VIETNAM E MYANMAR STRONCANO L’EXPORT INDIANO

Cambia la geografia economica del riso in Asia. Anche la Cina sta vendendo molto

Le esportazioni di riso dell’India in aprile-maggio sono scese del 30% rispetto ad un anno fa, passando a 1,58 milioni di tonnellate: lo riferisce l’agenzia Reuters. Le spedizioni di riso non basmati sono scese di oltre il 50% a 711.837 tonnellate, secondo i dati compilati dall’Autorità per lo sviluppo delle esportazioni di prodotti alimentari agricoli e trasformati. Le spedizioni di riso bianco dall’India si sono quasi fermate del tutto, dal momento che Vietnam e Myanmar offrono oltre 30 dollari per tonnellata di sconto rispetto ai prezzi indiani. 

Nel settore del riso parboiled, l’India ha cercato di competere con la Thailandia ma non ha potuto ridurre i prezzi all’esportazione, ha dichiarato Himanshu Agarwal, direttore esecutivo di Satyam Balajee, il più grande esportatore di riso dell’India. Gli acquisti di riso da parte dei governi centrali e statali hanno innalzato i prezzi di mercato, rendendo difficile per gli esportatori competere proficuamente sul mercato mondiale, ha affermato Agarwal. Nel 2018 lo stato centrale di Chhattisgarh, uno dei principali produttori di riso, ha aumentato il prezzo d’acquisto minimo a 2.500 rupie ($ 36,20) per 100 kg nel 2018, da 1.750 rupie, con un salto del 43%. Gli esportatori indiani hanno affermato che a concorrere a questo quadro è anche l’aggressiva liquidazione delle vecchie scorte da parte della Cina, il più grande produttore mondiale di riso, decisione che ha colpito anche le esportazioni indiane. «La Cina sta esportando un’enorme quantità di riso ormai datato nei mercati africani. Essendo l’Africa un cliente importante, i volumi sono notevolmente diminuiti dall’India», ha affermato Agarwal

Le esportazioni indiane di riso probabilmente scenderanno al loro livello più basso in sette anni, affermano i funzionari del settore: la domanda indebolita da parte dei paesi africani pesa e i costi di spedizione assorbono l’assenza di incentivi governativi a supporto delle vendite precedenti. Le minori spedizioni dall’India, quindi, potrebbero incentivare paesi concorrenti come il Vietnam e il Myanmar ad aumentare le loro esportazioni, secondo quanto riferiscono gli esportatori indiani. Ma potrebbero anche costringere il governo del Primo Ministro Narendra Modi ad aumentare gli acquisti diretti dagli agricoltori, anche se è si lotta ancota per liquidare le scorte dell’anno scorso. «Le scorte sono state accumulate a causa dell’Africa”, ha dichiarato Nitin Gupta, vicepresidente del settore del riso di Olam India. «Molta domanda indiana è stata dirottata su Myanmar e Cina poiché i prezzi indiani in quell’area sono fuori mercato».

Il Paese potrebbe esportare da 10 a 11 milioni di tonnellate di riso nell’anno fiscale 2019/20 iniziato il 1 aprile, ha affermato Gupta: l’India ha esportato 11,95 milioni di tonnellate di riso nel 2018/19 fino al 31 marzo, in calo del 7,2% rispetto ai 12 mesi precedenti, anche se il Paese ha fornito incentivi per le esportazioni di riso non basmati per quattro mesi. Il paese esporta riso non basmati principalmente in Bangladesh, Nepal, Benin e Senegal e riso basmati in Iran, Arabia Saudita e Iraq. Nelle esportazioni di riso basmati, l’India compete con il Pakistan, mentre nelle esportazioni di riso non basmati i concorrenti sono la Tailandia, il Vietnam e il Myanmar. Gli incentivi del governo per le esportazioni erano temporanei e sospesi il 25 marzo, ha affermato B V Krishna Rao, presidente della Rice Exporters Association (REA). «L’incentivo deve essere ripristinato rapidamente, ha detto, altrimenti quest’anno potrebbe esserci un forte calo delle esportazioni». Autore: Luciano Pellegrini

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