Si chiude la settimana con la consueta analisi relativa alle borse lombarde. Martedì pomeriggio Milano si allinea agli apprezzamenti visti per il gruppo Roma, mentre resta ferma sull’Arborio. Il gruppo Carnaroli prosegue la sua corsa, con Classico che, come prevedibile, raggiunge gli 80 €/q lordi. Mortara non riunisce la commissione per mancanza del numero legale. Le giacenze restano ai massimi storici, mentre il sondaggio sulle semine 2026, ancora parziale, conferma la forte crescita dei tondi ed il calo della superficie totale, pur inferiore rispetto alle indiscrezioni che vi avevamo riferito alcune settimane fa. A preoccupare sempre più vi è la situazione idrica (ma c’è un modo per rinforzare il riso…). Questa potrebbe ridurre in modo importante la disponibilità di risone dopo la raccolta.
CARNAROLI CLASSICO A 80 €/Q, GRUPPO ARBORIO A 65
La borsa di Milano si allinea agli apprezzamenti visti a partire d venerdì scorso per il gruppo Roma, salito a 35 €/q lordi. Non viene recepito però il balzo a 65 €/q lordi già registrato martedì a Vercelli (LEGGI) per il gruppo Arborio, che nel capoluogo lombardo resta stabile. La novità riguarda Carnaroli Classico, che raggiunge ed è scambiabile a 80 €/q lordi. I similari restano leggermente sotto i 75 €/q lordi già visti a Vercelli, seppur i rari scambi conclusi si siano comunque attestati su tale cifra.
A Mortara, nonostante non vi sia listino ufficiale, gli operatori riferiscono che i prezzi in chiusura di settimana sono per lo più invariati, con la conferma degli apprezzamenti per i risi da interno appena citati. I lunghi B restano a 35 €/q lordi, al pari dei lunghi A da parboiled, di S. Andrea/Gloria e di Sunrose. Il gruppo Baldo si divide tra il Cl712 sempre a 35 €/q lordi e il Cammeo a 40.
GIACENZE SEMPRE AI MASSIMI MA SI PROSPETTANO CALI NELL’OFFERTA NEL PROSSIMO FUTURO
Sul fronte disponibilità, le giacenze restano elevatissime secondo i dati Ente Risi, ai massimi degli anni recenti a 192.883 tonnellate, con un trasferito settimanale di 21.619 tonnellate (VEDI). In prospettiva, tuttavia, sembraano aprirsi scenari di calo dell’offerta, sia interna sia all’estero.
In settimana è stato pubblicato il sondaggio sulle semine 2026. Come spiegato da Franco Sciorati (LEGGI) i primi dati, relativi a 2.937 denunce sulle oltre 3.500 attese e a circa il 79% della superficie coltivata nel 2025, mostrano un calo dello 0,5% della superficie complessiva. A permettere questo calo ridotto è in primis la forte crescita dei tondi e, in minor misura, quella delle varietà da risotto, gruppi Arborio e Carnaroli. Al contrario, si registrano cali del 40% per Vialone Nano e gruppo Baldo-Roma. In flessione anche due comparti molto influenti sul totale, i lunghi B con un -13,9% ed i risi in griglia Ribe, anche detti lunghi A da parboiled, che calano del -9,9%. Il dato resta però parziale ma a preoccupare ancor di più per la prossima offerta nazionale è la crisi idrica in corso. Questa lascia presagire una contrazione del raccolto effettiva superiore a quella finora rilevata.
Crescono intanto le difficoltà per gli importatori, con prospettive sempre più negative in relazione agli sviluppi a Bab el Mandeb. Ente Risi, inoltre, riferisce che negli ultimi tre mesi i noli marittimi sulla rotta Shanghai-Rotterdam sono più che raddoppiati, passando da 2.127 a 4.824 dollari per container. Una conseguenza anche della rivalutazione del dollaro. Per un importatore europeo il costo è così salito da 75,5 a 176,5 €/t. (Leggi il parere di Marco Sobrero)
FEDELI: «CAPIREMO LE DISPONIBILITÀ SOLO ALLA RACCOLTA»
A fare il punto sulla situazione è Cesare Fedeli, rappresentante di Coldiretti alla Granaria di Milano, che non usa mezzi termini: « Nelle mie zone hanno appena chiuso l’acqua, perché semplicemente non ce ne è più. Come comprensorio subordinato al lago Maggiore abbiamo avuto tutta l’acqua che potevamo avere. Di questo dobbiamo rendere merito alla dirigenza dei vari enti coinvolti, che si sono dimostrati pragmatici e proattivi. Adesso però siamo arrivati al capolinea. Penso che questa sia attualmente la dinamica più influente, in prospettiva anche per l’andamento di mercato. C’è un grandissimo punto di domanda sull’eventuale disponibilità di prodotto, anche perché il momento della fioritura è particolarmente delicato. Certo possiamo riflettere sui dati di semina, ma sarà poi la reale entità dei danni da siccità a definire le disponibilità future».
Proprio sui dati di semina pubblicati da Ente Risi, Fedeli non nasconde i propri dubbi: «Sulle stime proposte rimango come al solito perplesso, se vogliamo usare un gentile eufemismo. I numeri sono diversi rispetto alle attese, anche da quelli espressi nell’ultima riunione. Sono concorde riguardo alle brusche variazione in positivo per i tondi ed in negativo per il gruppo Roma-Baldo, ma già riguardo alla crescita dei gruppi Arborio e Carnaroli nutro dei dubbi. Attualmente per questi comparti il prodotto acquistabile pare ormai pressoché finito, come dimostrano i continui apprezzamenti recenti. Tuttavia, ciò è in contrasto con i dati relativi alle rimanenze».
Quanto alle importazioni, Fedeli conferma le difficoltà logistiche: «In questo momento i trasporti mondiali sono in grave difficoltà. Lo testimoniano anche i potenti rialzi di soia e mais nelle ultime sedute. Questo potrebbe portare ad un momento positivo anche per lunghi B e lunghi A da esportazione. In ogni caso, dato che il moltiplicatore di zero è sempre zero, preghiamo il Signore che ci faccia la grazia di mandarci un po’ di pioggia.» Autore: Ezio Bosso

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