IL DRONE CHE BIOSTIMOLA 

droni
Nonostante i droni siano conosciuti ai più nella loro funzione di intrattenimento e di strumento per le riprese video dall’alto, la loro utilità va oltre questi ambiti. Essi infatti hanno trovato impiego, sebbene con ancora poca diffusione, anche in agricoltura.

RILEVAZIONI IN CAMPO

La loro capacità di effettuare rilevazioni delle coltivazioni dall’alto è infatti utilizzata per fare valutazioni delle coltivazioni in relazione alla presenza di malattie, infestanti o, principalmente, per rilevare le carenze di concimazioni nelle diverse aree.

Alcune ditte specializzate forniscono da qualche anno un servizio di rilevazioni delle necessità nutrizionali delle coltivazioni (principalmente riso) mediante una ripresa con droni dotati di speciali apparecchiature che consentono di valutare le carenze nutrizionali (in particolare azoto) nelle varie zone del campo. In questo modo viene realizzata una “mappa di prescrizione” che indica in quali aree è necessario somministrare più o meno concime per raggiungere la perfetta curva di sviluppo della coltivata. Ovviamente ogni coltivazione o varietà di riso ha una propria curva di necessità nutrizionali che è necessario conoscere per consigliare il giusto impiego di nutritivi. Una volta realizzata mediante la rilevazione del drone la “mappa di prescrizione”, la stessa viene inserita in uno spandiconcime “a reteo variabile”, cioè dotato di un sistema informatico che legge la mappa e regola automaticamente la distribuzione. Questa avviene quindi con metodi “tradizionali” e solo la rilevazione delle necessità nutrizionali è effettuata con il drone.

DRONI CON PROGRAMMA DI LOCALIZZAZIONE GPS

Alcune aziende utilizzano, invece, droni dotati di un programma di localizzazione predefinito. In pratica il drone raggiunge in autonomia determinati punti identificati tramite sistema GPS e pre-caricati nel sistema. Mediante la telecamera registra la situazione dei punti indicati e, al rientro in azienda, è possibile per l’agricoltore verificare la situazione in campo senza muoversi. Nel caso di aziende risicole, questo risulta molto utile per il controllo dell’acqua nelle diverse camere. Il cosiddetto “giro dell’acqua” rappresenta una delle attività quotidiane dei risicoltori durante il periodo estivo e, specie nel periodo molto caldo o per agricoltori non più giovanissimi, rappresenta un lavoro impegnativo. In questo modo il risicoltore è in grado di limitare il suo intervento ai casi in cui è veramente necessario, riducendo il proprio impegno.

Tuttavia la disponibilità di droni sempre più perfezionati rende l’impiego più logico per queste macchine così particolari quello della distribuzione di prodotti chimici in autonomia.

Come già riferito, una volta programmati, i droni sono in grado di raggiungere da soli qualunque punto geo-localizzato, quindi di effettuare la distribuzione di semente (alcuni sementieri hanno effettuato recentemente sperimentazioni in questo senso), concimi o prodotti antiparassitari.

NORMATIVA

La normativa che regola la distribuzione di fitopresidi mediante mezzi aerei risale al 2009: Direttiva EU 2009/128/CE.

In particolare all’art. 9 commi 1 e 2 si legge: l’irrorazione aerea di prodotti fitosanitari deve essere vietata in ogni stato membro ma sono consentite deroghe nei casi in cui siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  • non ci siano alternative praticabili;
  • pesticidi utilizzati devono essere esplicitamente approvati per l’impiego con mezzo aereo dai singoli stati membri;
  • droni siano equipaggiati con la miglior tecnologia disponibile per ridurre la dispersione dei prodotti.

Questo apre alla possibilità di impiego dei droni. In Italia la direttiva EU viene recepita dal decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012 che istituisce, tra le altre cose il PAN (piano di azione nazionale per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari). LEGGI QUI.

