«IL SENTIMENTO DEGLI AGRICOLTORI GUIDA I RIALZI»

borse

La settimana si chiude con segnali variegati dai mercati del riso. La Borsa di Milano propone allineamenti alle valutazioni già registrate nelle sedi piemontesi (LEGGI), mentre Mortara porta le novità più significative. In territorio negativo, il gruppo Sant’Andrea/Gloria e i massimi del gruppo Baldo, riferiti alla varietà Cammeo, cedono a 40 €/q lordi. Sul fronte positivo, Ely Pv, Kinder PV ed i lunghi B  hanno messo a segno un apprezzamento, raggiungendo 37 €/q lordi. Gli operatori riferiscono che i passi avanti per questi due comparti potrebbero non essere al capolinea, con voci di scambi a prezzi maggiori degli ufficiali anche per i similari di Carnaroli.

APPREZZAMENTI IN DIVENIRE

Il mercato di Mortara si è presentato questa settimana con un profilo vario. Da una parte, la scarsità di offerta ed i maggiori costi nel commercio internazionale su alcune varietà hanno prodotto rialzi lievi registrati a listino. Dall’altra, per i similari di Carnaroli i rialzi sono rimasti voci non ufficializzate, mentre per i gruppi Baldo e S. Andrea/Gloria il bilancio è stato negativo. 

A guidare la parte positiva sono stati lunghi B e lunghi A in griglia Ribe. Per gli “indica”, nonostante l’apprezzamento sia a 37 €/q lordi, si parla di alcuni affari conclusi anche a prezzi superiori. Questa dinamica appare figlia della volontà dei compratori di contenere gli apprezzamenti necessari a sbloccare l’offerta, evitando di assecondare completamente a listino le richieste dei risicoltori. Questi vorrebbero quantomeno un ritorno stabile a 40 €/q lordi, sia per i lunghi B che per i “Ribe Provisia”, che sembra potersi realizzare nel caso in cui i produttori riescano a non farsi ingolosire troppo dagli apprezzamenti in analisi. Ciò alla luce di scambi a prezzi maggiori degli stessi appunto, in particolare per le partite di “indica” con rese nettamente al di sopra del 60%, non rare per alcune varietà del comparto.

Molto influenti per questi comparti restano le importazioni, limitate dall’aumento dei noli marittimi per le forniture provenienti da origini lontane. C’è però un’origine, che propone merce a prezzi decisamente concorrenziali e che sfugge in larga misura a questa dinamica: la Grecia. La vicinanza geografica riduce sensibilmente i costi di trasporto, rendendo il prodotto greco attualmente più competitivo rispetto a quello proveniente da paesi extraeuropei. Questa concorrenza frena la capacità dei risicoltori italiani di spuntare prezzi più elevati anche quando la scarsa offerta interna spingerebbe in quella direzione.

Sul fronte logistico, i trasferimenti (VEDI) sono tornati a crescere pur senza superare le 30.000 tonnellate, mentre le giacenze restano ai massimi, alimentate soprattutto dalla pressione dei lunghi A che stentano a scorrere con la velocità necessaria a riequilibrare il mercato.

DAGHETTA (CIA): «IL SENTIMENTO DEGLI AGRICOLTORI GUIDA I RIALZI MA I COSTI CI PENALIZZANO»

Giovanni Daghetta, responsabile nazionale del comparto riso di CIA, interpreta la settimana con lucidità. «Questo clima è dovuto soprattutto alla guerra. Gli agricoltori ritengono che con il suo proseguire il riso possa salire ancora. C’è indubbiamente un aumento nei costi di approvvigionamento dall’estero, anche se di riso in Europa ne hanno importato moltissimo negli ultimi mesi. Credo che il sentimento degli agricoltori sia fondamentale attualmente nello spingere concretamente la pressione rialzista, grazie al crollo dell’offerta. Sul mercato interno, vedo possibili margini di incremento nelle vendite per le varietà che l’anno scorso erano quotate molto più e oggi risultano più accessibili. Una dinamica che potrebbe favorire i consumi, in particolare sui gruppi Arborio e Carnaroli. Diverso il discorso per il gruppo Baldo e per il CL 145, essendoci molta merce a disposizione a porre un freno».

Guardando alle prospettive di semina, Daghetta conferma che le attese, seppur in assenza di dati ufficiali, puntano verso un aumento del tondo e una riduzione dei lunghi B e dei lunghi A tipo Ribe. «Un’evoluzione che potrebbe influenzare i listini, pur considerando l’importanza del prodotto estero, molto presente soprattutto per gli “indica”. Il nodo più critico, però, rimane quello dei costi di produzione. Ci troviamo in una situazione disastrosa: l’urea, il gasolio, i problemi di approvvigionamento. Anche se arrivano questi piccoli apprezzamenti, quello che andiamo a spendere è sempre di più. Il bilancio, purtroppo, resta negativo. E su un altro anno è difficile pensare di recuperare tutto quello che perdiamo dall’aumento dei costi». Autore: Ezio Bosso

Vuoi essere informato delle novità? Compila il modulo newsletter e whatsapp presente in home page. Se vuoi leggere ricette trovi tutto su http://www.risotto.us. Se coltivi anche grano leggi www.granoitaliano.eu

Nuova ricerca

Iscriviti alla nostra Newsletter e al servizio Whatsapp!

Informativa sulla Privacy

Informativa sulla Privacy - WhatsApp

Cliccando "Accetto le condizioni" verrà conferito il consenso al trattamento dei dati di cui all’informativa privacy ex art. 13 GDPR. 

* Campo obbligatorio

Articoli correlati

SUPERIDROVORA
ASCIUTTA IN VIETNAM
RIALZINO
BECCATE STA RIFORMA!
FRODE: PARLA FEDERBIO
FALDA IN DIFFICOLTA’
RIFINANZIARE IL DELTA DEL PO

Leggi anche: