METALLI PESANTI SOTTO CONTROLLO

arsenico cadmio nichel

Nel corso di un convegno che si è tenuto il 3 febbraio presso il Centro Ricerche sul Riso, Daniele Tenni ha presentato l’esito dei campionamenti dei metalli pesanti sul territorio risicolo. Per quanto riguarda l’arsenico, non vi è contaminazione nei suoli, mentre i risultati di arsenico inorganico nella granella hanno evidenziato una percentuale di campioni sopra il limite di legge (0,15 mg/kg) variabile, negli anni, tra lo 0% e il 6% (dato 2024, anno di forti piogge). (Come si fa riso sostenibile? Ecco la spiegazione)

FOCUS CADMIO E NICHEL

Quanto al cadmio, valori molto bassi nei suoli – per lo più inferiori a 0,4 mg/kg e comunque sotto la soglia di contaminazione di 5mg/kg – mentre nel  riso bianco campioni superiori al limite tra il 3 e il 6%. Unica eccezione il 2022 (anno della grande siccità), con il 22% sopra il limite di commercializzazione (0,15 mg/kg). Per il nichel, i monitoraggi hanno mostrato che i suoli sono puliti anche se valori di fondo naturale più alti, superiori alla soglia di contaminazione (120 mg/kg) possono essere riscontrati nei terreni agricoli situati nella valle del Po e ciò per la presenza di serpentino, caratterizzato da concentrazioni di nichel elevate, derivante dai sedimenti fluviali;  nella granella, il limite di 1,5 mg/kg a partire da luglio 2026 è stato superato da pochissimi campioni, compresi tra 0% e 3%.

FATTORI CHE CONDIZIONANO ACCUMULO DI INQUINANTI NELLA GRANELLA

La professoressa Maria Martin (Università di Torino) ha illustrato i fattori agroambientali che influenzano l’accumulo dei contaminanti inorganici in granella. «La biodisponibilità dei contaminanti inorganici, la loro traslocazione e il successivo accumulo nella gra nella del riso dipendono dalla complessa interazione tra il suolo, l’acqua e la pianta. La gestione dell’acqua produce gli effetti più macroscopici, perché regola le variazioni di potenziale di ossidoriduzione e di pH che, a loro volta, determinano gli equilibri tra l’immobilizzazione nelle fasi solide del suolo e la dissoluzione dei contaminanti stessi».

«È ormai assodato che la sommersione continua del suolo, determinando condizioni di forte anossia, promuova la dissoluzione riduttiva degli ossi-idrossidi di ferro e il conseguente rilascio dell’arsenico in soluzione in forma di arsenito. Questa molecola, insieme alle forme organiche metilate, è assorbita dalla pianta attraverso il sistema di trasporto passivo che garantisce l’approvvigionamento di silicio. Il cadmio, al contrario, nelle condizioni di anossia e pH prossimo alla neutralità, conseguenti alla sommersione, è immobilizzato come solfuri, idrossidi e carbonati insolubili.Tuttavia, la solubilità di questi composti aumenta durante le asciutte, rendendo l’elemento più disponibile».

Al convegno si è discusso anche dell’utilità della calce, tema affrontato da Franco Sciorati in un recente articolo.

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