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NEODIRETTORE CIA LOMBARDIA: CHE FINE HA FATTO IL PSR?

da | 15 Giu 2015 | NEWS

Paola Santeramo 001 lightPaola Santeramo è il nuovo direttore regionale di Cia Lombardia. Succede a Massimo Benolli. Oltre alla carica di direttore regionale, Paola Santeramo (foto piccola) mantiene il  ruolo di direttore di Cia Città metropolitana di Milano – Lodi – Monza e  Brianza. «L’obiettivo principale del mio mandato sarà quello di attuare servizi  sempre più adeguati alle sfide future che attendono le aziende agricole associate», ha dichiarato il nuovo direttore regionale. «Con la nuova Pac, che complessivamente conferirà meno risorse rispetto al passato, sarà sempre più necessario assistere le aziende agricole affinché  puntino sulla qualità, migliorando e innovando le produzioni con  interventi mirati. La tutela del reddito degli agricoltori resta la priorità principale. Strategico dovrà essere poi il nostro  supporto alle imprese, per quanto concerne l’espletamento degli oneri  burocratici, sempre più complessi. Emblematica da questo punto di vista è stata la vicenda SisCo, il nuovo sistema operativo predisposto da Regione Lombardia con l’obiettivo di sostituire il Siarl, che ancora non  è entrato a regime. Rileviamo che lo sforzo congiunto tra Lispa e Caa ha portato a un progressivo miglioramento del sistema, sebbene non ancora soddisfacente rispetto ai bisogni degli utenti. Le funzioni sinora attivate a SisCo appaiono infatti non pienamente conformi alla necessità della gestione massiva di numerose aziende da parte dei CAA. La  situazione ha creato notevoli difficoltà operative per l’inserimento delle pratiche, a scapito delle aziende associate, che hanno subito ritardi nella loro attività imprenditoriale». Ma non è tutto: «attendiamo, ha concluso il direttore di Cia Lombardia, l’avvio  delle misure del nuovo Psr 2015-2020. Le aziende hanno bisogno come ossigeno di queste risorse. Positiva da questo punto di vista  l’emissione da parte di Regione Lombardia dei bandi per biologico e zone  svantaggiate montagna, pur con delle scadenze troppo ravvicinate, che  rischiano di impedire alle aziende di programmare le attività necessarie  per accedere ai finanziamenti. Ci auguriamo che l’Unione Europea dia al  più presto il via libera per attuare la complessiva programmazione». (14.06.2015)

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