Mi chiamo Andrea Penati, sono un giovane di 25 anni e provengo da una famiglia di agricoltori di Villa Biscossi, in provincia di Pavia, nel cuore della Lomellina, uno dei territori più importanti d’Italia per la coltivazione del riso.
La nostra è un’azienda agricola familiare di circa 25 ettari, dedicata principalmente alla risicoltura. Mio padre porta avanti questa attività da anni, con il supporto della famiglia, affrontando quotidianamente le difficoltà e le responsabilità che comporta la gestione di un’azienda agricola.
Ho deciso di realizzare un video su YouTube per rispondere a una domanda apparentemente semplice: quanto guadagna realmente un agricoltore? (L’articolo prosegue dopo il video)
Per farlo, ho preso come riferimento i risultati economici della nostra azienda relativi alla campagna agricola 2025, mostrando concretamente le entrate, le principali spese di produzione e ciò che rimane alla fine dell’anno.
I numeri sono particolarmente significativi.
Nel 2025 abbiamo registrato 105.395 euro di entrate complessive, suddivise tra 90.050 euro derivanti dalla vendita del riso e 15.345 euro di contributi della Politica Agricola Comune (PAC).
Una cifra che, letta singolarmente, potrebbe far pensare a un’attività particolarmente redditizia. La realtà, però, è molto diversa.
I COSTI DI PRODUZIONE
Le spese considerate nel nostro conto economico hanno raggiunto 100.519 euro, comprendendo sementi, fertilizzanti, trattamenti fitosanitari, carburante e gli altri costi necessari alla produzione.
Tra le voci più rilevanti troviamo il diserbo, che da solo ha comportato una spesa di 24.574 euro, e il gasolio, con un costo di 17.467 euro. A questi si aggiungono 8.353 euro per le sementi e 8.538 euro per i concimi.
Il risultato finale è un residuo di appena 4.876 euro in un intero anno, equivalente a circa 406 euro al mese.
Ed è importante precisare un aspetto fondamentale: questa cifra non rappresenta l’utile netto effettivo della famiglia. Nel calcolo non sono ancora pienamente valorizzati il lavoro di mio padre, gli ammortamenti dei macchinari e alcune spese di manutenzione.
IL PESO DEL CONTRIBUTO PAC
C’è poi un altro dato che ritengo particolarmente importante: senza i 15.345 euro di contributi PAC, il risultato del nostro conto sarebbe stato negativo per 10.469 euro.
Questo evidenzia quanto, nel nostro caso, i contributi europei incidano sulla sostenibilità economica dell’attività.
Un ulteriore elemento riguarda il rapporto tra costi di produzione e prezzi di vendita. Nel nostro caso, il costo medio calcolato per produrre un chilogrammo di riso è stato di circa 59,5 centesimi, a fronte di un prezzo medio di vendita di circa 53,3 centesimi al chilogrammo.
Significa che il valore riconosciuto al prodotto non è stato sufficiente, da solo, a coprire tutti i costi considerati.
Naturalmente, questi dati rappresentano la situazione specifica della nostra azienda e non possono essere automaticamente estesi a tutte le realtà risicole italiane. Tuttavia, credo che possano offrire uno spunto concreto di riflessione sulle difficoltà affrontate soprattutto dalle aziende agricole familiari di piccole e medie dimensioni.
Il mio obiettivo non è lamentarmi, ma far conoscere una realtà che spesso rimane invisibile a chi non lavora nel settore.
COSA C’E’ DIETRO UN CHILO DI RISO?
Dietro un chilogrammo di riso ci sono mesi di lavoro, investimenti, rischi climatici, macchinari costosi e famiglie che ogni anno devono decidere se e come continuare la propria attività.
Sono convinto che sia importante parlare di agricoltura partendo anche dai numeri reali, perché il fatturato di un’azienda non coincide necessariamente con il guadagno di chi ci lavora.
Ho voluto condividere pubblicamente la nostra esperienza proprio per avvicinare anche i giovani e le persone estranee al mondo agricolo a queste problematiche.
IL FUTURO DELLA RISICOLTURA
Credo che il futuro della risicoltura italiana meriti maggiore attenzione, soprattutto quando si parla di ricambio generazionale, redditività delle imprese e valorizzazione del lavoro agricolo.
Se vogliamo che le nuove generazioni continuino a coltivare le nostre terre, dobbiamo prima chiederci se oggi esistano davvero le condizioni economiche per farlo.
Nel video pubblicato sul mio canale YouTube, Andrea Penati, mostro nel dettaglio i conti della campagna 2025, spiegando le singole voci di costo e raccontando la nostra esperienza familiare. Autore: Andrea Penati, Villa Biscossi (PV) – Lomellina
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