Il mondo è in guerra e questo ha influenza sulle vite di tutti. Per ora l’Italia non è direttamente coinvolta e speriamo non lo sarà mai. Tuttavia dobbiamo fare tutti i conti con le conseguenze “indirette” che tutti conosciamo. Nel caso delle coltivazioni di riso, l’effetto più evidente è rappresentato dal prezzo dei prodotti necessari alla coltivazione e in particolare il gasolio e i concimi chimici. Questi “fattori di produzione” sono derivati da gas e petrolio che provengono proprio dalle zone dove il conflitto è più acceso. Chiaramente non è semplice stabilire quale sarà l’evoluzione del mercato per questi prodotti, indispensabili per le aziende agricole e al cui approvvigionamento si provvede, tradizionalmente, in questo periodo. Abbiamo intervistato alcuni dei commercianti della zona risicola allo scopo di farci un’idea della situazione. (La foto pubblicata in quest’articolo è ottenuta con l’uso dell’Intelligenza Artificiale).
VIPETROL: I CONCIMI CI SONO
Iniziamo da Giovanni Pavesi, responsabile settore agricoltura di Vipetrol – Mortara – Pv: «La disponibilità di concimi, per il momento, è ancora garantita. Ma è necessario che le richieste dei risicoltori giungano per tempo in quanto le consegne sono soggette a diverse incognite, spesso non prevedibili».
«La fluttuazione dei prezzi è ormai giornaliera», continua; «oggi il prezzo dell’Urea, il concime maggiormente utilizzato, oscilla tra i 75 e gli 80 euro per 100 kg più I.V.A., ma domani chi può saperlo?» L’incertezza del mercato incide anche sugli altri concimi. Sempre Pavesi afferma:«il cloruro di potassio non ha subito, per ora, grandi influenze e si può trovare a 40 euro per 100 kg, mentre il 18/46, concime molto usato nel mais, si attesta tra i 75 e gli 85 euro per 100 kg, sempre più I.V.A.» Conclude Pavesi: «Per quanto riguarda il solfato ammonico per ora vale tra i 40 e i 45 euro per 100 kg, ma anche questi prezzi sono soggetti a forti oscillazioni».
CAP NORDOVEST: I PREZZI NON SONO DEFINITI
La situazione non è così certa sul fronte delle quotazioni e pertanto anche dei costi aziendali, a dimostrazione che una guerra cambia i piani di tutti. Alessandro Ramezzane di CAP Nord Ovest – Vercelli lo conferma con queste parole: «al momento non disponiamo di listini dei concimi con prezzi definiti. I risicoltori possono acquistare ma il prezzo andrà fissato in seguito».
ARMA: DIPENDE DAGLI APPROVVIGIONAMENTI
A.R.M.A. di Calvignasco – MI ammette le difficoltà. Lorenzo Arioli, titolare della ditta afferma: «i prezzi che molti venditori propongono alle aziende sono più o meno gli stessi. Per quanto mi risulta ad oggi l’urea vale tra i 75 e gli 80 euro per 100 kg, mentre la “potassa” si attesta attorno ai 40 euro, sempre per 100 kg. Anche il 18/46 vale, al momento 75-80 euro per 100 kg. Per parte mia posso confermare che i prezzi sono indicativi e legati all’evoluzione dell’approvvigionamento. Se la situazione internazionale dovesse migliorare e gli approvvigionamenti stabilizzarsi, non è detto che i prezzi, in futuro, non scendano». Anche i sistemi di rilevazione prezzi ufficiali confermano la tendenza al forte rialzo dei prezzi all’ingrosso dei fertilizzanti. A titolo di esempio riportiamo i dati forniti dal portale Teseo per l’urea, Sullo stesso portale è però possibile reperire le rilevazioni per tutti i tipi di fertilizzanti: https://teseo. clal.it/?section= fertilizzanti_torino
In conclusione possiamo affermare che la situazione è alquanto confusa. (Ancor più quella dei prezzi…) Alla data odierna sembra che, se la situazione internazionale non si chiarisce, diventerà non solo molto costoso, ma anche difficile approvvigionarsi di fertilizzanti chimici. Forse, come già ricordato per la nuova tassazione ambientale introdotta dalla U.E., potrebbero diventare interessanti anche i concimi organici e i reflui. Autore: Franco Sciorati.

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