DIFENDERÀ IL RISO ITALIANO?

riso italiano

L’agricoltura italiana non si è venduta per 10 miliardi, ma il riso probabilmente sì. All’indomani dell’annuncio che aveva galvanizzato tutti – Ursula von der Leyen ha promesso di stanziare 45 miliardi di euro in più nella futura politica agricola comune – sono arrivate le precisazioni. Per i tempi e i modi con cui la Commissione ha fatto trapelare quest’intenzione – senza mettere nero su bianco proprio nulla – tutti hanno pensato che fosse un “regalino” a italiani e francesi che si oppongono alla firma dell’accordo con il Mercosur. Più che un sospetto, una certezza. Ma sono bastate poche ore per capire che ci vuole ben di più per conciliare le esigenze dell’industria europea con quelle del settore primario, che sarà vessato dalle importazioni sudamericane. Anche il governo, che ha subito rivendicato il merito di aver convinto la Commissione a rivedere il budget.

ANTICIPO O PIU’ SOLDI?

Per la Meloni un via libera alla firma, sorvolando che si trattava di soldi messi da parte da Bruxelles in un primo tempo proprio per esser usati nel caso in cui il negoziato sulla Pac si facesse troppo difficile, particolare noto a tutti. Un anticipo o più soldi? Interpellati, molti esperti ci hanno risposto: non si capisce. Sicuramente, pressata da Bruxelles, Roma ha suonato la grancassa sperando che bastasse a far cadere le riserve degli agricoltori verso un accordo che intaccherà la competitività del nostro settore primario.

«Un passo in avanti positivo e significativo nel negoziato che porterà al nuovo bilancio Ue» ha esultato infatti la premier Giorgia Meloni via social, rivendicando che la «linea di buon senso a sostegno dell’agricoltura europea portata avanti con determinazione dal governo italiano trova sempre maggiore ascolto a Bruxelles». Le nuove risorse si aggiungerebbero ai circa 302 miliardi già vincolati alla Pac, tra sussidi diretti al reddito agricolo (296 miliardi) e fondi raddoppiati di gestione delle crisi (6,3 miliardi).

FORSE FIRMA DEFINITIVA IN PARAGUAY IL 12 GENNAIO

Per l’Italia, secondo il ministro Francesco Lollobrigida, l’aumento si tradurrebbe in circa 10 miliardi aggiuntivi rispetto ai 31 già previsti tra il 2028 e il 2034. Sullo sfondo, sempre la firma sull’accordo con il Mercosur, che potrebbe arrivare già oggi alla riunione degli ambasciatori dei Ventisette Paesi Ue. Aprendo così la strada alla firma definitiva dell’intesa in Paraguay il 12 gennaio. Se finalizzato, l’accordo con il blocco sudamericano consentirà all’Unione europea di esportare più prodotti come vini, automobili e alcolici nella più grande area di libero scambio al mondo – capace di coinvolgere oltre 700 milioni di consumatori – e facilitare al tempo stesso anche l’ingresso nel mercato a dodici stelle di carne, riso e soia provenienti dall’America Latina.

LA POSIZIONE DI COLDIRETTI

Uno scambio sulla pelle dei risicoltori? Che i miliardi della Pac possano non essere cioccolatini ma carbone, nella calza della Befana europea, lo sospettano tutti i sindacati. Coldiretti, dopo un iniziale entusiasmo, ha ammesso che «si tratta di un miliardo in più in confronto alla programmazione attuale, con un netto passo indietro rispetto al folle tentativo della Von der Leyen di tagliare fondi agli agricoltori. Agli annunci devono seguire atti legislativi europei che senza ogni dubbio e discrezionalità, garantiscano che questi soldi siano destinati alla difesa del reddito degli agricoltori».

Ancora più chiaro il presidente Prandini: «Quanto all’ipotesi che il governo italiano e quello francese, una volta incassate le migliorie sul fronte Pac, daranno il via libera al Mercosur mi auguro che questo non avvenga, ho avuto una conversazione con il ministro Lollobrigida e mi sembra che la posizione del governo non stia cambiando. Se dovesse cambiare, è chiaro che non lo condivideremo, perché non confondiamo l’argomento della Pac e quanto ottenuto con il tema degli accordi di libero scambio. L’Europa deve dimostrare la forza politica e di rappresentanza per ottenere le garanzie che abbiamo semplificato nella parola ‘reciprocità’, altrimenti è chiaro che rischiamo, in base agli accordi che si andranno a sottoscrivere, di essere fortemente indeboliti».

D’ACCORDO CIA E CONFAGRICOLTURA

Sulla stessa linea Cia e Confagricoltura, ma soprattutto Lollobrigida: perché l’Italia dia il via libera definitivo all’accordo Mercosur, «manca l’ultimo miglio» ha detto ieri. Oggi si capirà meglio cosa succede sulle nostre teste. Per quanto ci riguarda abbiamo fatto delle ricerche e sembra che i nostri operatori in un anno importino 200 tonnellate dall’Uruguay, 26 dall’Argentina e 15 dal Brasile, per un totale di 241 tonnellate base lavorato. Difficile che nel primo anno, con un contingente di 10.000 tonnellate a livello europeo, il quadro cambi in misura sostanziale, tuttavia il via libera all’import potrebbe avere un effetto negativo sulle borse risi. Autore: Paolo Viana

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