MA CONSERVA ANCHE LE MALERBE…

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Anga_logo2Si è aperta con una discussione a tutto campo sull’agricoltura conservativa, venerdì pomeriggio, la 38° Fiera in campo, appuntamento dedicato ad approfondimenti tecnici, scientifici e normativi sul mondo dell’agricoltura. Il convegno ha messo a confronto le performances ottenute dalla risicoltura affrontata con aratura, minima lavorazione e semina su sodo. Dalle 9,30 alle 16,30, nell’ambito del convegno «Risicoltura innovativa e conservativa. Un paradosso?» sono stati esposti i risultati del progetto «RicEnergy», sullo sviluppo di filiere innovative per la paglia del riso, e del progetto «HelpSoil» con un approfondimento sulle nuove proposte dal psr piemontese in relazione alle tecniche di agricoltura conservativa applicate al riso. Sia l’Ente Risi che l’Università, studiando quest’approccio, fortemente incentivato dall’Unione europea e dalle regioni. Secondo gli studi effettuati non ci sono gravi sbilanci – anche se Paolo Maria Mosca ha rivelato che su un’azienda media condotta secondo il metodo conservativo si deve mettere in conto una minor produzione in risone di circa una tonnellata e quindi la necessità di incrementare la fertilizzazione … – ma si ha sicuramente un minor controllo delle infestanti, in quanto l’agricoltura conservativa agisce sulla biodiversità delle malerbe presenti in campo. Sabato, dalle 9,30 alle 12, si terrà «Noi mettiamo la faccia perché il riso abbia la sua», un tavolo di confronto pubblico sui problemi della risicoltura italiana: biologico, etichettatura e molto altro. Sarà presente anche il presidente di Confagricoltura Mario Guidi. (27.02.15)
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Risicoltura
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