L’UNASA (Unione Nazionale delle Accademie di Scienze applicate allo sviluppo dell’Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare ed alla Tutela Ambientale) ha aperto l’Anno Accademico 2026-27 con il Convegno “La tutela delle invenzioni vegetali nell’era delle tecnologie di evoluzione assistita”, prima occasione di confronto dopo l’approvazione da parte dell’europarlamento del nuovo Regolamento sull’innovazione genetica del 17 giugno scorso.
Il convegno si è svolto il 1° luglio a Firenze presso l’Accademia dei Georgofili, suddiviso in una sessione tecnico-scientifica. Qui sono illustrate potenzialità, vicissitudini e realizzazioni della ricerca e sperimentazione sulle nuove biotecnologie, ed una tecnico-giuridica, per esplorare i possibili sviluppi e ptoblemi legali derivanti dal nuovo quadro normativo.
PRESENTI TUTTI GLI ISTITUZIONALI
Ad aprire i lavori il Presidente dei Georgofili Massimo Vincenzini, quello dell’UNASA Simone Orlandini e quelli della SIGA (Società Italiana di Genetica Agraria) Stefania Masci e della SIB (Società Italiana Brevetti) Fabrizio de Benedetti. I rappresentanti istituzionali hanno manifestato l’unanime soddisfazione della comunità scientifica, del mondo accademico, professionale ed imprenditoriale per l’apertura all’innovazione che verrebbe consentita dal nuovo regolamento.
UNA VITTORIA DI VITTORIA
Il risultato premia la determinazione e la costanza di chi, come Vittoria Brambilla del DISAA dell’Università di Milano ha intrapreso la strada della ricerca per migliorare resilienza e prestazioni delle piante coltivate attraverso le nuove biotecnologie, le cui potenzialità sono state riconosciute a livello mondaile con l’attribuzione del Nobel alle scienziate Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna.
Vittoria Brambilla ha ripercorso, con il contagioso entusiasmo che la caratterizza, le tappe della sperimentazione su riso resistente al Brusone, con le relative vicissitudini, le traversie burocratiche, le vandalizzazioni e la paura degli “ecoterroristi”, ma anche la collaborazione dei ricercatori, dei tecnici e degli agricoltori per cercare di ottenere un risultato che ora appare molto più vicino.
L’IMPEGNO FONDAMENTALE DELLE ACCADEMIE
Silvio Salvi, Enrico Gennaro e Paolo Storchi (rispettivamente per l’Accademia Nazionale di Agricoltura di Bologna, per l’Accademia di Agricoltura di Torino e per l’Accademia Italiana della Vite e del Vino) hanno illustrato quanto realizzato e programmato dalle rispettive istituzioni per il supporto alle nuove biotecnologie nell’ambito dell’attività coordinata dall’UNASA.
Una attività che Flavio Barozzi (nella foto), Presidente della Società Agraria di Lombardia, ha illustrato nel dettaglio, ricordando il ruolo fondamentale delle istituzioni accademiche e culturali come luoghi in cui produrre e diffondere cultura, integrare multidisciplinarietà, affrontare dibattiti liberi ed aperti, senza pregiudizi e condizionamenti. Per questo secondo Barozzi occorre riaffermare con “…pacata fermezza il valore di laica umiltà…” del metodo scientifico e ricordare che i sistemi storicamente più efficienti non sono quelli “chiusi”, ma quelli liberi e capaci di integrare conoscenze, competenze ed informazioni in modo intelligente.
LA FUNZIONE DELLA COMUNICAZIONE
Per Andrea Sonnino, Presidente della FIDAF (Federazione Italiana dei Dottori in Scienze Agrarie e Forestali), la funzione della comunicazione è essenziale. Bisogna superare la “logica della paura” che caratterizza le posizioni antiscientifiche e pseudoambientaliste, ostacolando la strada della intensificazione sostenibile, l’unica praticabile per assicurare all’umanità cibo sufficiente e sicuro a fronte di risorse limitate e non riproducibili.
Ma non bisogna cadere nella trappola della contrapposizione, in cui chi punta sulla paura grida sempre più forte e rischia di ottenere maggiore ascolto anche a dispetto della realtà. Mai rincorrere poi il “cavallo di Gish”, ovvero quella tecnica scorretta consistente nel seppellire l’avversario con un numero enorme di bugie, mezze verità o argomenti confusi tutti insieme, che purtroppo caratterizza gran parte delle discussioni sui temi dell’agricoltura.
SUL FRONTE LEGGE SI APRE UN UNIVERSO
Il nuovo quadro normativo potrebbe aprire un universo di discussioni in ambito giuridico, che la sessione pomeridiana ha cercato di affrontare. Con l’approvazione del Regolamento europeo sulle TEA, che comunque è già oggi aperto a revisioni “in corso d’opera”, sul fronte della proprietà intellettuale continueranno a esistere i brevetti delle varietà, ma si affiancheranno nuovi strumenti di “Soft Law” (orientamenti, indicazioni e codici di condotta) per tutti gli stakeholders.
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