Oggi 22 Luglio 2026, come tradizione, l’Ente Nazionale Risi ha pubblicato sul suo sito le prime stime per la superficie coltivata a riso nel 2026 in Italia. Le indiscrezioni raccolte, anche dal nostro giornale, grazie a primi dati parziali riportano un calo più rilevante rispetto a quanto presente sul documento ufficiale dell’Ente. Ci sono quindi delle variazioni e delle conferme sia rispetto alle stesse che ai numerosi sondaggi eseguiti nella scorsa primavera.
Occorre precisare che, anche in questo caso, si tratta del dato relativo a 2.937 denunce su più di 3.500 attese. I dati raccolti sono relativi a solo il 79% della superficie coltivata nel 2025 e quindi, la superficie definitiva, potrebbe ancora variare. Per esempio se il rimanente 21% fosse “ non coltivato a riso” è ovvio che le cose cambierebbero. In genere, i risicoltori che smettono di coltivare riso, smettono anche di “fare la denuncia” all’Ente e il personale dello stesso deve reperire il dato non comunicato in altro modo.
AUMENTANO LE SUPERFICI A TONDI
I numeri dell’Ente, tuttavia, confermano un forte incremento della superficie dei risi a granello Tondo ,+ 20.730 ettari, di cui solo 1.106 di Selenio. Nel complesso la superficie a Tondo arriva a 77.500 ettari circa, meno di quanto preventivato, ma sempre molto esteso. Altro rilevante calo è quello del gruppo Vialone Nano che diminuisce di ben il 40% circa, passando a soli 2.650 ettari.
Scorrendo la tabella ci si accorge che il previsto forte calo dei risi “lunghi A da parboiled” è contenuto a 3.500 ettari circa così come quello del Sant’Andrea che diminuisce di 622 ettari. Confermata anche la diminuzione dei risi del gruppo Roma che passano da 28.283 a 16.950 diminuendo di ben 11.333 ettari. (Sai come valorizzare ciò che semini?)
RISOTTI E LUNGHI A
In controtendenza i risi con granello “da risotto” e in particolare l’Arborio che cresce sino a 22.200 ettari e il Carnaroli che arriva a 29.000 ettari. Mentre il gruppo ” varie Lungo A” cala anch’esso di 1.148 ettari. Contrariamente ad alcune stime, ma in linea con gli andamenti di mercato, in forte calo anche i Lunghi B che perdono ben 6.428 attestandosi sui 40.000 ettari circa.
COMPLESSIVA LIEVE DIMINUZIONE
Nel complesso la superficie diminuirebbe di soli 1.232 ettari rispetto allo scorso anno pari allo 0,5%. Va comunque ulteriormente ricordato che il dato è ancora parziale e quindi soggetto a rettifiche quando i solerti funzionari dell’Ente avranno raccolto le denunce mancanti. Data la situazione irrigua, tuttavia, ci sentiamo di aggiungere che la diminuzione di superficie produttiva sarà sicuramente maggiore di quanto indicato, a causa dei danni che già adesso alcune coltivazioni hanno subito a causa della carenza idrica e che, a volte, sono ormai irreversibili. Autore: Franco Sciorati

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