Il Canale Cavour celebra il suo glorioso passato guardando al presente e al futuro. Nato per derivare le acque del Po e irrigare tre grandi comprensori – Vercellese, basso Novarese e Lomellina – il canale, lungo 85 chilometri da Chivasso a Galliate, ha portato nel tempo sviluppo economico, biodiversità e benessere. Una ricchezza inestimabile per il territorio, festeggiata domenica 12 aprile proprio nell’edificio di presa di Chivasso, in occasione dei 160 anni dall’inaugurazione.
Alla cerimonia hanno partecipato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, sindaci e amministratori delle province interessate, accolti dal presidente dell’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia Stefano Bondesan (nella foto) e dal commissario straordinario dell’Associazione Irrigazione Est Sesia Ettore Fanfani, che gestiscono per conto della Regione Piemonte i corsi d’acqua della Coutenza Canali Cavour. Gli interventi, coordinati dal caporedattore Economia del Corriere della Sera Nicola Saldutti, sono stati intervallati dagli intermezzi teatrali di Lucilla Giagnoni.
A raccontare la grandezza dell’opera sono innanzitutto i numeri. Realizzato in soli tre anni, dal 1° giugno 1863 al 12 aprile 1866, il Canale Cavour impiegò 14.000 operai, 300 carri di sterro, 28 chilometri di binari di servizio e 76 fornaci. La portata raggiunge i 110 metri cubi al secondo, permettendo di irrigare 127.000 ettari di terreni. L’infrastruttura conta inoltre sei chilometri in rilevato, 27 rettilinei, 36 curve, 62 ponti-canale e 210 sifoni, per un servizio attivo da oltre 58.400 giorni senza interruzioni.
INFRASTRTTURA DETERMINANTE PER LA RISICOLTURA ITALIANA
Oggi il Canale Cavour è considerato una delle più importanti opere di ingegneria idraulica in Europa: un’infrastruttura sostenibile e strategica per l’economia del principale distretto risicolo europeo. Attraversa inoltre una delle più rare aree umide del continente, habitat prezioso per numerose specie protette. Una realtà di eccellenza che richiede però manutenzioni costanti, impossibili da sostenere economicamente dalla sola Coutenza.
MEMORIA E INNOVAZIONE
Ad aprire gli interventi è stato il sindaco di Chivasso Claudio Castello, che ha sottolineato «l’importanza di unire storia e futuro, memoria e innovazione, sotto il segno dell’acqua, linfa vitale per il territorio». A seguire Jacopo Suppo, vicesindaco della Città metropolitana di Torino. Il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino ha definito il Canale Cavour «uno dei simboli dell’agricoltura italiana e dell’Unità d’Italia, un ponte tra Torino e Milano nel cuore del più grande territorio risicolo d’Europa», evidenziando anche il ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Il presidente della Provincia di Novara Marco Caccia ha infine annunciato la chiusura delle celebrazioni il 20 settembre a Galliate.
CIRIO SUL DEFLUSSO ECOLOGICO
La presenza del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha conferito ulteriore rilievo all’evento. Nel suo intervento ha richiamato le difficoltà che oggi incontrerebbe un’opera simile e le sfide normative europee, in particolare sul tema del deflusso ecologico. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha invece ricordato il valore storico e strategico del Canale Cavour: “Celebriamo una visione nata 160 anni fa e la capacità di realizzare opere fondamentali per lo sviluppo del territorio”. Ha inoltre sottolineato come il canale sia uno dei motori della ricchezza dei 300.000 ettari gestiti da Ovest Sesia ed Est Sesia.
PRESA DI CHIVASSO
Ettore Fanfani ha posto l’attenzione sull’edificio di presa di Chivasso, cuore del sistema: «Da qui nasce un’arteria unica al mondo, un sistema virtuoso che alimenta un ‘ghiacciaio verde’. Il Canale Cavour non è solo produzione agricola, ma anche gestione idrogeologica, restituzione delle acque ed energia idroelettrica. Va tutelato, forse più del Po».
Articolato l’intervento di Stefano Bondesan, che ha ringraziato dipendenti per il lavoro svolto quotidianamente e Regione Piemonte per lo stanziamento di 350.000 euro destinati al ripristino dell’alveo della Dora e alla messa in sicurezza del pontecanale. «Cavour comprese che irrigare significava sviluppo e rafforzamento dello Stato – ha ricordato –. Oggi il canale garantisce la più importante produzione risicola d’Europa, oltre a biodiversità e paesaggio». Bondesan ha però evidenziato la necessità di interventi straordinari, oggi sostituiti da una manutenzione ordinaria, e ha illustrato i progetti in corso con il Politecnico di Torino e il programma Cycling Waterways, dedicato alla mobilità sostenibile lungo i canali.
In chiusura, il presidente nazionale Anbi Francesco Vincenzi ha lanciato un appello: «Dobbiamo recuperare la cultura dell’acqua e smettere di dare tutto per scontato. Servono nuovi invasi e meno ideologia nella gestione delle risorse idriche».
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