PIANO DI AZIONE NAZIONALE

All’interno del PAN sono indicate chiaramente le procedure per la richiesta di deroghe per l’utilizzo dei droni. Tuttavia la procedura di autorizzazione risulta lunga e complessa inadatta ai tempi di intervento per il contenimento dei parassiti (basti pensare che occorre chiedere l’autorizzazione tre mesi prima dell’impiego). Lo stesso PAN incita alla sperimentazione dei droni.

In prima linea oggi sono le Regioni Lombardia, Piemonte ed altre che hanno già previsto per il 2025 alcune prove sperimentali anche nel settore del riso. LEGGI.

Ci sono comunque alcune sostanze che già ora possono essere distribuite con i droni come i prodotti biologici, biostimolanti, concimi fogliari o insetti utili come sostenuto all’interno di un articolo pubblicato su AgroNotizie dello scorso anno da Paolo Marras, General Manager di una nota ditta del settore, intervistato sull’argomento. LEGGI.

SPERIMENTAZIONE IN CAMPO PRESSO CASCINA BOSCO DI NICORVO

Utilizzando tali deroghe si è svolta venerdì 6 giugno 2025 organizzata dalle ditte Marsilea e Sfera una sperimentazione divulgativa in campo. L’obiettivo era la distribuzione mediante drone di alcuni biostimolanti presso la cascina Bosco di Nicorvo – PV.

Carlo Caccia di Sfera ha dichiarato:« I nostri prodotti stimolano l’attività fisiologica della pianta aumentando lo sviluppo delle radici e la fioritura, se impiegati tardivamente, migliorando la salute della pianta».

Il trattamento è stato effettuato su risi varietà Carnaroli e Baldo biologici coltivati con la tecnica della “pacciamatura a verde”. Il drone utilizzato era stato messo a disposizione da una ditta specializzata e si trattava di un “esacottero” del peso a pieno carico di 66,5 kg di cui 30 kg di carico utile, completamente autonomo nella distribuzione. La macchina era in grado di trattare 6 metri di larghezza per ogni “barrata”, aveva una autonomia di 1 ettaro per ogni volo e una velocità di avanzamento di 4 metri al secondo.

Ad esaurimento delle batterie o svuotamento del serbatoio del prodotto la macchina atterra automaticamente al punto di decollo. Il drone può essere utilizzato anche in modalità manuale. Prima di iniziare il trattamento è necessario effettuare una “mappatura” del campo. La mappatura può essere riutilizzata per trattamenti successivi. Da sottolineare che i “vortici di aria” generati dai rotori del drone aiutano la dispersione delle goccioline di prodotto, favorendo il loro assorbimento da parte delle piante.

RESTANO GLI OSTACOLI LEGISLATIVI

All’incontro hanno partecipato numerosi risicoltori e tecnici del settore riso, apprezzando come l’impiego “agricolo” dei droni consenta di distribuire in modo ottimale gli output senza la necessità di entrare nei campi con trattrici, ma standosene comodamente a bordo campo a rifornire il drone quando necessario.

La prova ha dimostrato la fattibilità di una distribuzione di prodotti in pieno campo. Rimangono però da rimuove gli ostacoli legislativi che ne impedisco l’utilizzo su larga scala e in particolare:

  • uno snellimento delle procedure burocratiche per l’autorizzazione;
  • la registrazione di fitopresidi già in uso con mezzi tradizionali per l’utilizzo con il drone (al momento non ne esistono).

IL COMMENTO DI GRAZIANO BRUSCAGIN

Graziano Bruscagin, coordinatore dei tecnici della ditta Satollini SPA di Vigevano sostiene: «L’esperienza con i droni è tutta da costruire. Non escludo che, con l’introduzione di prodotti chimici specifici per questo impiego, il drone possa rappresentare una forma di distribuzione alternativa ai metodi tradizionali».

Rimossi questi ostacoli sarà forse possibile sostituire i trattori con i droni? Solo il tempo potrà rispondere a questa domanda. Autore: Franco Sciorati

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