La seduta settimanale delle borse di Milano e Mortara ha regalato una notizia non prevista in precedenza, il gruppo Arborio si porta a 60 €/q lordi, pareggiando i similari di Carnaroli che nelle scorse settimane avevano guidato la risalita. Un apprezzamento che sorprende più del calo del gruppo Baldo, atteso invece da qualche seduta, dal momento che i valori raggiunti venerdì sono gli stessi riferiti come ottenibili allo scambio dagli operatori ad inizio settimana (LEGGI). Sullo sfondo, le tensioni nel corridoio marittimo del Golfo Persico continuano a pesare sulla logistica globale, con riflessi che iniziano a farsi sentire sulla dinamica degli scambi internazionali di riso.
I RISICOLTORI NON MOLLANO E CONFIDANO NEI RIALZI
La tendenza di fondo è sostanzialmente la stessa degli ultimi mercati, successivi allo scoppio della guerra. L’offerta si fa attendere (per parafrasare Trump e Crosetto, i risicoltori non sono “codardi” e lo stanno dimostrando; ndr), fiduciosa di ulteriori rialzi, in minima parte già concretizzati per le varietà da risotto ma che molti sperano di vedere anche per i comparti più penalizzati. La domanda fatica ad assecondare le richieste di apprezzamento ma in alcuni casi la necessità di risone porta a cedere. Il risultato è un mercato che avanza con cautela, ma dove chi ha merce da vendere riesce a spuntare condizioni migliori. Per il momento, tuttavia, i riferimenti ufficiali restano in gran parte invariati, ad eccezione dei già citati gruppi Arborio e Baldo.
Vi è poi il consolidamento dei 35 €/q lordi come riferimento per tutti i lunghi B, dimostrato dall’allineamento a questo cifra di Mortara. Questo comparto è quello su cui influiscono maggiormente gli effetti del conflitto bellico. Gli “indica” beneficiano indirettamente delle difficoltà logistiche che colpiscono le esportazioni indiane. L’India, che come spiegato nell’articolo precedente copre il 35-40% dell’export mondiale di riso, sta scontando l’impatto delle tensioni in Medio Oriente. L’effettivo blocco dello Stretto di Hormuz ha fatto lievitare i premi assicurativi e le tariffe di trasporto, rendendo più costoso e incerto organizzare nuove spedizioni. Gli esportatori onorano i contratti già in essere, ma la firma di nuovi accordi è frenata dall’incertezza logistica. Gli acquirenti per il momento sono forti di scorte ancora adeguate ma se la situazione attuale dovesse protrarsi gli effetti per il prodotto nostrano potrebbero esserci.
A chiudere il quadro, i dati sui trasferimenti di risone (VEDI) fotografano la scarsa offerta delle ultime settimane, che porta a ritiri nettamente al di sotto della media. Nell’ultima settimana le movimentazioni si sono fermate a 23.329 tonnellate. Il dato cumulativo di campagna si attesta a 790.406 tonnellate, pari al 55% della disponibilità vendibile.
FEDELI FOTOGRAFA UN MERCATO SENZA OFFERTA
«Il tema è che non c’è merce in vendita», spiega senza giri di parole Cesare Fedeli, vicepresidente della Commissione prezzi in Granaria a Milano. «Per quanto riguarda il calo del gruppo Baldo credo sia passeggero, soprattutto per Cammeo. Nel mese di Ramadan la domanda turca, molto importante per questa varietà, cala e di conseguenza è calato l’interesse dei compratori. Ora che questa ricorrenza è finita penso che le cose torneranno alla situazione precedente. In relazione all’apprezzamento del gruppo Arborio e alla crescente domanda per alcuni comparti molto penalizzati durante la campagna, credo siano gli effetti dell’offerta pressoché nulla dell’ultima settimana.
I compratori cercano di tenere duro per il momento, confidando negli acquisti già fatti e nelle scorte. Tuttavia, se questa situazione si protrarrà penso che dovranno cedere sempre più alle richieste di apprezzamento dei risicoltori. Attualmente ciò sta avvenendo solo per i risi da interno, vedremo se avverrà anche per altri gruppi merceologici. Il contesto è in continuo divenire per questo è davvero difficile fare previsioni. Quel che è certo è che i noli stanno salendo, tutto il traffico marittimo globale sta risentendo delle tensioni nel Golfo Persico in termini di costo delle spedizioni». Una valutazione in linea con quanto emerge dai mercati internazionali, dove la strozzatura logistica nel Golfo pesa soprattutto sui nuovi contratti, mentre le spedizioni in corso procedono regolarmente. Autore: Ezio Bosso

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