Se l’andamento delle acque diventa torrenziale, per effetto del cambiamento climatico, bisogna attrezzarsi e la Lombardia lo fa. Ieri l’Anbi regionale ha presentato una lunga lista di progetti, candidati nell’ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI), che è finalizzato alla programmazione di interventi nelle infrastrutture idriche primarie per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idrico, anche ad uso plurimo.
«Siamo la seconda regione europea per Sau irrigata, gestiamo 1,35 milioni di ettari pari a oltre la metà della superficie regionale e con i piani PNIISSI assicuriamo la sicurezza idraulica ai territori oltre a dissetare le campagne» hanno detto il presidente Alessandro Rota e i suoi collaboratori incontrando la stampa alla biblioteca ambrosiana di Milano. Un orgoglio fondato sulla capacità di “fare”.
INVESTIMENTI TOTALI PER 12 MILIARDI
A livello nazionale nel 2023 sono state presentate infatti 418 proposte progettuali per un investimento complessivo di 12 miliardi di euro e la Lombardia ne ha presentate 14, tutte finanziate, per un importo dei lavori superiore ai 300 milioni. Il primo stralcio ha visto finanziare altri progetti per 480 milioni, tra cui quelli dei consorzi Est Sesia e Villoresi. Nel 2025 sono stati presentati 22 progetti per 495 milioni. Parliamo di progetti esecutivi immediatamente cantierabili. Si tratta di interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento e ottimizzazione delle infrastrutture di prelievo, adduzione, distribuzione e smaltimento delle acque a scopo irriguo e di bonifica nei comprensori di pianura, nonché opere volte al mantenimento e al recupero della capacità di invaso.
L’INTERCONNESSIONE DEI NAVIGLI
«Siamo in grado di appaltarli subito: in quattro mesi possiamo passare dal decreto di finanziamento alla firma del contratto» ha detto il direttore Mario Reduzzi. Tra questi progetti ci sono anche l’interconnessione tra naviglio Langosco e naviglio Sforzesca e il rifacimento della sponda sul Terdoppio di Est Sesia, l’efficientamento del canale Villoresi e la bacinizzazione del collettore generale cui lavora il consorzio Muzza Bassa Logidigiana. Rota ha dichiarato che entro il 2040 il sistema irriguo risparmierà con tutti questi lavori il 20% della risorsa idrica. E’ davvero necessario, perché l’acqua scarseggia: al momento ne abbiamo il doppio del 2022 ma siamo sotto del 17,5% rispetto alla media degli ultimi vent’anni.
CONSORZI ECCELLENZA DI SISTEMA
Il direttore generale di Anbi, Massimo Gargano (in piedi nella foto), ha spiegato che «i Consorzi di bonifica della Lombardia sono un’eccellenza del sistema, di cui viene plaudita anche dalle Istituzioni la capacità di rispettare gli stringenti cronoprogrammi del PNRR; non solo: ben il 46% dei progetti inseriti nel PNIISSI afferisce alla capacità operativa e sussidiaria di tali enti, autentico front office del territorio, di cui sono rimasti gli unici uffici progettazione di area vasta».
400 PROGETTI PER NUOVI BACINI
«Sono centinaia le proposte che mettiamo a servizio del Paese per aumentarne la resilienza alla crisi climatica: il Piano Nazionale di Efficientamento della Rete Idraulica ed il Piano Nazionale Invasi, proposto con Coldiretti e di cui sono già pronti i primi 400 progetti per nuovi bacini. Abbiamo l’orgoglio di essere il tassello tra le esigenze delle comunità ed i finanziamenti, che spesso ci sono anche in Europa, ma bisogna avere una rodata professionalità per poterli acquisire»
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