PREZZI ASIATICI DA RECORD

I commercianti stanno facendo incetta di riso in Thailandia e Vietnam: si prevede una forte domanda
I prezzi del riso in Thailandia e in Vietnam hanno raggiunto il loro picco la scorsa settimana: l’incremento, come riferisce l’agenzia Reuters, si basa sulle prospettive di esportazione, mentre i tassi elevati in India hanno contribuito a mantenere le quotazioni su livelli elevati. La varietà di riso tailandese RI-THBKN5-P1 al 5 per cento è passato questa settimana dai 385 – 411 dollari a tonnellata, a Bangkok (FOB), in crescita rispetto ai 387-  392 dollari la tonnellata della settimana precedente. A un livello di 398 dollari la tonnellata, i prezzi del riso thailandese hanno raggiunto il  massimo in nove mesi, come confermano i dati dell’agenzia di informazione Reuters.

I commercianti affermano che gli esportatori tailandesi stanno ancora acquistando scorte per soddisfare gli impegni commerciali: l’aumento delle aspettative di una domanda più sostenuta da parte di alcuni dei principali importatori del mondo ha contribuito all’incremento dei prezzi
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La scorsa settimana, inoltre, l’ente statale che si occupa dell’acquisto di cereali in Bangladesh ha annunciato  di aver intenzione di importare 600 mila tonnellate di riso. Ha già pubblicato due offerte per un totale di 100 mila tonnellate di riso.  «Gli esportatori continuano a vendere – sottolinea un commerciante tailandese – le navi sono ancora in fase di carico e ora sono in arrivo grandi acquirenti». Dal punto di vista della dinamica del mercato, l’aumento della domanda dovrebbe condurre ad un incremento dei prezzi.

La varietà vietnamita RI-VNBKN5-P1, con rottura al 5 percento, è stata quotata a 365 – 370 dollari a tonnellata, FOB Saigon, in aumento rispetto a 355- 360 dollari della settimana precedente, seguendo la tendenza già osservata in Thailandia. Con una media di 367,50 dollari la tonnellata, i prezzi del riso vietnamita sono al livello più alto da 11 mesi, secondo i dati di Reuters. Prevedendo una maggiore domanda da parte dei principali paesi importatori, i commercianti del Vietnam stanno immagazzinando il riso per rivendere più tardi, quando i prezzi cresceranno ancora.

Tailandia e Vietnam sono rispettivamente il secondo e il terzo maggiore esportstore di riso al mondo: il primato infatti spetta all’India, dove invece i prezzi della varietà RI-INBKN5-P1 con rottura al 5% sono diminuiti di 3 dollari la tonnellata, arrivando a 391- 396 dollari a tonnellata della scorsa  settimana. Negli ultimi due mesi, si è registrato un forte aumento dei tassi  governativi indiani sull’acquisto di risone, e inoltre si è registrato un apprezzamento della rupia, il cui valore è aumentato di oltre il 5 per cento rispetto all’inizio dell’anno: la valuta indiana sta raggiungendo il picco degli ultimi 21 mesi. Una rupia forte riduce i margini degli esportatori, che non possono permettersi di tagliare i prezzi: si rivolgono quindi ad altri mercati, facendo deprimere la domanda di riso indiano.  «Gli acquirenti africani si stanno spostando sul Vietnam – spiega un esportatore indiano – Il riso indiano non è competitivo a livello di prezzo corrente».  L’India esporta principalmente il riso non basmati nei paesi africani e il riso basmati di prima qualità in Medio Oriente. Il governo indiano acquista riso dagli agricoltori locali ad un prezzo fisso per fornire alimenti a prezzi calmierati, allo scopo di riuscire a intervenire rapidamente in caso emergenza, a fronte, ad esempio, di un picco improvviso dei prezzi. Il governo indiano nel 2016/17 ha acquistato 36 milioni di tonnellate di riso dagli agricoltori, in crescita del 24% rispetto a un anno fa.
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