Il riso aromatico rappresenta uno dei comparti strategici per il commercio mondiale del riso. Le prospettive di sviluppo di una filiera 100% nazionale e ad alto valore aggiunto sono state al centro del convegno “Il Riso Aromatico Italiano”, promosso da Confagricoltura Vercelli e Biella nell’ambito dell’evento Risò – Festival Internazionale del Riso.
L’interesse per queste varietà nasce da una crescente necessità di trasparenza e sicurezza alimentare. Come più volte evidenziato anche da Risoitaliano.eu, il mercato dei risi aromatici d’importazione continua infatti a mostrare forti criticità sul piano dei controlli, che risultano ancora insufficienti a garantire la qualità del prodotto secondo gli standard europei.
LE OMBRE SULLE IMPORTAZIONI: I DATI DEI CONTROLLI RASFF
I continui allarmi relativi alla presenza di fitofarmaci non autorizzati nei lotti di riso provenienti da Paesi extra-UE destano profonda preoccupazione sia tra gli operatori della filiera sia tra i consumatori. Forse sarebbe utile una intensificazione dei controlli sul riso di importazione, in particolare sul Basmati. Attraverso i dati diffusi dall’Ente Nazionale Risi e dal portale europeo RASFF, Rapid Alert System for Food and Feed, emerge un quadro poco edificante:
Il riso Basmati è spesso soggetto a notifiche RASFF:
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Frequenza degli allarmi: Nel primo semestre del 2025 si sono registrate 66 allerte riguardanti il riso, confermando il trend critico del 2024, anno record, con ben 191 segnalazioni.
- Concentrazione geografica: Pakistan e India rappresentano da soli l’82% delle notifiche complessive, rispettivamente 29 e 25 casi, superando il picco del 77% toccato nel 2024.
COME FUNZIONA IL SISTEMA DI TUTELA E SICUREZZA DELL’UNIONE EUROPEA
Il sistema RASFF, attivo dal 1979 e coordinato dalla Commissione Europea in collaborazione con l’EFSA e i ministeri della salute nazionali, costituisce la principale rete di allarme per la sicurezza alimentare. Quando uno Stato membro individua una non conformità alla frontiera o sul mercato interno, la notifica viene condivisa per coordinare il ritiro del lotto o l’innalzamento dei controlli doganali.
| Indicatore RASFF | Dato 2025 | Variazione |
|---|---|---|
| Notifiche totali nella rete | 10.490 | +11% |
| Notifiche dirette RASFF | 5.328 | – |
| Controlli con approfondimento alle frontiere | 30% dei casi (3 su 10) | – |
Durante un incontro tecnico organizzato dall’Ente Risi, Chiara Natale del Laboratorio Chimico di Genova dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha illustrato il monitoraggio italiano sul riso Basmati importato, generalmente, allo stato di riso “semigreggio”. I dati delle analisi sui campioni indicano una percentuale di non conformità del 6% nel 2023, del 4% nel 2024. La frequenza con cui si verificano irregolarità nei controlli rende ancora più urgente un innalzamento degli stessi.
I CONTROLLI ALL’ORIGINE, OSSIDO DI ETILENE E AFLATOSSINE
Sebbene i Ministeri dell’Agricoltura di India e Pakistan dispongano di enti preposti alle verifiche sull’export, il raggio d’azione di questi controlli presenta evidenti limiti operativi, come abbiamo evidenziato in passato (leggi l’articolo):
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Denominazione commerciale: I controlli ufficiali all’origine si concentrano principalmente sulla corrispondenza delle varietà che possono fregiarsi del nome Basmati, e in particolare: Basmati 370, Basmati 386, Type 3, Pusa Basmati-I, Haryana Basmati, Mahi Sugandha. (Leggi la norma indiana)
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Verifiche prevalentemente documentali: molto spesso gli accertamenti nei Paesi d’origine si limitano al riscontro delle dichiarazioni rese dagli esportatori, con analisi di laboratorio periodiche ma non frequenti. La negazione del permesso di esportazione è molto rara.
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Uso di sostanze vietate in UE: In diverse aree agricole asiatiche è ancora diffuso l’impiego dell’ossido di etilene, un fumigante gas incolore classificato in Europa come sostanza cancerogena, mutagena e genotossica, la cui presenza viene frequentemente rilevata dalle analisi effettuate ai porti d’ingresso europei.
- Aflatossine: Il lungo viaggio, 7.000 km, per mare espone il riso a problemi di conservazione che possono causare la formazione di aflatossine cancerogene, nel riso che viene trasportato già parzialmente lavorato e quindi privo di parte dei sui sistemi naturali di protezione.
CONCLUSIONI
Secondo una verifica pubblicata da un giornale specializzato nel novembre 2025 nessuna delle 8 principali marche di riso Basmati reperibili nei supermercati del nostro paese risulta entro i parametri di legge ma non
“di buona qualità”.
La discrepanza tra la percezione del riso Basmati di importazione come alimento salutare e i dati oggettivi del monitoraggio fitosanitario evidenzia l’importanza di rafforzare tempestivamente i presidi alle frontiere e, al contempo, di valorizzare i risi aromatici coltivati in Italia secondo i rigorosi standard produttivi ed ambientali europei. Autore: Franco Sciorati
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