NEMOKID: LA SOLUZIONE PER IL RISO

Il nematode galligeno è un problema ostico per i risicoltori lombardi e piemontesi e si può contrastare con microrganismi che si nutrono di nematodi. E’ un esempio il nuovo Nemokid di Open Green. Meloidogyne graminicola Golden & Birchfield appartiene infatti al gruppo dei nematodi galligeni che attaccano le radici delle piante ospiti inducendo la formazione di galle (piccoli globi simili ai simbionti della soia). Galle che ne compromettono la funzionalità. Questo nematode è in grado di attaccare numerose specie di graminacee e dicotiledoni sia spontanee che coltivate.

NON E’ UN ORGANISMO DA QUARANTENA,MA…

Al momento M. graminicola non è inserito nell’elenco degli organismi da quarantena, ma dal 2017 è nella lista di allerta dell’European and Mediterranean Plant Protection Organization (EPPO). Gli organismi inseriti in questa lista meritano un certo grado di attenzione da parte dei Paesi membri dell’EPPO in quanto potrebbero rappresentare un rischio non trascurabile. Meloidogyne graminicola è stato descritto per la prima volta negli USA nel 1965; è ampiamente diffuso nei principali paesi produttori di riso in particolare del sud e del sud-est asiatico, ma anche in sud Africa, USA, Colombia e Brasile.

Nel 2016, M. graminicola è segnalato per la prima volta in Italia in un’area risicola del Piemonte e due anni dopo, nel 2018, la sua presenza è riscontrata anche in alcune aree risicole della Lombardia (Garlasco,Trovo,Valle Salimbene, provincia di Pavia). Non è possibile verificare come sia giunto nelle risaie italiane: ma c’è.

Meloidogyne graminicola COLPISCE IL RISO IN DIVERSE FASI FENOLOGICHE

Nel Geoportale di Regione Lombardia e nel sito della Regione Piemonte è segnalata la presenza di altri nematodi parassiti. Ad oggi l’Italia è l’unico Paese europeo nel quale è stata segnalata la presenza di questo nematode. Meloidogyne graminicola si distribuisce in campo manifestando sintomi a chiazze, nei primi stadi di diffusione, successivamente si può estendere su tutto la coltivazione. Le infestazioni precoci sulle piante giovani sono associate a stentata vigoria, riduzione della crescita, clorosi, appassimento fogliare.

Gli attacchi più gravi possono condurre alla morte delle piantine. Se le piante colpite riescono a superare la prima fase di stress, i sintomi sulle radici si riducono progressivamente. Nonostante ciò, la presenza del nematode si manifesta nuovamente in fase di spigatura con la mancata o difettosa differenziazione della pannocchia accompagnata da un irregolare o scarso sviluppo dei granelli.

NON SOLO RISO PER Meloidogyne graminicola

L’ospite principale ed economicamente più importante di M. graminicola è il riso, ma sono oltre 300 le specie nel mondo suscettibili a questo parassita. Moltissime sono le specie comunemente presenti nelle risaie e questo costituisce un problema in quanto serbatoio responsabile del perpetuarsi delle infestazioni.

Tra le specie più colpite si annoverano: giavone, riso crodo, eteranthera, alisma e murdannia. Meloidogyne graminicola può essere anche associato anche a diversi altri cereali coltivati quali avena, frumento, mais, miglio, orzo, soia e sorgo oltre a piante da orto appartenenti alle famiglie delle Solanaceae, Cucurbitaceae, Fabaceae, Asteraceae, Brassicaceae, Liliaceae, Chenopodiaceae possono essere sue ospiti. Meloidogyne graminicola riduce la funzionalità dell’apparato radicale che non è più in grado di assorbire acqua e sostanze nutritive in quantità sufficiente a garantire l’equilibrato sviluppo della pianta e la relativa produzione, inoltre il nematode si nutre a scapito della pianta. 

Il parassita non si trasmette via seme e la diffusione naturale del nematode è limitata a pochi metri per anno. Su larga scala è quindi diffuso passivamente con lo spostamento di terreno infestato mediante attrezzi, macchine agricole, calzature o alle zampe di uccelli o di altri animali selvatici. In pratica spostando il terreno infestato chiaramente si sposta anche il parassita.

SOMMERSIONE DEL TERRENO E FALSA SEMINA

Poche sono le possibilità di lotta al fine di contenere i danni nei campi in cui il nematode si manifesta. La principale forma di contenimento è rappresentata dalla sommersione del terreno che tuttavia non è in grado di uccidere il parassita. La costante presenza di acqua induce i parassiti ad approfondirsi nel terreno e ad entrare in uno stato di quiescenza che riduce la capacità di attaccare le piante.

Nei terreni dove è nota la presenza del parassita la Regione Lombardia obbliga alla lotta mediante “falsa semina” di riso in primavera che poi deve essere distrutto mediante trattamento chimico prima di poter procedere alla coltivazione di riso vero e proprio.

