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PAN, ASSALTO ALLA DILIGENZA

da | 10 Dic 2013 | NEWS

sarassoGiovedì 5 dicembre si è tenuto un convegno, organizzato da Accademia di Agricoltura di Torino e Confagricoltura Piemonte, sul Piano di Azione Nazionale (PAN) per la razionalizzazione dell’uso dei fitofarmaci, come richiesto dalla Direttiva 2009/128/CE. La storia del pan sarebbe tipicamente italiana se non fosse anche tipicamente europea. Una bozza del piano, infatti, era stata presentata nel novembre del 2012 alle associazioni agricole, che avevano provveduto ad esporre le loro perplessità sull’impostazione eccessivamente ideologica della normativa e sull’onerosità delle prescrizioni imposte.

Come se nulla fosse, dopo quasi un anno di silenzio, il ministero delle politiche agricole il 10 ottobre scorso ha nominato una commissione di esperti che rapidamente  ha provveduto a stendere il testo definitivo, sotto l’obbligo di riservatezza. Per questo al convegno nessuno ha potuto disporre del testo aggiornato, che verrà comunque inviato alla Commissione Europea entro la fine dell’anno, sotto pena di una megamulta (la scadenza prevista era fine 2012): è fin troppo chiaro che l’azione riformatrice che conduce al Pan è guidata più dall’esigenza di rincorrere un ritardo che di dettare una norma efficace ed equa…

Al convegno torinese, i rappresentanti regionali delle organizzazioni agricole hanno unanimemente contestato questo metodo impositivo e hanno ricordato che la sostenibilità ambientale è un ottimo obiettivo, ma non può essere disgiunto dalla sostenibilità economica per le aziende, e neanche dalla sostenibilità burocratica da parte di operatori già ampiamente oberati in tal senso. La funzionaria regionale incaricata della questione, dottoressa Caterina Ronco, ha  tentato di rassicurare i presenti , assicurando ampia trasparenza e condivisione nella elaborazione delle norme   applicative regionali. Ci si augura che questa opportunità possa essere sfruttata appieno dalle organizzazioni agricole, in modo concorde e propositivo.

Gran parte del tempo dedicato alle relazioni è stato utilizzato dai referenti  dei servizi fitosanitari, agrometeorologici ed agrochimici della Regione Piemonte, che hanno magnificato i risultati raggiunti in passato dalle rispettive organizzazioni nel fornire agli imprenditori agricoli un servizio d’eccellenza nel settore dell’assistenza tecnica. Preoccupazione altrettanto unanime è stata quella per la mancanza  di fondi e altrettanto palese è parso l’appetito verso i finanziamenti del futuro PSR, sui quali contano per proseguire il servizio. Ugualmente la Regione, non avendo in programma stanziamenti per la fase applicativa del Pan, ha manifestato l’intenzione di utilizzare allo scopo  i fondi del PSR.

A conclusione, il dott. Vittorio Viora di Bastide, vicepresidente dell’Accademia, ha ricordato che i fondi europei sono stati concessi alle imprese agricole a risarcimento dei sacrifici imposti dai trattati di liberalizzazione dei commerci: ad esse appartengono. Non meno rilevante è che l’incremento dei fondi  PSR (secondo pilastro),  per la prossima Pac che partirà dal 2015, sia stato inferiore alla diminuzione  dei fondi (primo pilastro) dedicati ai pagamenti diretti alle aziende, che ne escono già penalizzate. Un allarme per le numerose avances effettuate su questi finanziamenti da parte di altri numerosi soggetti (Enti Parco, Consorzi di bonifica, ecc.) ha concluso l’intervento di Viora, il quale ha ribadito che la titolarità di questi fondi spetta alle aziende agricole. Credo che anche lui convenga sulla difficoltà di difendere questo denaro dai molteplici appetiti, già apertamente dichiarati. Pan e Psr, è iniziato l’assalto alla diligenza. Autore dell’articolo (nella foto piccola): Giuseppe Sarasso, Accademia dell’agricoltura di Torino. (11.12.13)

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