LA CONVERSIONE ALL’HACCP

Varati corsi per mettere in regola le aziende risicole

Quando Risoitaliano ha segnalato l’emergenza HACCP (leggi l’articolo), tutti a replicare che i risicoltori non sono tenuti a osservarle e che stavamo creando un problema… Ora, per fortuna, chi non si è attrezzato lo sta facendo. L’Unione agricoltori di Vercelli e Biella, ad esempio, propone ai propri iscritti un corso per affrontare quella che definisce «la diatriba sull’applicazione obbligatoria del sistema HACCP per le aziende agricole produttrici di risone». i vertici ammettono che non si sa dove dove finisca la “produzione primaria”. Fino al cancello dell’azienda agricola o all’ingresso del risone all’essiccatoio?  «Nel primo caso le aziende sarebbero escluse, nel secondo caso dovrebbero applicarlo a partire dal processo di essiccazione e stoccaggio». Nel dubbio, dicono a Vercelli, «è comunque necessario rispettare scrupolosamente le regole del buon senso dettate da lustri di esperienza, quelle che sul piano normativo, sono le “buone prassi igienico-sanitarie”, per essiccare e conservare correttamente il risone (quello residuale ancora in magazzino e quello che tra 1/2 mesi arriverà dai campi) al riparo da muffe, insetti e alterazioni fisico-chimiche. D’altra parte garantire al consumatore un prodotto sano, igienico ed integro dal punto di vista sanitario, è un obbligo fondamentale, HACCP sì o no». Insomma, contrordine soci: nel prossimo autunno-inverno, in collaborazione con la ASL di Vercelli, verranno organizzati dei corsi di formazione per gli addetti, anticipa Confagricoltura Vercelli e Biella, ricordando «che il sistema HACCP si basa su un approccio alla sicurezza alimentare di tipo preventivo, sistematico e documentato. L’impresa descrive il prodotto e le suefasi di lavorazione e ne identifica la destinazione di uso. Il fulcro della metodologia HACCP è l’individuazione dei punti di controllo critico (CCP), il monitoraggio e la gestione degli stessi secondo quanto riportato nel Manuale HACCP». Ricordiamo ancora una volta, poiché inevitabilmente questi corsi saranno a pagamento e ciò crea malumore tra gli operatori, che Risoitaliano è un giornale online indipendente e che il nostro compito non è quello di promuovere questo o quel sindacato, questa o quella pratica colturale, questo o quel prodotto (se non si tratta di pubblicità, nel qual caso lo evidenziamo), questo o quel politico: cerchiamo di mettere i risicoltori nella condizione di lavorare al meglio diffondendo le informazioni tecniche-economiche e in qualche caso segnalando i problemi aperti. Come quello dell’HACCP: non è chiaro se sia obbligo dell’agricoltore ma i controlli e le sanzioni hanno evidenziato l’esistenza del problema e mettere la testa sotto la sabbia non sarebbe saggio. Autore: Paolo Viana

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Risicoltura
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