L’AGRICOLTURA NON È UNA CARTOLINA

Entusiasmo a buon mercato per la delega del turismo a Centinaio

Il Consiglio dei ministri dello scorso 2 luglio ha attribuito al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, la delega per il Turismo. Il senatore della Lega – sostiene Confagricoltura- unirà sotto la sua direzione due dicasteri fondamentali per la promozione del made in Italy all’estero. Non è abbastanza. Con una nota ufficiale il coordinatore del settore agrituristico di Confagricoltura Lombardia, Gianluigi Vimercati, esprime “vivo apprezzamento” per questa scelta del governo.

“Riteniamo che la decisione vada nella direzione giusta, da noi auspicata da tempo – spiega Vimercati -: il nostro comparto, infatti, fa leva proprio sulla valorizzazione dei prodotti agroalimentari per incentivare l’ospitalità. Ecco perché – continua – crediamo fondamentale una visione d’insieme che unisca sotto un unico coordinamento le politiche di promozione turistica e quelle per sostenere l’agricoltura, fornitrice delle materie prime che consentono di realizzare prodotti agroalimentari d’eccellenza, famosi ed apprezzati in tutto il mondo”.

Non vorremmo spegnere troppo presto gli entusiasmi di Confagricoltura, ma se per promozione del Made in Italy si intende quella dei prodotti agroalimentari all’estero, essa continuerà ad essere in capo al Ministero dello Sviluppo economico, attraverso Agnezia Ice, che notoriamente privilegia l’industria Agroalimentare e non l’agricotura. Se si intende invece la possibilità di infilare nei depliant turistici che parlano dell’Italia nel mondo anche qualche agriturismo e qualche forma di parmigiano, beh, allora sì che ci siamo: ma significa accontentarsi delle briciole. Del resto, il ministro del turismo, dopo la riforma del titolo V, ha competenze residuali, rispetto a quelle di sostanza che sono riservate alle Regioni. In un Paese come il nostro è una aberrazione ma questa è la realtà. Centinaio è competente in questa materia e ha tanta volontà di lavorare, ma caricarlo di aspettative impossibili non significa aiutarlo. Inoltre offusca le priorità agricole che l’agricotura italiana attende di veder affrontate dal nuovo Mipaaf. Autore: Paolo Viana

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