POCA SCIENZA NELLA SOSTITUZIONE DEGLI AGROFARMACI

L'analisi di Aldo Ferrero durante le Giornate fitopatologie sulla valutazione comparativa dei candidati alla sostituzione

Dal 6 al 9 marzo di quest’anno si sono tenute, presso il Grand Hotel Excelsior di Chianciano Terme, le Giornate Fitopatologiche. Questa manifestazione si propone di continuare a svolgere la tradizionale funzione di collegamento fra le diverse ed eterogenee entità operanti nel settore della difesa delle piante in Italia e di fornire un contributo alla gestione dei complessi meccanismi di sviluppo, consolidamento e diffusione delle conoscenze e innovazioni fitoiatriche. Durante l’evento si sono toccati alcuni argomenti interessanti anche dal punto di vista dei risicoltori, sia relativi ad ambiti agronomici sia di interesse economico. Nella prima giornata Matthew Phillips ha parlato del mercato agrofarmaceutico andando ad analizzare anche la situazione economica e le prospettive future degli imprenditori agricoli, arrivando a concludere che la produzione agricola probabilmente sarà caratterizzata da una probabile permanenza di stock di raccolti elevati, un’economia delle imprese agricole debole, minori stimoli per investimenti nella produzione agricola per ridotto sostegno per gli agricoltori della UE-15 e una diversificazione verso colture specialistiche se i prezzi delle colture maggiori rimarranno deboli.

A livello agronomico Aldo Ferrero (DISAFA Università di Torino) ha esposto il primo giorno “La valutazione comparativa dei candidati alla sostituzione”, il secondo un’analisi relativa al glifosate e il terzo un elaborato dal titolo “Quadro evolutivo a livello nazionale della presenza di prodotti fitosanitari nelle acque superficiali e sotterranee”. Nel primo di questi lavori ha parlato della valutazione comparativa (Comparative Assessment-CA) effettuata su un candidato alla sostituzione, cioè un principio attivo approvato, sostituibile se vi sono: alternative (chimiche o non chimiche) più sicure per l’uomo, assenza di conseguenze su culture minori, assenza di svantaggi economici e pratici per gli utilizzatori e ridotto rischio di insorgenza di resistenze. La presentazione ha dimostrato che il processo valutativo, seppur di semplice comprensione, si mostra assai complesso dal punto di vista applicativo, legato di più alla valutazione di un esperto che ad un metodo puramente scientifico. Il professore ha chiuso lo studio dicendo che è necessario, per migliorare questi metodi valutativi, migliorare le informazioni su usi minori in Italia, disporre di data base riguardanti i mezzi alternativi e adottare una buona dose di buon senso. Autore: Ezio Bosso

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