«COMMISSARI, FERMATE QUEL RISO!»

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Il Copa-Cogeca si muove in soccorso dell’Italia chiedendo ai Commissari al commercio e all’agricoltura, con una lettera formale, di applicare la clausola di salvaguardia per fermare le importazioni a dazio zero dala Cambogia. Ecco la versione integrale della lettera fornita a Risoitaliano: «Signori Commissari, nel quadro del regime di preferenze generalizzate accordate ai paesi terzi meno sviluppati, dal 1 settembre 2009 i dazi per il riso sono stati completamente eliminati a favore dei paesi che sono oggetto dell’accordo EBA (“tutto tranne le armi”).

Per effetto di questa concessione tariffaria, le importazioni totali di riso nell’UE da paesi EBA – in particolare la Cambogia e il Myanmar – sono passate da 10.280 tonnellate (equivalente riso lavorato) nella campagna commerciale 2008/2009 a 402.569 tonnellate nella campagna 2013/2014, e rappresentano attualmente oltre il 30% dell’import complessivo di riso nella UE.

Nello stesso periodo 2009/2014 la sola Cambogia ha aumentato le proprie esportazioni verso la UE da 6.012 tonnellate (equivalente riso lavorato), a 255.654 tonnellate (+ 4200%) che rappresentano oltre il 60% di tutto il riso cambogiano esportato. Il Myanmar invece ha aumentato del 400% le proprie esportazioni verso la UE nelle ultime tre campagne commerciali, passando da 35.938 a 140.919 tonnellate.

Le importazioni di riso dalla Cambogia sono costituite da riso lavorato e semilavorato, sfuso e in piccole confezioni, per lo più del tipo Indica, e sono in diretta concorrenza con la produzione europea di riso Indica che è pari al 35% della produzione totale di riso dell’UE.

La campagna 2014/2015 è iniziata con un prezzo medio del riso paddy Indica di 250 €/t, in calo del 25% rispetto all’anno precedente. Tenendo conto del cambio e dei costi di trasporto per raggiungere i porti del Nord Europa, il prezzo del riso paddy europeo per la stessa categoria di riso lavorato (Indica 5 % rotture) dovrebbe essere inferiore a 200 €/t franco azienda agricola per essere competitivo con il riso cambogiano importato. Tale prezzo, in Europa, non copre minimamente i costi di produzione sostenuti dai risicoltori.

Sul mercato, il prezzo FOB del riso lavorato cambogiano al 5% di rotture è oggi di circa 470 $/t (376 €/t al tasso di cambio attuale) mentre il prezzo medio del riso lavorato europeo è di 662$/t ovvero 530 €/t.

Tenuto conto di quanto sopra evidenziato, riteniamo che le importazioni dalla Cambogia, grazie alla preferenza tariffaria, cresceranno ulteriormente senza tuttavia sostituire del tutto il volume importato da paesi non EBA, con il risultato che anche la quantità totale di riso (equivalente lavorato) importato in UE continuerà ad aumentare, provocando la riduzione del collocamento della produzione interna, l’aumento eccessivo delle scorte nei paesi produttori e la discesa dei prezzi del riso europeo.

Inoltre potranno verificarsi ulteriori conseguenze negative:

–         Spostamento della produzione di riso paddy verso le varietà di tipo Japonica, che provocherebbe una grave perturbazione del mercato di questa categoria di riso, che è consumata principalmente negli stessi paesi produttori e ha poche prospettive di espansione dei consumi a livello intracomunitario e nei paesi terzi;

–         Un completo abbandono della produzione di riso, nei casi più gravi, che avrà un impatto negativo sulla biodiversità e la qualità delle acque e del suolo (rischio di aumento della salinità), soprattutto nelle aree in cui non sono possibili colture alternative.

Per tutte queste ragioni, signori Commissari, vi chiediamo di applicare la clausola di salvaguardia prevista nel regime preferenziale EBA (“tutto tranne le armi”)». Nei giorni scorsi l’Ente Nazionale Risi ha rivelato che «da settembre a novembre 2014 le importazioni di riso semilavorato e lavorato dai PMA hanno riguardato 65.280 tonnellate, in aumento di 3.027 tonnellate (+5%) rispetto a un anno fa. Le importazioni dal Myanmar sono passate da 2.525 tonnellate di riso lavorato nei primi tre mesi della scorsa campagna alle attuali 10.378 tonnellate». (Per scaricare il testo della lettera clicca QUI) (12.12.14)

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Risicoltura
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