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PREZZI ALLE STELLE… E IL RISO?

da | 12 Giu 2021 | NEWS

L’allarme di Coldiretti: I prezzi delle materie prime sono alle stelle, necessario garantire la sostenibilità finanziaria alle imprese. I dati dell’indice Fao relativi ai prezzi delle materie prime agricole a Maggio 2021 non lasciano dubbi: sulla scorta del forte aumento delle quotazioni di olii vegetali, zucchero e cereali, i prezzi dei prodotti alimentari hanno raggiunto, a livello mondiale, il massimo da quasi dieci anni. Hanno fatto da detonatore i prezzi internazionali dei cereali, cresciuti del 36,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Spiega Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte: «Con la pandemia si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, di accaparramenti, speculazioni e incertezza per gli effetti dei cambiamenti climatici che spingono la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione della popolazione». L’emergenza  Covid  ha  innescato  un  nuovo  cortocircuito sul fronte delle materie prime, alimentato dalle continue chiusure che si sono verificate nei mesi scorsi, soprattutto per quanto riguarda il settore della ristorazione. «Per questo – continua Moncalvo – occorre garantire la sostenibilità  finanziaria  delle  imprese: l’aumento delle quotazioni conferma che l’allarme globale   provocato   dal Coronavirus   ha   fatto   emergere   una   maggiore  consapevolezza del valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare,   ridurre   la   dipendenza   dall’estero   per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare nuovi posti di lavoro».

Prezzi alle stelle: panoramica sul mondo risicolo

In tale contesto, il mondo risicolo si è trovato di fronte, le scorse settimane, all’exploit a senso unico del prezzo del Selenio, quotato più dei risoni classici (Carnaroli, Arborio, Vialone,ecc.), e ad una situazione dei mercati del tutto inedita. Indica mantiene un mercato stabile come i lunghi A da parboiled e permangono difficoltà per l’Interno; la stessa cosa vale per Baldo e similari in quanto il mercato in Turchia è ancora fermo. I sottoprodotti risultano sempre cercati.

Commenta così il mediatore Stefano Pezzoni: «Il mese di Giugno è sempre un mese di consuntivi e di aspettative, non solo per il riso ma anche per gli altri cereali. Non passa giorno che sui giornali e sulla stampa specializzata compaiano articoli dai titoli sensazionalistici e con contenuti più o meno catastrofici. Si è passati da richieste di aiuto agli agricoltori per la scarsa remunerazione dei loro prodotti, alla richiesta di aiuto di interi settori per il forte aumento delle materie prime e fra un po’ si arriverà alla richiesta di aiuto dei consumatori per gli inevitabili aumenti dei prezzi sui generi alimentari, per concludersi, la storia insegna, con un drastico blocco dei consumi ed una crescita della ricerca sfrenata di prodotti a basso prezzo, che metterà in ginocchio le fasce più deboli della popolazione ed incentiverà la produzione agricola intensiva a scapito di quella più green ed ecosostenibile». Continua Pezzoni: «Oggi più che mai occorre essere prudenti e calmierare le ondate speculative di acquisti o vendite impulsive basate solo su una visione a corto raggio. Di cibo fortunatamente ce n’è ancora per tutti».

Vincenzo Antonino, tecnico risicolo, sottolinea l’importanza della stipula di contratti di coltivazione equi: «Ormai, per quanto riguarda il riso, non c’è molta merce da vendere; per il Selenio alcuni risicoltori hanno rifiutato €50 al q.le e ne hanno richiesti 52; d’altra parte, per fine 2020, l’industria non ha rispettato alcuni contratti ad €45; per le altre varietà i prezzi sono al costo di produzione, agli stessi prezzi o addirittura a prezzi inferiori alla fine del 2020 e quindi il risicoltore resiste alla vendita. Urgono, senza dubbio, contratti ad un prezzo giusto». Autore: Milena Zarbà