalare e verificare le emissioni di metano, porre dei limiti al venting e al flaring, e imporre dei requisiti per individuare le perdite e ripararle.  La Commissione europea sta anche lavorando per accelerare l’adozione di tecnologie di mitigazione attraverso una più ampia diffusione della “carbon farming” negli Stati membri dell’Unione europea e attraverso i loro piani strategici di politica agricola comune, e per promuovere la produzione di biometano dai rifiuti e dai residui agricoli. Infine, la Commissione europea sostiene il Programma ambientale delle Nazioni Unite nella creazione di un Osservatorio internazionale indipendente delle emissioni di metano (Imeo) per affrontare la carenza di dati globali e la trasparenza in questo settore, anche attraverso un contributo finanziario. L’Imeo giocherà un ruolo importante nella creazione di una solida base scientifica per i calcoli delle emissioni di metano e nella realizzazione del Global Methane Pledge.

Gli Stati Uniti stanno perseguendo significative riduzioni di metano su più fronti. In risposta a un ordine esecutivo che il presidente Biden ha emesso il primo giorno della sua presidenza, l’Environmental Protection Agency (Epa) sta promulgando nuovi regolamenti per ridurre le emissioni di metano dall’industria del petrolio e del gas.

 

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