L’ETICHETTA CHE TI RICARICA

Ecco perchè l'Italia punta sulla "batteria" per comunicare con i consumatori

L’attuale dibattito sulle etichette trasparenti, a livello nazionale ed europeo, vede all’ordine del giorno la cosiddetta etichettatura a batteria o NutrInform Battery: un recente articolo di Cinzia Simonelli su “Il Risicoltore” (marzo 2020), ne chiarisce alcuni punti chiave, mettendo in luce l’efficacia di questo sistema sia dal punto di vista dell’impatto comunicativo che degli aspetti informativi. Se l’etichettatura FOP – Front of Packaging riguarda le informazioni nutrizionali da porre sulle confezioni per garantire la consapevolezza del consumatore circa il prodotto che sta acquistando, le forme supplementari di etichettatura hanno scopo principalmente informativo e sono portatrici di una valenza educativa di primo impatto, poiché inducono il consumatore ad informarsi approfondendo le informazioni riportate sull’etichetta nutrizionale: la proposta italiana per l’etichettatura prevede, a questo scopo, il logo nutrizionale facoltativo NutrInform Battery, che presenta un box recante l’indicazione quantitativa del contenuto di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale della singola porzione, il cui contenuto energetico è espresso sia in Joule che in calorie. All’interno del simbolo della “batteria” è indicata la percentuale di nutrienti apportati dalla singola porzione rispetto alla quantità giornaliera raccomandata.

Etichettatura a batteria

Le quantità di assunzione giornaliera raccomandate in EU sono:

a. Energia: 8400 kj / 2000 kcal
b. Grassi: 70 g
c. Grassi saturi: 20 g
d. Zuccheri: 90 g
e. Sale: 6 g

L’impatto visivo dato dalla parte carica della batteria permette di quantificare visivamente il contenuto energetico e di bilanciare conseguentemente la razione alimentare considerando che la somma dei nutrienti assunti durante il giorno non deve superare il 100% della quantità di assunzione giornaliera raccomandata. L’etichetta a batteria ci aiuterà quindi a scegliere con più cura i cibi da introdurre nel carrello e nella nostra dieta, indicandoci in modo immediato ed intuitivo quanto ci stiamo “ricaricando”.

L’etichetta traffic light

Il MISE (Ministero Italiano dello Sviluppo Economico) ha individuato nel NutrInform Battery una efficace forma di espressione o di presentazione supplementare della dichiarazione nutrizionale e le amministrazioni coinvolte hanno ritenuto opportuno che venisse notificato quale sistema Nazionale facoltativo di etichettatura nutrizionale supplementare. Questa scelta, a fronte di alcune limitazioni applicative emerse dai sistemi di etichettatura inglese (Traffic Light) e francese (Nutri – score),  deriva da una duplice sperimentazione, conclusasi a fine novembre 2019 ed effettuata su un campione di consumatori tra il 2018 e il 2019, nel primo caso 1500 intervistati on-line e nel secondo un panel di famiglie: tale sperimentazione ha dimostrato come il sistema volontario a batteria faciliti la comprensione da parte del consumatore del contributo o dell’importanza dell’alimento ai fini dell’apporto energetico e nutritivo. Precisa Cinzia Simonelli: «I risultati hanno mostrato che i consumatori che hanno avuto in casa i prodotti etichettati con il modello a batteria migliorano le proprie conoscenze a livello alimentare». Dal parere dei consumatori è infatti emerso che gran parte di essi è consapevole dell’importanza delle informazioni nutrizionali ai fini di una dieta equilibrata, è interessata ad una tabella nutrizionale posta sul fronte della confezione e, pertanto, considera la proposta italiana, oltre che facilmente leggibile, anche e soprattutto utile a comunicare il valore dei diversi nutrienti, costituendo un utile strumento per bilanciare il consumo giornaliero.

Etichetta nutriscore

Il sistema a batteria ha ricevuto pareri positivi a livello istituzionale e sembra andare nella direzione di superare gli effetti negativi per il Made in Italy derivanti dal sistema francese, che si sta diffondendo anche in altri Stati d’Europa, come Francia, Belgio, Svizzera, Germania e Austria, giudicato inadatto e penalizzante per i piatti della dieta mediterranea, basato sui colori del semaforo per attribuire censure sugli alimenti: il sistema francese Nutri Score riassume la qualità nutrizionale di un alimento per 100 gr di prodotto utilizzando cinque lettere (da A ad E) e cinque colori (da verde a rosso) per trasmetterne e comunicarne, bilanciandoli, i pregi e i difetti.

Il nuovo sistema a batteria sarà applicato su base volontaria e la sua applicazione sugli incarti sarà facoltativa per le aziende produttrici. Va altresì specificato che l’etichettatura NutrInform Battery non si applica alle produzioni DOP, IGP ed STG per non rischiare di distorcerne il valore in quanto questi alimenti fanno riferimento a specifici disciplinari produttivi che ne esplicitano in maniera chiara ed esauriente le caratteristiche compositive prevedendone loghi e norme di etichettatura.

Conclude Cinzia Simonelli: «Nel momento in cui sarà attuativo il progetto di decreto si raccomanda agli operatori del settore alimentare l’utilizzo di una forma di espressione complementare della dichiarazione nutrizionale. Gli operatori saranno lasciati liberi di impegnarsi volontariamente sulla strada della posizione di tale forma raccomandata. Il campo di applicazione del logo nutrizionale esclude gli alimenti confezionati in imballaggi recipienti la cui superficie maggiore misura meno di 25 cm2». Un sistema, quello dell’etichettatura a batteria, che potrà avere riscontri positivi sulla comunicazione delle caratteristiche nutrizionali del riso e della sua qualità alimentare. Autore: Milena Zarbà

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