QUALCUNO CEDE

prezzi

I listini lombardi non si pronunciano, in un contesto di mercato che resta sostanzialmente invariato. A Milano i prezzi sono nominali e compaiono nuove voci non quotate, per tondi e Sant’ Andrea. A Mortara la commissione prezzi non si è riunita e non è stato emesso alcun listino. I trasferimenti continuano a procedere a rilento: nell’ultima rilevazione settimanale sono uscite dai magazzini dei produttori solo 19.173 tonnellate (VEDI).

PREZZI INVARIATI

Gli operatori aprono un flebile spiraglio, comunicando un lieve aumento nell’interesse per i lunghi A, sia da interno che da export. Tuttavia, i riferimenti allo scambio, pur considerando la difficoltà nell’individuarli in un mercato pressoché privo di contrattazioni, restano quelli espressi nell’analisi precedente (LEGGI). Nel dettaglio, partendo dalle note dolenti: 30 €/q lordi per Sunrose, 35 Diva/Ronaldo, 37 CL 007, 52 lunghi b, 55 Omega, 60 il gruppo Baldo e i tondi Centauro, Araldo e CL 18, 65 i gruppi Roma e Arborio, 70 Selenio, 75 i Similari di Carnaroli, 80 Carnaroli Classico. Valutazioni che scontentano in gran parte dei casi i risicoltori, soprattutto per quanto riguardo i risi di cui maggiormente dispongono.

Le poche compravendite, infatti, continuano a riguardare in primis i lunghi A in griglia Ribe. Per queste varietà la disponibilità trasferibile rappresenta il 33% del totale attuale (1 quintale su 3), mentre a inizio campagna la loro porzione era il 21% (1 su 5). Inoltre, nei sette giorni compresi tra il 9 ed il 15 luglio, per “Ribe e similari” sono state movimentate ben 5.366 tonnellate di risone, il valore più elevato per singolo comparto. Numeri che dimostrano quanto sia maggiormente presente questo gruppo varietale nei magazzini dei risicoltori rispetto agli altri in questo frangente.

TAGLI ALLA PAC 2028-2034

Molto trasferiti anche i risi medi. Alla voce “varie medio” del bollettino emesso da Ente Risi (che comprende Sunrose) salta all’occhio il 3,3% nella porzione di trasferito in una settimana rispetto al totale. Un ritmo che se valesse su tutte le varietà contemporaneamente porterebbe a collocare tutto il risone prodotto in Italia in 30 settimane. Ciò a dimostrazione di come, nonostante le recenti remunerazioni molto insoddisfacenti, sono molti i risicoltori che hanno dovuto cedere la proprio merce per necessità logistiche o economiche.

A complicare il quadro arrivano le decisioni dell’Unione Europea: il nuovo bilancio 2028-2034 riduce di 86 miliardi le risorse destinate all’agricoltura, passando da 386 a 300 miliardi, con l’accorpamento dei fondi per lo sviluppo rurale in un unico capitolo. Una manovra che, secondo Coldiretti Piemonte, mette a rischio la competitività del settore e il patrimonio agroalimentare del Paese. L’organizzazione ha definito la scelta un “disastro annunciato” e ha annunciato una mobilitazione permanente contro una politica che considera dannosa per biodiversità, tradizioni e redditività delle imprese agricole. Autore: Ezio Bosso

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