IL CROLLO SI E’ FERMATO

ritiri

Si fermano i ribassi a Vercelli, dove il listino si mostra totalmente invariato nella seduta di martedì, privo anche degli allineamenti a quanto accaduto venerdì a Mortara per il gruppo Roma (LEGGI). Tale adeguamento viene al contrario accolto lunedì a Novara, dove si registrano diversi cali a listino, molti dei quali rappresentano un aggiornamento ai prezzi già praticati a Vercelli dalla settimana scorsa. Non mancano tuttavia alcune novità rispetto a quanto fin qui osservato nelle altre piazze, con nuovi minimi d’annata che interessano alcuni gruppi varietali.

NUOVI MINIMI A NOVARA

Nella sede novarese si raggiungono nella seduta di lunedì nuovi minimi per due gruppi varietali. Il gruppo S. Andrea/Gloria scende a 48 €/q lordi nella sola piazza di Novara, mentre nelle altre sedi rimane ancorato a 50 €/q lordi. Gli operatori segnalano tuttavia che gli scambi effettivi avvengono a prezzi ancora più contenuti, intorno ai 45 €/q lordi. Analogo scenario per il gruppo Baldo, che a Novara cede terreno fino a 47 €/q lordi ai massimi, valore indicativo per la varietà Cammeo; nonostante le altre borse continuino a quotarla 50 €/q lordi, il mediatore Paolo Ghisoni riferisce a mezzo Facebook che le trattative si concludono per lo più a 45 €/q lordi. Ai minimi del gruppo, le altre varietà vengono quotate 36 €/q lordi a Novara contro i 40 €/q lordi delle altre sedi, mentre sul mercato reale le contrattazioni si assesterebbero a 35 €/q lordi secondo quanto riferito dagli operatori.

Sul fronte dei tondi si registrano a Novara diversi cali ai valori minimi, una dinamica che potrebbe essere alimentata dall’ultimo sondaggio di semina, il quale propone una superficie investita in netta crescita per questo comparto. Tali ribassi non trovano riscontro a Vercelli, dove gli operatori confermano che, pur con una domanda meno vivace, gli scambi continuano ad attestarsi su 55 €/q lordi per la gran parte delle varietà. Fanno eccezione Selenio, che resiste a 65 €/q lordi, e Araldo, trattato a 53 €/q lordi. Per quanto riguarda le restanti varietà, le quotazioni risultano sostanzialmente allineate tra le due sedi in esame e, secondo gli operatori, rispecchiano i valori effettivamente ottenibili dai produttori allo scambio. La domanda viene descritta come debole ma non assente, con acquisti che proseguono senza slancio ma senza interruzioni.

ZANIN ASTALDI: «EQUILIBRI FRAGILI E MARGINI COMPRESSI»

«Sinceramente mi sembrano un po’ strani i prezzi», esordisce Adriano Zanini Astaldi, risicoltore e responsabile del settore riso di Anga – giovani di Confagricoltura. «Credo che in molti casi gli scambi si concludano a valutazioni inferiori al listino ma per il momento le commissioni preferiscono muoversi con prudenza, dopo i continui cali recenti. Riguardo alla pubblicazione del sondaggio semine, non sono in disaccordo con la previsione di un mantenimento dell’ettarato a riso rispetto alla scorsa campagna. Ciò in quanto in questo momento per gli agricoltori non ci sono alternative valide, agronomicamente e, soprattutto, economicamente. La soia ha un prezzo abbastanza insoddisfacente, il mais ha sempre meno margini e il grano in questa zona o si fa per l’acqua o non ha senso».

«Le riserie non sono il male, e sarebbe improprio generalizzare. Il punto, piuttosto, è riconoscere alcune dinamiche di filiera che meritano attenzione. Il segmento del lungo B presenta un equilibrio estremamente sensibile. Con rese nell’ordine dei 95–100 q/ha la sostenibilità aziendale può ancora reggere. Tuttavia, target produttivi così elevati rendono ancor maggior un rischio d’impresa già fortissimo nelle condizioni attuali. Il mercato interno evidenzia una volatilità che comprime i margini operativi. Quotazioni attorno a 55 €/q consentono una tenuta solo in condizioni di costo favorevoli. In generale, il comparto opera vicino al punto di pareggio, con margini di errore ridotti. Non è una congiuntura semplice e, diversamente dal passato, si intravedono poche alternative colturali capaci di assorbire eventuali shock di redditività.

A livello di rappresentanza, proseguono le interlocuzioni sui temi consueti, inclusi i flussi di importazione e gli strumenti di tutela. Il quadro decisionale, sempre più sovranazionale, richiede tempi lunghi e coordinamento europeo. La priorità resta rafforzare stabilità, trasparenza e resilienza economica dell’intera filiera risicola». Autore: Ezio Bosso

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