PRONTO SOCCORSO PER L’AGRITURISMO

Misure del governo e delle regioni per il comparto in crisi
Risaia (foto Carlo Minoia)

Pronto soccorso per agriturismi. Iniziano ad arrivare alcune misure tampone per l’emergenza Covid 19. Dopo aver raggiunto la cifra record di 13,4 milioni di presenze in agriturismo nel 2018, il comparto si è trovato di fronte ad una crisi che non ha precedenti: le stime Ismea evidenziano per il 2020 una perdita complessiva per il settore di circa 970 milioni di euro, pari al 65% del fatturato, frutto, in primo luogo, del tracollo della domanda internazionale. A questo si aggiungono la caduta della domanda interna dovuta al lockdown, che ha azzerato le presenze nel periodo Pasquale e per i ponti del 25 aprile e del primo maggio, ma anche i mancati incassi derivanti dalla cancellazione delle visite nei 1500 agriturismi che sono anche fattorie didattiche. (LEGGI L’INTERVISTA AL PRESIDENTE DI TERRANOSTRA LOMBARDIA)

Contributo piemontese

Per questo, la Regione Piemonte ha annunciato, attraverso il presidente della giunta regionale Alberto Cirio, lo stanziamento di un contributo regionale a fondo perduto di €2500 per le oltre 1300 aziende agrituristiche del Piemonte. L’obiettivo è quello di erogare le risorse nel più breve tempo possibile e per questo motivo le aziende interessate saranno direttamente contattate tramite PEC dalla Regione. Tra le novità per gli agriturismi vi è inoltre il riconoscimento del portale del Mipaaf quale unica piattaforma informatizzata per la presentazione dell’istruttoria delle domande per la richiesta del marchio nazionale dell’agriturismo e per la classificazione delle strutture aziendali, con nuova procedura accessibile a partire dal 15 aprile. Tutte le aziende agrituristiche devono utilizzare il marchio nazionale dell’agriturismo e gli agriturismi che offrono alloggio devono procedere alla classificazione dell’offerta aziendale. Tutte le aziende agrituristiche devono dotarsi del marchio nazionale Agriturismo Italia e le aziende che offrono il servizio di alloggio devono dotarsi della classificazione dei “Girasoli camuni”.

Delivery e take away in Lombardia

La Regione Lombardia ha annunciato la possibilità per gli agriturismi di praticare il servizio di asporto, da attuarsi a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio Regionale: servizio di asporto e consegna a domicilio come servizio stabile, unitamente ad interventi anti burocrazia per dare respiro al settore.

Apertura per clienti “autorizzati”

Soprattutto, in questi giorni il Consiglio dei Ministri ha pubblicato un chiarimento a proposito di alberghi, bed & breakfast ed altre strutture ricettive: questi “possono proseguire la loro attività”, anche se per ora “esclusivamente per le persone autorizzate a spostarsi secondo le normative vigenti e sempre nel rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie e della distanza interpersonale, evitando di causare assembramenti negli spazi comuni o in prossimità degli accessi”. L’attività quindi è permessa per ospitare principalmente i lavoratori che sono ritornati in Lombardia con la ripresa del lavoro nelle imprese. Una buona notizia per il settore agrituristico, che svolge un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy nella fase 2, contribuendo in modo determinante al turismo di prossimità per la riscoperta dei piccoli borghi e delle campagne italiane, garantendo il rispetto delle distanze sociali.

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