NIENTE ANTIMAFIA FINO A 5.000 EURO DI PAC

Parziale (e insufficiente) correzione della legge 161 che appesantisce la burocrazia a danno delle imprese

E’ stata parzialmente modificata la Legge n.161 del 17 ottobre 2017 che impone di disporre dell’informazione antimafia per ricevere aiuti pubblici, come la Pac. Una parziale modifica pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 5.12.17, relativamente alla legge 172 del 4.12.17. Riguardo gli obblighi di certificazione antimafia per i terreni che sono oggetto di premi comunitari riportiamo lo stralcio della norma sopra citata: “Art. 19 -terdecies . (Modifiche al decreto legislativo 159 del 2011 in materia di documentazione antimafia). — 1. Al codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 83, comma 3 -bis , dopo le parole: “fondi europei” sono aggiunte le seguenti: “per un importo superiore a 5.000 euro”; b) all’articolo 91, comma 1 -bis , dopo le parole: “fondi europei” sono aggiunte le seguenti: “per un importo superiore a 5.000 euro”.” In sostanza è stata posta una soglia di 5000 € al di sotto della quale non è necessario presentare documentazione per la successiva richiesta di certificazione antimafia. (LEGGI L’ARTICOLO SULLA NUOVA LEGGE e LEGGI L’ARTICOLO SULLE CORREZIONI ATTESE)

Sull’argomento è intervenuta anche la Cia, sollecitando l’approvazione dell’emendamento che risolverebbe la questione: «L’emendamento depositato alla Camera, già approvato dalla Commissione agricoltura e adesso al vaglio della Commissione bilancio, che prevede l’innalzamento  della soglia a 25.000 euro per far scattare l’obbligo della certificazione antimafia agli agricoltori che fanno domanda Pac (introducendo anche gli opportuni aggiustamenti tecnici alla legge 17 ottobre 2017), rappresenta un primo importante risultato che la Cia-Agricoltori italiani ha sostenuto e voluto con forza fin dalle prime battute dell’iter di conversione della Legge di bilancio. Durante l’ultimo mese -ha osservato il presidente nazionale Cia Dino Scanavino- siamo stati impegnati in prima linea per sollecitare il Parlamento proponendo soluzioni alla situazione che si era venuta a creare in materia di certificazione antimafia per le imprese agricole.  Prevedere l’obbligo per tutti i terreni agricoli, così come stabilito dalla legge 17 ottobre 2017, produrrebbe un impatto burocratico di dimensioni importanti creando, al tempo stesso, un inaccettabile differente trattamento tra gli agricoltori che, per la campagna 2017, hanno già percepito aiuti comunitari senza l’antimafia e altri che dovranno attendere mesi per produrre tale documentazione. Inoltre, la legge è sperequativa perché orientata solo al settore agricolo, come se questo fosse un settore particolarmente a rischio mafia. Nell’immediato auspichiamo una rapida approvazione dell’emendamento -ha aggiunto Scanavino- pur considerando il risultato ottenuto, grazie al nostro impegno, ancora parziale e limitato. Per il futuro, crediamo sia doveroso che le Istituzioni individuino strumenti per risolvere, definitivamente, questa ingiustizia. In agricoltura ci saranno anche delle “mele marce”, così come in tutti i settori, e vanno sicuramente perseguite con tutti i mezzi, ma non a discapito della grandissima maggioranza di agricoltori, che con fatica e difficoltà rendono produttive le nostre campagne».

 

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