IL SOMMERSO NON CONVIENE

colature

Come succede ormai da qualche anno anche la primavera del 2026 è da considerarsi “anomala”, anche se i cambiamenti climatici hanno reso l’anomalia la regola. La stagione primaverile 2026 sembra essere caratterizzata per il momento da precipitazioni scarse o localizzate in brevi periodi, presenza quasi costante del vento e temperature insolitamente basse, intervallate da giornate calde e quasi afose.

In questo contesto climatico scegliere quando e come seminare non è affatto facile. Anche perché i consorzi, dal Muzza ad Est Sesia, hanno già chiarito che difficilmente avranno tutta l’acqua che serve alla campagna irrigua che si prospetta di fronte a noi. (Sai come difenderti?)

RITARDO SEMINE E ASCIUTTA

Facendo un giro nelle aree di coltivazione del riso sembrano evidenziarsi due scelte dei risicoltori: il ritardo delle semine e la preferenza della tecnica della semina interrata a file e successiva sommersione. Le motivazioni delle due scelte sono dettata dalla speranza che seminando a maggio le temperature si alzino e dalla maggiore probabilità di germinazione del risone che la semina “in asciutta” garantisce.

BUON INVESTIMENTO DI PARTENZA: SERVE BAGNATURA

La decisione non appare priva di logica e ha, quando si è provveduto ad una bagnatura dei campi per fornire l’umidità necessaria ai semi, risolto il primo dei problemi dei risicoltori: ottenere un buon investimento. Tuttavia, le pratiche agronomiche adottate e l’andamento climatico hanno forzatamente creato non poche preoccupazioni circa l’approvvigionamento idrico dei mesi seguenti. Riso italiano si è diffusamente occupato di questi problemi in diversi articoli che fanno il punto della situazione delle scorte idriche alla data odierna in previsione della prossima campagna.

Link – https://risoitaliano.eu/maggio-estremo/

Link – https://risoitaliano.eu/sommersione-servono-strategie-e-infrastrutture/

Analizzando i dati forniti dall’ARPA Lombardia, che emette un bollettino settimanale facilmente consultabile tramite il suo sito, la situazione degli approvvigionamenti di acqua di irrigazione appare poco rassicurante.

Link – https://starpaumbracoprdprd.blob.core.windows.net/bollettini/archivio/idror/bollettino/bollettino.pdf?638252216876286705

FOCUS LOMELLINA

Come sappiamo la zona di maggior carenza idrica per l’areale risicolo è rappresentata dalla Lomellina e dalla zona risicola della provincia di Novara che l’ARPA fa ricadere nel Bacino del Toce- Ticino-Verbano (Vedi illustrazione).

BOLLETTINO ALLARMANTE

Come riportato nel bollettino, nonostante i miglioramenti delle ultime settimane, gli accumuli di acqua di riserva nelle varie forme risultano gravemente inferiori alla media degli scorsi anni. Tutte le principali riserve di acqua, ossia manto nevoso, lago maggiore e bacini idroelettrici, sono a livelli molto inferiori alla media degli ultimi 10 anni, addirittura – 28% nel complesso. L’unica buona notizia è rilevabile nell’articolo di Alberto Lasagna che riporta un leggero aumento della falda freatica in Lomellina rispetto allo scorso anno.

Un vecchio proverbio dice che: «il buon giorno si vede dal mattino» e se questo è vero si preannuncia un’altra estate di grande lavoro per i distretti irrigui, in particolare per Est Sesia, da sempre il più esposto alle carenze idriche.

INNALZAMENTO LAGO MAGGIORE

Tuttavia un’altra buona notizia è l’approvazione dell’innalzamento delle acque del Lago Maggiore fino a 1,40 metri, sul livello di soglia che porterà ad un incremento dei metri cubi a disposizione tra i 20 e i 30 milioni. La decisione è stata presa al termine della Conferenza Istituzionale Permanente ed è il frutto dell'accordo e della concertazione coordinata dall'Autorità di Bacino del Fiume Po, insieme alle Regioni Piemonte e Lombardia, Consorzio del Ticino, Organismo bilaterale Italia-Svizzera e molteplici portatori di interesse coinvolti.

Link – https://risoitaliano.eu/lago-maggiore-15/

Questo provvedimento, in vigore per la prima volta e da alcuni contestato, consentirà di accumulare una maggiore quantità di acqua nella riserva disponibile da impiegare nel mese di luglio, tradizionalmente il mese con maggior richiesta di irrigazione.

Ma cosa ne pensano i risicoltori?

LA PAROLA AI RISICOLTORI

Giuseppe Zanzola, risicoltore di Cerano – NO afferma :«data la superficie da irrigare e la situazione delle scorte di acqua, se non ci saranno precipitazioni estive abbondanti, potrebbero esserci dei problemi di approvvigionamento». «Le scelte sul come e cosa coltivare dipendono dai singoli risicoltori ma, quando ci sono problemi di mancanza d’acqua, le stesse ricadono su di tutti e di questo bisognerebbe tenere conto nelle proprie decisioni».

La conferma delle preoccupazioni viene da Paolo Carrà risicoltore di Vercelli – VC: «la mia scelta è stata quella di seminare riso “in acqua” data la grande disponibilità della stessa. Tuttavia anche nel Vercellese quest’anno la tecnica della semina interrata a file ha avuto un aumento di superficie. Questo non può che generare preoccupazione a causa della richiesta di grandi volumi nel mese di giugno quando sarà necessario allagare tante risaie che sono rimaste in asciutta per lungo tempo».

Anche Marco Sala, risicoltore di Giussago – MI afferma:«Il nostro distretto irriguo aveva annunciato che le scorte di acqua non erano sufficienti per tutta la stagione. Poi ci sono state alcune piogge e nevicate che hanno migliorato la situazione» « Per superare l’estate sarà comunque necessario che si verifichi un temporale nel momento opportuno» Conclude Sala:«nella zona di Milano hanno costruito numerosi Data Center che dispongono di grandi pozzi. Vedremo se questo prelievo importante dalla falda sarà positivo o negativo per l’approvvigionamento idrico».

Da ultimo Riccardo Braggio, risicoltore di Zeme Lomellina afferma: «in questo periodo non ci sono problemi di approvvigionamento idrico. Vedremo nel continuo della stagione, quando le richieste forzatamente aumenteranno. Ripongo qualche speranza nell’innalzamento del lago Maggiore che potrebbe accumulare scorte immediatamente utilizzabili e che potrebbero essere decisive per i momenti di criticità».

CONCLUSIONI

I cambiamenti climatici, ormai evidenti, provocano stagioni sempre meno favorevoli alle coltivazioni. Pertanto diventa necessario prendere provvedimenti per accumulare riserve idriche quando possibile e impiegarle quando necessario. Rimane sempre valido l’aiuto “esterno” del “temporale al momento giusto” che purtroppo non è prevedibile o prenotabile. Autore: Franco Sciorati

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