In Thailandia, i prezzi sono diminuiti sensibilmente del 5% a causa dell’abbondante offerta interna e della debolezza del baht rispetto al dollaro. Attualmente la domanda africana e mediorientale è relativamente debole, mentre Vietnam e India continuano a esercitare una forte concorrenza. In settembre, le esportazioni thailandesi sono tuttavia leggermente aumentate a 764.000 tonnellate contro 739.000 tonnellate in agosto, ma restano ancora in ritardo del 22% rispetto al 2024 nello stesso periodo. Nel 2025, le vendite estere potrebbero salire a 8,2 milioni di tonnellate contro 10 milioni di tonnellate nel 2024. In ottobre, il prezzo del riso thai 100% B ha registrato una media di 346 dollari la tonnellata contro 366 dollari la tonnellata in settembre. Il riso thai parboiled è stato scambiato a 349 dollari la tonnellata contro 365 dollari la tonnellata precedenti. Le rotture A1 Super, invece, sono rimaste relativamente stabili a 319 dollari la tonnellata contro 320 dollari la tonnellata. All’inizio di novembre, i prezzi thailandesi si sono mantenuti stabili. Lo conferma la nota congiunturale realizzata da Patricio Méndez del Villar (Cirad), diffusa in quattro lingue: francese (Osiriz), spagnolo (InfoArroz), inglese (InterRice) e portoghese (InterArroz).
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