TEST ANTIGIAVONE DELL’ENTE RISI

Uno studio condotto nel 2019 su tre erbicidi e diversi trattamenti

Nel 2019 Ente Nazionale Risi ha avviato uno studio per comprendere il ciclo biologico dei giavoni ad emergenza tardiva e individuare le strategie di controllo, in particolare con erbicidi residuali che agiscono in maniera preventiva e paiono efficaci nella gestione delle infestanti annuali, graminacee e dicotiledoni, incluse le popolazioni poco sensibili o resistenti agli altri meccanismi d’azione oggi in commercio, come sottolinea Eleonora Miniotti su Il Risicoltore in distribuzione postale in questi giorni. Sintetizzando i risultati, si può dire innanzi tutto che la prova in semina in acqua è stata condotta presso un campo del comune di Lamporo (VC) con Selenio. La prova di diserbo ha valutato due erbicidi residuali, Sirtaki (principio attivo clomazone) e Rifit EC 500 (principio attivo pretilaclor), applicati in trattamenti di postemergenza allo stadio di 2 foglie (Timing A) o di 4 foglie del riso (Timing B).

A Stroppiana (VC) è stata, invece, condotta la prova in semina interrata con Ecco51. In questo caso gli erbicidi residuali valutati sono stati Stomp Aqua (pendimethalin), Sirtaki (clomazone) e Rifit EC 500 (pretilaclor), con applicazioni in fase di pre-emergenza (timing A) e post-emergenza (timing B), avvenuta prima della sommersione del campo. (segue)

In entrambi i campi vi era una presenza importante di gia voni di “biotipo” bianco ri conducibili alla specie Echi nochloa hispidula (Retz. Nees ex Royle.Le piogge cadute dopo i trattamenti in pre-emergenza nella prova in semina interrata hanno favorito gli erbicidi residuali, che sono riusciti a controllare l’iniziale sviluppo dell’infestante all’85%. I trattamenti hanno perso di efficacia nel corso della stagione colturale, quando la residualità dei principi attivi applicati non è più riuscita a contrastarne la crescita. Le applicazioni di Stomp Aqua, Sirtaki e Rifit EC 500 nel trattamento di postemergenza, invece, hanno permesso di controllare solo parzialmente lo sviluppo del giavone ma gli erbicidi hanno co- munque mostrato un leggero effetto residuale nel tempo. Nella prova in semina interrata si conferma, quindi, l’importanza dell’applicazione di pre-emergenza nel controllo dei giavoni in risaia. (segue)

Nella prova in semina in acqua il particolare andamento climatico registrato in primavera ha causato ritardinella realizzazione degli in- terventi colturali e nell’applicazione dei prodotti fito- sanitari, che hanno perso parte della loro efficacia erbicida. Il primo rilievo effettuato in seguito al trattamento di post-emergenza a 2 foglie del riso ha mostrato una miglior percentuale di controllo da parte di Rifit EC 500 (71.7%) rispetto a Sirtaki (65.0%), statisticamente differenti tra loro. In questo caso, quindi, l’applicazione di erbicidi residuali in post-emergenza si dimostra utile per il controllo dei giavoni germinati in mo- do scalare e tardivo: in particolar modo, la sperimentazione indica come sia più opportuna un’applicazione anticipata allo stadio di 2 foglie del riso, in quanto questa scelta consentirebbe agl erbicidi di esprimere in modo migliore il loro effetto residuale.

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