«NON CONTRAPPORRE PIÙ AGRICOLTURA E AMBIENTE»

Isola (Est Sesia) spiega come va orientato il Pta del Piemonte per non creare problemi

Torniamo sul tema del piano territoriale delle acque del Piemonte. Il PTA regionale, nato nel marzo del 2007, è oggi  Piano di settore finalizzato  alla tutela delle acque e degli ecosistemi acquatici e promuove l’utilizzo sostenibile delle risorse idriche. Come molti documenti di questo tipo, anche il PTA si presenta come molto complesso e ampio, distante sotto molti aspetti dalle necessità dei risicoltori, che svolgono o finanziano per di più la preservazione dei corsi d’acqua nelle zone di utenza, senza che ciò venga mai sottolineato. Vi è però la possibilità di dire la propria opinione ogni sei anni ed è questo il periodo in cui ciò è concesso: le osservazioni potranno essere trasmesse, entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso di adozione del Piano sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte (avvenuta a fine luglio), ai seguenti indirizzi di posta elettronica, utilizzando “Osservazioni PTA” quale oggetto della comunicazione: territorio-ambiente@cert.regione.piemonte.it o, in assenza di posta elettronica certificata, agli indirizzi: pta@regione.piemonte.it e valutazioni.ambientali@regione.piemonte.it. Il periodo scelto (piena vacanza per molti enti coinvolte) e le tempistiche concesse non lasciano molto spazio a riflessioni ma fortunatamente i maggiori consorzi di bonifica si sono fatti trovare preparati e intervistandoli ci siamo fatti dire le loro impressioni e qualcosa di  ciò che riferiranno alla Regione Piemonte entro fine mese.

Iniziamo con l’ingegner Roberto Isola, nella duplice veste di Direttore Generale di Est Sesia e Direttore di ANBI Piemonte. Ci ha detto: «il Piano è l’attuazione di un’azione molto articolata che parte dalla Comunità Europea, passa attraverso il Ministero dell’Ambiente e l’Autorità Distrettuale del Bacino del Po, fino a giungere alle regioni coinvolte, tra cui il Piemonte. Questo lungo percorso però è viziato da un peccato originale, commesso dall’UE nel 2000 alla stesura della direttiva; infatti all’epoca vennero prese maggiormente in considerazione le esigenze idriche dei paesi del nord Europa, completamente diverse da quelle dei paesi mediterranei come il nostro. Le nostre realtà sono state trascurate e le impostazioni scelte penalizzano gli utilizzi irrigui necessari nei nostri areali. Fortunatamente, abbiamo trovato nella Regione Piemonte la disponibilità ad affrontare queste problematiche, con un confronto diretto e frequente, in cui i Consorzi di irrigazione e di bonifica Piemontesi, coordinati da ANBI Piemonte, daranno il proprio contributo . L’agricoltura non può più essere vista come “incompatibile” con le necessità ambientali e, quindi, uno degli obbiettivi che i consorzi vogliono raggiungere è di rendere questi documenti e le relative misure di attuazione più “sito specifiche” per essere più vicine alle realtà di ogni corso d’acqua e alle esigenze delle irrigazioni locali. In questo la Regione manifesta concretamente la propria disponibilità ed infatti è stato costituito un tavolo regionale di confronto cui partecipano le Direzioni Ambiente e Agricoltura, ANBI Piemonte e le Organizzazioni agricole di categoria regionali».

«Lo sforzo per mitigare al meglio le direttive comunitarie e nazionali e per rendere il PTA, come altri documenti simili, sempre più in linea con le esigenze di tutela ambientale e di utilizzo agricolo ed alimentare delle risorse idriche, non sarà da poco. Non bisogna dimenticare infatti che le direttive introducono e impongono limiti e condizionamenti molto pesanti, come la riduzione del 5% di tutti i prelievi entro il 2021, la revisione dei costi dei canoni “d’acqua pubblica” dovuti alle Regioni, le fasce tampone, la disciplina dell’uso delle acque reflue in agricoltura e la realizzazione di nuovi invasi. In tal senso una adeguata individuazione e una adeguata disciplina delle “deroghe”, che tengono conto delle singole realtà territoriali, appare come una delle poche strade disponibili per mitigare gli effetti negativi di tali nuove normative. Fortunatamente le azioni da intraprendere saranno supportate dai dati ambientali raccolti negli scorsi anni da ARPA Piemonte e dai Consorzi, che consentono di avere un quadro molto meno incerto rispetto al passato. A parte la modifica del PTA, auspico che questi tavoli di lavoro siano permanenti, così come le collaborazioni in atto per poter essere sempre a contatto con la realtà territoriale nella scelta delle strade istituzionali e tecniche da intraprendere». Autore:Ezio Bosso

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Risicoltura
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