Altra possibilità è quella di coltivare specie poco sensibili come la soia, al posto del riso. Entrambe le tecniche sono lunghe e complesse e non sempre praticabili a causa della carenza di acqua di irrigazione o della lunghezza del ciclo vegetativo della varietà coltivata. Inoltre, a volte, la presenza del nematode non è nota all’inizio della coltivazione e quindi il suo contenimento diventa difficile a causa dell’assenza di interventi con prodotti chimici efficaci ammessi dalla legge.

UN PRODOTTO BIOLOGICO INNOVATIVO A BASE DI MICORRIZZE

Stefano Sacchi, responsabile delle analisi nematologiche del laboratorio di Minoprio della Regione Lombardia ha spiegato la situazione in un convegno all’abbazia di Mirasole di Opera – MI : «numerosi sono i microrganismi che si nutrono dei nematodi e quindi possono contribuire a combatterli in modo naturale. La loro aggiunta ai terreni può essere utile al contenimento del parassita ma questa pratica non viene inserita nelle linee guida della Regione per problemi burocratici».

Per questo motivo si è diffuso l’impiego di una nuova tecnologia: la distribuzione di Micorrizze in associazioni tra funghi e batteri. La Open Green Srl, con sede in via Arti e Mestieri 8 a Gadesco Pieve Delmona (CR), ha introdotto sul mercato NEMOKID, un prodotto biologico innovativo formulato con micorrize e specifiche concentrazioni di funghi e batteri selezionati. Questi microrganismi sono noti per la loro capacità di contrastare la diffusione dei nematodi nel terreno.

MICROORGANISMI BUONI PER CONTRASTARE NEMATODI E STRESS

La formulazione di NEMOKID è il risultato di un lungo e approfondito studio condotto su terreni caratterizzati da un’elevata presenza di nematodi. Le ricerche hanno evidenziato come determinati microrganismi, naturalmente presenti in suoli ricchi di biodiversità, siano in grado non solo di limitare la proliferazione dei parassiti, ma anche di supportare le colture nel superare lo stress causato dalla pressione patogena. I microrganismi contenuti nel prodotto, una volta applicati al terreno, si sviluppano nutrendosi delle sostanze proteiche presenti nel suolo. Questo processo avviene efficacemente sia nei terreni argillosi sia in quelli sabbiosi, dove è stata osservata una significativa riduzione della presenza di nematodi e delle loro uova in corrispondenza dell’attività dei funghi benefici.

NEMOKID: COMPOSIZIONE E USO

Gli organismi che compongono NEMOKID, completamente naturali e non dannosi per l’ambiente, svolgono quindi un’azione indiretta ma costante di contenimento del parassita, semplicemente ricercando il proprio nutrimento. Oltre all’effetto di controllo biologico, il prodotto favorisce lo sviluppo dell’apparato radicale: i microrganismi stimolano la crescita delle radici e migliorano la capacità della pianta – in particolare del riso – di assorbire nutrienti e resistere ai danni provocati dai patogeni. Il risultato è una coltura più vigorosa, equilibrata e capace di affrontare meglio le condizioni di stress.

NEMOKID: 2-3 Kg/ha

NEMOKID va somministrato, nelle colture di pieno campo, alla dose di 2-3 kg/ha in concomitanza con la semina per un’azione preventiva, con dei richiami a seconda dei casi abbinandolo in miscela con i normali interventi di diserbo della coltura o, in caso di necessità, con trattamenti specifici e localizzati con le normali attrezzature aziendali.

A scopo preventivo il prodotto si trova in commercio anche associato a concimi organici a base di letame bovino, equino e avicolo (LIVINGLAND) a cui sono associati batteri che agiscono migliorando l’attività dei microrganismi “utili” del terreno e lo sviluppo radicale, contribuendo in modo “preventivo” al contenimento dei nematodi del terreno.

PARLA GRAZIANO BUSCAGIN

Abbiamo chiesto a Graziano Bruscagin, responsabile commerciale di Satollini S.P.A., di fornirci ulteriori informazioni in merito alla grave piaga del Nematode Galligeno: «Fin dalle prime segnalazioni ricevute dalle aziende agricole colpite dal problema e seguendo le indicazioni del Servizio Fitosanitario Regione Lombardia – ERSAF -, considerata la continua diffusione del parassita causata da vettori quali mezzi e attrezzature o fauna selvatica e constatata la sottovalutazione della problematica da parte di alcune realtà interessate, Satollini S.P.A. è “scesa subito in campo” riscontrando piena collaborazione di Open green s.r.l., azienda leader internazionale nel campo dello sviluppo vegetale e salvaguardia del suolo».

«Insieme abbiamo lavorato sulla ricerca di prodotti che potessero risolvere tutti i problemi riguardanti lo sviluppo delle colture. Da qualche anno diverse sono le aziende risicole, colpite gravemente dal parassita, che si sono affidate a Satollini S.P.A. ricevendo costante supporto e ottenendo risultati evidenti tramite la corretta applicazione dei prodotti Open green – Livingland e Nemokid. Questo ha ridato slancio e speranza agli agricoltori interessati che, diversamente, avrebbero dovuto convivere con la piaga del Nematode Galligeno subendo ingenti perdite e consistenti danni economici». Autore: Franco Sciorati

Pianta infettata dal nematode galligeno (foto Open Green)

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