«NESSUN DE PROFUNDIS PER L’INDICA»

Il titolo di ieri di Riso Italiano “de profundis per l’indica” non risponde assolutamente al pensiero delle industrie risiere italiane rappresentate in AIRI che al contrario ritengono che il positivo futuro del settore possa realizzarsi solo attraverso la presenza sul territorio nazionale di una superficie di riso indica adeguata al mantenimento di un importante share sul mercato europeo, in parallelo al necessario incremento della superficie di riso japonica al fine di soddisfare l’aumento dei consumi.

A precisazione di quanto già affermato nella Consulta Risicola Nazionale, la produzione di riso indica non è funzione dell’andamento dei consumi ma bensì della necessità di recuperare le quote perse negli anni scorsi, fidelizzando nuovamente al riso italiano il consumatore europeo.

Questo processo non può che avvenire in modo graduale; ecco perché AIRI, nelle proprie indicazioni ha considerato necessario aumentare le superfici di riso indica di circa il 12% rispetto a quanto coltivato lo scorso anno, al fine di consentire un progressivo allargamento del mercato nel rispetto di una adeguata remunerazione del prodotto.

Tutt’altro che “de profundis per l’indica” quindi. Autore: Mario Francese, presidente Airi (nella foto, durante un intervento a Vercelli)

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